Archiviato il 24/09/2007 in:
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I ristoratori che occupano le strisce blu pagheranno il parcheggio ai residenti.
di CARLANTONIO SOLIMENE
Martedì prossimo la delibera sulle pedane esterne dei ristoranti nel centro di Roma sarà portata in Consiglio comunale. Il testo redatto dall'assessore per le Politiche del commercio del Campidoglio, Gaetano Rizzo, a meno di sorprese dell'ultima ora, si basa sul principio secondo cui saranno gli stessi ristoratori ad occuparsi di compensare i posti auto che sostituiranno le "strisce blu" occupate dalle loro pedane. Con alcuni precisi obblighi: che questi parcheggi di compensazione si trovino in zone sufficientemente vicine ai posti occupati e che funzionino con lo stesso regime tariffario. Una clausola che potrebbe pesare non poco sulle tasche degli esercenti. La soluzione più facilmente percorribile, infatti, è quella di affittare un certo numero di parcheggi nelle autorimesse e poi farli funzionare "a rotazione". Consentendone, visto che si parla di "strisce blu", la sosta gratuita nelle ore notturne. L'iter consiliare della delibera dovrebbe essere piuttosto rapido. Il 30 settembre, infatti, scadrà il periodo di occupazione sperimentale del suolo pubblico concesso dal Comune ai ristoratori per le loro "appendici" esterne. In quella data si dovrà decidere se tornare all'antica, rimuovendo le pedane, o accontentare gli esercenti che hanno chiesto un prolungamento della concessione per altri tre anni. Senza il nuovo provvedimento comunale la scelta dovrà essere presa in un regime di "vuoto legislativo" che acuirebbe ulteriormente le polemiche che, per i quattro mesi estivi, hanno accompagnato l'esistenza delle pedane. Aver fatto passare tanto tempo invano sarebbe imperdonabile. Chi non ha voluto aspettare l'approvazione della delibera è stato Andrea Cortese, assessore per le Attività produttive del II Municipio. Bersaglio delle critiche dell'opposizione e di alcuni esponenti della sua stessa maggioranza per aver concesso le pedane in via Alessandria, Cortese ha dapprima difeso la sua scelta e poi si è mosso per trovare al più presto i parcheggi di compensazione. Nel corso della settimana appena conclusa l'assessore aveva fissato una riunione con i ristoratori per valutare il piano di recupero posti auto di questi ultimi. Progetto che, stando a quanto ha raccontato lo stesso Cortese, prevede venti posti in più tra autorimesse e "strisce blu" che spetterebbero ai ristoratori come residenti ma sarebbero lasciate libere. A questi si aggiungono altri quattro posti che appartenevano precedentemente ad ambasciatori ormai trasferitisi e quelli che il Municipio sta cercando di trovare per proprio conto. Secondo alcune indiscrezioni, le strade scelte dall'amministrazione sarebbero Corso d'Italia e alcune traverse di via Nomentana, in particolare nella zona nei pressi di via dei Villini. In quelle arterie, trasformando, in accordo con l'Atac, la sosta "il linea" in quella "a spina di pesce", i parcheggi recuperabili sarebbero circa un centinaio. Molti di più, dunque, dei 25 perduti in via Alessandria. Si tratterebbe un provvedimento, che verrà discusso in II Municipio entro giovedì, addirittura migliorativo. Utile a stemperare gli animi su una questione che, lungo tutta l'estate, ha visto collocarsi su posizioni diametralmente opposte residenti da una parte e ristoratori e Municipio dall'altra. Uno scontro degenerato persino in atti di teppismo, come quando contro le strutture di ristoranti e locali sono state lanciate delle uova. Difficile credere che una querelle così accesa possa essere dipesa solo dalla questione dei parcheggi perduti. Non è così, infatti. In gioco ci sono due visioni diverse su come attuare il rilancio del "quadrilatero". La zona compresa tra Corso d'Italia, via Nomentana, viale Regina Margherita, via Salaria e piazza Fiume stava vivendo da alcuni anni un lento declino. Strade scarsamente illuminate erano diventate meta ideale di barboni, venditori abusivi e malintenzionati. Il passeggio si era a poco a poco spostato altrove e i residenti temevano che il "quadrilatero" potesse trasformarsi in un quartiere dormitorio. Le pedane, ha insistito più volte l'assessore Cortese, sono state un tentativo di ridare vitalità alla zona e si sono inserite in un contesto di provvedimenti, tra cui anche i tornei di scacchi e carte organizzati oggi in via Alessandria per la domenica ecologica, volti a ridare slancio a commercio e di conseguenza a tutta l'area. Dall'altra parte, però, i residenti hanno temuto che, per combattere il declino, si causasse il male completamente opposto. Trovare una giusta via di mezzo tra quartiere dormitorio e zona in balia della confusione potrebbe essere la ricetta giusta per mettere pace tra le parti contrapposte, spetta ora al consiglio municipale. Tra l'ipotesi di rimuoverle e quella di rinnovare la concessione per tre anni, secondo l'assessore Cortese c'è una terza strada: "autorizzarne la permanenza - spiega - solo per un altro mese. In modo che i cittadini possano godersi in pieno, grazie a queste strutture, le miti ottobrate romane".
domenica 23 settembre 2007
Ilmioquartiere @ 12:25 | commenti:
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