PIANO NOMADI A ROMA

Archiviato il 09/11/2009 in: la mia città

APPELLO AL NOSTRO SINDACO

PER ACCELERARE IL PIANO NOMADI

 Al Sindaco di Roma - On. Gianni ALEMANNO

I sottoscritti consiglieri municipali del Popolo della Libertà di Roma

                                           PREMESSO CHE

Il Piano Nomadi prevede “tredici villaggi autorizzati, a fronte degli oltre cento campi nomadi oggi esistenti tra insediamenti abusivi, campi cosiddetti "tollerati" e villaggi autorizzati”;Il suddetto Piano prevede specificatamente la chiusura di oltre 80 campi abusivi e di nove tollerati, tra cui nel dettaglio Casilino 900 (Municipio VII), Tor de' Cenci (Municipio XII), La Martora (Municipio V), Baiardo (Municipio XX), Foro Italico (Municipio II), Monachina (Municipio XVIII), Arco di Travertino (Municipio IX), Spellanzon (Municipio V) e Sette Chiese (Municipio XI). Prendendo a riferimento come fonte il sito istituzionale del Comune di Roma in cui si afferma inoltre che si comincerà con i campi ad alto tasso di pericolosità, prevedendo dunque di chiudere entro fine ottobre almeno il 50% di Casilino 900, Tor de' Cenci e La Martora, per poi completare l'intervento entro il primo semestre 2010;

Sempre riferendosi alla nota ufficiale del Comune “entro l'autunno saranno ultimati i lavori in cinque campi autorizzati: Salone, Gordiani, Camping River, Candoni e Castel Romano, mentre gli altri due campi autorizzati – Cesarina e Lombroso – saranno spostati altrove. Successivamente verranno ristrutturati tre campi "tollerati" – Salviati, Ortolani e La Barbuta – e creati due nuovi villaggi, sulle aree scelte dal Prefetto. Prevista anche una nuova "struttura di transito" di 600 posti, 400 fissi e 200 destinati ai nuclei in attesa di collocazione stabile”;

                                                     CONSIDERATO CHE

Il Piano Nomadi rappresenta la grande sfida che la nuova giunta comunale ha lanciato alla città e alle sue oramai consolidate esigenze di sicurezza, come reale e concreto segno di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni di centrosinistra;l’applicazione del suddetto Piano rappresenta indiscutibilmente lo strumento politico-elettorale di maggior forza rivendicativa dei rappresentanti del territorio nei confronti di quanto annunciato e dichiarato, in particolare nella trascorsa tornata elettorale amministrativa, come evidente risoluzione al problema rom in città;il suddetto Piano, seppur in piena fase esecutiva, sembrerebbe mostrare forti rallentamenti nella sua applicazione, almeno da quanto si apprende dalla stampa, attualmente unica fonte presumibilmente attendibile di informazione a disposizione dei rappresentanti politici territoriali in merito agli sviluppi del Piano Nomadi, e inoltre da quanto si riscontra dall’analisi della realtà quotidiana di avanzamento lavori di predisposizione dei nuovi campi attrezzati e di ampliamento, quando previsto, di quelli esistenti; tale ritardo risulta inconfutabile se rapportato alle dichiarazioni ufficiali di cui alla premessa del presente documento, in cui si dichiarava che il Piano sarebbe divenuto esecutivo nel mese di ottobre, e tali da generare molteplici aspettative da parte della cittadinanza romana, in particolare di quella residente nei pressi dei campi regolari di cui è previsto lo sgombero e di quelli abusivi o tollerati di più rilevanti dimensioni; in molti campi abusivi e tollerati si registra paradossalmente un aumento cospicuo delle presenze, così come gravemente riscontrato, in controtendenza rispetto a qualche settimana fa, anche nelle strade della Capitale; è assunto che senza la predisposizione dei nuovi campi attrezzati e l’ampliamento di quelli previsti, difficilmente si potrà arrivare agli sgomberi attesi e sempre più necessari. 

SI APPELLANO AL LORO SINDACO AFFINCHE’:

provveda con sollecito a concretizzare fattivamente la conclusione dei lavori previsti dal Piano Nomadi, anche attraverso un necessario intervento presso il Prefetto di Roma, in qualità di Commissario Straordinario all’Emergenza Rom, e prevedendo, conseguentemente e nel più breve tempo possibile, lo sgombero delle prime aree tollerate ed abusive previste dal Piano nonché la necessaria e inderogabile espulsione dei rom non aventi titolo a restare in Italia.  

Roma, il 9 Novembre 2009

F.to Augusto SANTORI (Municipio XV) ,F.to Massimo INCHES (Municipio II) ,F.to Massimiliano CICCOCELI (Municipio VI) , F.to Francesco CORSI (Municipio VI), F.to Emiliano CORSI (Municipio VII) , F.to Paolo DI MATTEO (Municipio VII) , F.to Francesco FIGLIOMENI (Municipio VII) , F.to Sergio PAOLETTI (Municipio VII) , F.to Fernando VENDETTI (Municipio VIII) , F.to Roberto FEDELI (Municipio IX) , F.to Monica PICCA (Municipio XIII) , F.to Marco GIUDICI (Municipio XVI) , F.to Mauro GALLUCCI (Municipio XIX) , F.to Stefano ERBAGGI (Municipio XX) , F.to Emiliano CORSI (Municipio VII) , F.to Paolo DI MATTEO (Municipio VII) ,F.to Francesco FIGLIOMENI (Municipio VII) , F.to Sergio PAOLETTI (Municipio VII) , F.to Fernando VENDETTI (Municipio VIII) , F.to Roberto FEDELI (Municipio IX) , F.to Monica PICCA (Municipio XIII) , F.to Marco GIUDICI (Municipio XVI) , F.to Mauro GALLUCCI (Municipio XIX)  , F.to Stefano ERBAGGI (Municipio XX)

Ilmioquartiere @ 23:27 | commenti: commenti (popup)

La Voce Romana appuntamento 3 Novembre 2009

Archiviato il 31/10/2009 in: la mia città

 

Il 3 novembre prossimo, alle ore 16,30, presso la Sala Gonzaga in via della Consolazione 4 (Comando dei Vigili Urbani), avrà luogo l’inaugurazione del "Salotto Romano", luogo dove poter effettuare le periodiche riunioni degli appassionati cultori di cose romane o letterarie in genere, ottenuto grazie all’interessamento del Consigliere Delegato alle Pari Opportunità, on. Lavinia Mennuni, con il patrocinio del Comune di Roma. Sandro Bari

Roma, ottobre 2009

Gli incontri nel "Salotto Romano" si svolgeranno ogni primo Martedì del mese, in "luogo istituzionale" concesso alla scopo dal Campidoglio (il 1 dicembre alla Casa delle Letterature, il 5 gennaio al Museo di Roma ecc.); saranno aperti a tutti i cittadini e le associazioni, l’ingresso sarà libero senza alcuna richiesta di tessere o quote associative.

Nel primo incontro, al quale interverranno le Autorità Istituzionali, sarà presentato il Salotto con i suoi programmi e le sue iniziative e verranno gettate le basi per una proficua collaborazione fra tutti gli amanti di Roma e della sua cultura, indipendentemente dall’appartenenza o meno ad Associazioni culturali diverse. Si tratta di una iniziativa unica nel suo genere, che per la prima volta dà modo a tutti di riunirsi, periodicamente e gratuitamente, in un consesso patrocinato dal Comune di Roma per la trattazione delle cose romane.

In tale occasione sarà presentata al pubblico la nuova edizione di Voce Romana, la "storica" rivista fondata da Giorgio Carpaneto nel 1997, della quale, secondo la sua volontà, ho assunto la direzione, confermatami dal nuovo Editore.

La nuova "Voce Romana", non più organo dell’omonima Associazione ma rivista indipendente, edita da Pagine s.r.l., avrà 64 pagine in formato A4 con copertina in cartoncino a colori; manterrà intatto lo spirito del Fondatore, con una varietà di contenuti riguardanti la Romanità e la letteratura in genere, la storia, l’archeologia, l’attualità di cinema e teatro, le curiosità e gli aneddoti, il latino, l’urbanistica, l’arte, la poesia italiana e dialettale, la canzone. La rivista, che già gode di eccellenti collaboratori, sarà aperta alla partecipazione di tutti e darà spazio alle varie associazioni romane senza alcuna concorrenza o competizione ma nel puro intendimento della diffusione della cultura.

La rivista (culturale, libera, apolitica) Voce Romana sarà dunque diffusa in libera vendita e per abbonamento; non richiederà pertanto alcuna tessera associativa.

Abbonamenti, quote e modalità, competono direttamente ed esclusivamente all’Editore: per informazioni in merito, tel. 06 45468600 o luciano.lucarini@pagine.net . Chi intende collaborare con scritti, articoli, saggi, poesie, immagini, dovrà farlo esclusivamente per posta elettronica, indirizzando il materiale a voceromana@tiscali.it oppure direttamente a sandro.bari@alice.it .

Mi auguro di vedervi numerosi.

Cordialmente,

Ilmioquartiere @ 19:42 | commenti: commenti (popup)

PREZZI AL CONSUMO COMUNE DI ROMA

Archiviato il 31/10/2009 in: la mia città

 Come sempre ad ogni fine mese, arrivano i dati dell'Ufficio Statistica del Campidoglio sui prezzi al consumo a Roma, elaborati nell'ambito delle indagini Istat su scala nazionale. Ad ottobre 2009 l'indice dei prezzi ha registrato un aumento medio dell'1% rispetto al mese precedente (variazione congiunturale), mentre rispetto allo stesso mese del 2008 (variazione tendenziale) i valori sono stabili.

Nel confronto con settembre, i "capitoli di spesa" (categorie ampie di prodotti e servizi) che aumentano di più sono l'istruzione (+1%) e i servizi ricettivi e di ristorazione (+0,7%). In calo, invece, i trasporti (-0,4%) e le comunicazioni (-0,1%).

Scendendo nel dettaglio delle "voci di prodotto", tra settembre e ottobre crescono i prezzi delle voci "istruzione universitaria" (+3,5%), "alberghi e altri servizi di alloggio" (+3,5%), fiori e piante (+2%), affitti reali (+1,6%) e trasporti aerei (+1,3%). In calo le voci "pacchetti vacanze tutto compreso" (-4,4%), "trasporti marittimi e per vie d'acqua interne" (-2,3%), "carburanti e lubrificanti" (-2,2%), "apparecchi fotografici e cinematografici" (-1,5%) e "apparecchiature e materiale telefonico" (-1,4%).

Passando alla tendenza annuale (confronto ottobre 2008 – ottobre 2009), sono in aumento i prezzi di: servizi postali (+11,2%), oreficeria e orologeria (+7,8%), affitti reali (+7,7%), trasporti marittimi e per vie d'acqua interne (+7,3%). Scendono invece: combustibili liquidi (-20,6%), trasporti aerei (-14,5%), supporti per registrazione suoni e immagini (-11,6%), carburanti e lubrificanti (-11,5%), apparecchi fotografici e cinematografici (-8,4%) e alberghi e altri servizi di alloggio (-8,1%).

Ilmioquartiere @ 19:10 | commenti: commenti (popup)

D-day 1° novembre per i lavavetri

Archiviato il 31/10/2009 in: la mia città

Da domani primo novembre entrerà in vigore l'ordinanza del comune di Roma contro  lavavetri e giocolieri ai semafori. Chiunque venga scoperto a svolgere queste attività sarà sottoposto ad una multa di 100 euro. Tuttavia è previsto che quelli che saranno trovati in stato di bisogno saranno esonerati dal pagamento della multa e verranno seguiti dai servizi di assistenza e sostegno del Comune di Roma. Il Sindaco continua sottolineando che questa città può offrire situazioni  lavorative migliori. L’ordinanza riguarderà tutte le attività non autorizzate. Ad esempio i parcheggiatori abusivi, contro i quali sono già state emanate delle norme, che sono disciplinate dal codice della Strada. Infatti coloro che vengono sorpresi nell’attivita e i loro istigatori sono sottoposti al pagamento di una multa che va dai 750 ai 2850 euro, raddoppiata in caso siano stati coinvolti minori."Dall'entrata in vigore dell'ordinanza sui lavavetri, a partire da domani, mi aspetto un risultato di lotta al degrado di scoperta di retroscena legati a questo fenomeno cittadino". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, oggi in Campidoglio a margine della firma che sancisce il gemellaggio culturale tra Roma e Reggio Calabria, promosso dallo stesso Alemanno e dal sindaco Giuseppe Scopelliti.

"Con questi interventi permetteremo di far emergere un racket -ha aggiunto Alemanno- se questo racket, come pensiamo, esiste. Vogliamo inoltre fare emergere tutti quei problemi legati a persone costrette a vivere pulendo i vetri delle macchine. Un'esistenza che spesso viene loro imposta. Vogliamo lavorare per ottenere una migliore vivibilita' per tutti i cittadini -ha concluso- in fondo l'ordinanza che abbiamo emesso non e' solo per i romani ma per combattere un modo di vivere che francamente e' inadeguato ad un citta' come Roma".

"Condivido le parole del sindaco Alemanno. Il provvedimento rappresenta un ulteriore passaggio per portare la sicurezza e il decoro a Roma a un livello qualitativamente più alto e scardinare quel racket dei semafori che da anni attanaglia la città", ha detto il presidente della commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori (Pdl).

Lunedì scenderanno in campo 25 pattuglie della polizia municipale che passeranno al setaccio gli incroci più frequentati da lavavetri e giocolieri. Da oggi «inizieremo - ha spiegato il comandante dei vigili urbani, Angelo Giuliani - i primi controlli anche in virtù del fatto che si tratta di una giornata festiva». Le forze da mettere in campo «saranno definite - sottolinea il comandante - una volta misurata l'efficacia dell'intervento per poter tarare il servizio secondo le necessità». Ai lavavetri e ai giocolieri, spiega Giuliani, «verrà comminata una multa di 100 euro, sequestrata l'attrezzatura e si provvederà alla verifica della regolarità dei documenti. Per quanti vorranno essere aiutati o assistiti perché in condizioni disagiate, il Comune ha messo a disposizione e attivato le strutture per la loro eventuale accoglienza».

Stop a lavavetri e parcheggiatiri abusivi

Ilmioquartiere @ 19:06 | commenti: commenti (popup)

La sinistra è sempre avanti, non soltanto nelle voluttà

Archiviato il 27/10/2009 in: la mia città

Di certo è tutta una balla, ma in ogni caso bisognerebbe andare a scuola da David Letterman anche in materia di ricatti. Il ricatto finisce appena viene svelato. Letterman cominciò qualche settimana fa una puntata del LateNightShow raccontando di essere stato vittima di un tentativo di estorsione (due milioni di dollari) per via di relazioncine con collaboratrici. C’è voluto del fegato, il ricattatore è stato arrestato, la faccenda è evaporata dopo un giorno circa di risate sui giornali (ma la moglie Regina, sposata soltanto sei mesi fa e madre di suo figlio cinquenne, non ha preso benissimo il coming out, visto che ha chiesto il divorzio). Piero Marrazzo, governatore del Lazio, è stato ugualmente, brutalmente ricattato, con un video rubato che forse lo mostra in boxer a casa di un transessuale, ma sarà un falso, lui dice di essere del tutto innocente, anche se sono stati staccati assegni dal suo carnet, invoca perizie calligrafiche, parla di “una bufala”, poi spiega che non aveva assolutamente sospettato che i ricattatori fossero carabinieri, ma a un certo punto dice che non sapeva nemmeno di essere ricattato.

La maldicenza dipinge scenari pazzeschi: Repubblica arriva a scrivere che Marrazzo avrebbe dichiarato agli inquirenti di essere stato derubato dei soldi nel portafoglio durante un incontro mercenario con un transessuale. I soliti cinquanta o ottantamila euro per le piccole spese. “Si cerca di infangare l’uomo Marrazzo per colpire il presidente Marrazzo. Quel filmato, se davvero esiste, è un falso. E’ stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala”. E’ senz’altro così, ma se Marrazzo fosse stato ancora conduttore di “Mi manda Raitre”, avrebbe dovuto fare come Letterman, andare e dire: “Buonasera, prima di cominciare vorrei raccontarvi un paio di cose”, sarebbe diventato l’idolo delle folle, l’esempio di una sinistra davvero avanti in tutto, non solo nelle voluttà. Perché è chiaro che il transessuale è il futuro, anzi già un po’ presente, ragazze, rassegniamoci. Basta guardare le foto di Nicole Kidman a Washington mentre parla in qualità di ambasciatrice Onu di violenza sulle donne e donne oggetto. E’ talmente gonfia e lucida che sembra o una donna che è appena stata pestata, per essere in tema con la violenza, o un uomo che si gonfia le labbra e gli zigomi per travestirsi meglio da donna. Insomma sembra un trans, e pochi anni fa era la donna più bella del mondo. Si è adattata a una moda, a un richiamo, al bisogno di sembrare un uomo modificato per piacere agli uomini.

Sicuramente non è il caso di Marrazzo, vittima di un complotto teso a destabilizzarlo in vista delle regionali, ma i trans hanno soppiantato le donne. Giusto un anticone come il presidente del Consiglio, uno che dice “Cribbio” e compra bigiotteria per le signore, può essere rimasto ancora fermo alle donne bionde e appariscenti, al bisogno di avere alla sua tavola belle ragazze adoranti. Superato, demodé. C’è una battuta che gira da secoli, e che Roberto Benigni ha ripetuto nei suoi monologhi su Dante e sul mondo: “Quando voi stavate sugli alberi, noi eravamo già froci”, a segnare l’abisso culturale fra vecchiume e modernità, fra reazionari e progressisti. Tra l’altro scegliendo la svolta trans non si rischia di essere accusati di trattare le donne come oggetti, di azzerare le conquiste storiche del femminismo, di colpire la democrazia con l’uso del corpo femminile, di far vergognare l’Italia davanti al mondo. Se fosse vero insomma, e non è vero, sarebbe perfetto: massimo rispetto per le donne, che se proprio devono sentirsi umiliate per qualcosa è perché vengono loro preferiti ragazzi con i tacchi alti. Il rischio è che i ragazzi comincino ad arrabbiarsi, visto che il loro status viene sempre più spesso legato a faccende di mercenariato con signori importanti, e allora potrebbero anche loro e giustamente sfoderare le magliette: “Non sono un trans a sua disposizione”. Anche quello del trans oggetto è un problema serio.

Comunque per fortuna non ci sarà nulla di vero, i ricattatori sono già stati arrestati e tutti esprimiamo solidarietà a Marrazzo per l’incredibile tentativo di estorsione. Una vicenda oscura e inquietante, ha detto Walter Veltroni, una criminalizzazione degli avversari politici che vengono indeboliti sul piano personale, ha detto Antonio Di Pietro. Ci si augura che Annozero non si metta sulle tracce del trans, che Michele Santoro non pretenda di portarlo in trasmissione per raccontare la sua verità, che nessun giornale pubblichi fotogrammi di quel video inesistente, che non si scatenino dozzine di transessuali in cerca di notorietà pronti a narrare i pagamenti, le abitudini e le conversazioni del governatore del Lazio. 

di Annalena Benini

Ilmioquartiere @ 23:21 | commenti: commenti (popup)

Lavavetri stop

Archiviato il 21/10/2009 in: la mia città
L’ordinanza antilavavetri è estesa anche ai parcheggiatori abusivi. Dal 1 novembre non occorrerà più la denuncia del cittadino per arrestare e multare chi ricatta con le cattive l’automobilista in cerca di posteggio. «Mi rallegro con il sindaco Alemanno per aver esteso ai parcheggiatori abusivi il divieto ad operare in strada - afferma in una nota Samuele Piccolo, vicepresidente del Consiglio comunale - quella degli abusivi è diventata un’odiosa piaga cittadina che le precedenti amministrazioni hanno ignorato o indirettamente avallato con il loro silenzio. Eppure di episodi di violenza, soprattutto ai danni di donne al volante, ce ne sono stati. Mi auguro ora che tale ordinanza venga fatta rispettare e i luoghi in mano alle bande del parcheggio tornino ai romani senza che paghino il pizzo per non vedersi sfregiare la carrozzeria o bucare le gomme della propria auto in caso di rifiuto. Ormai la situazione era fuori controllo e ogni zona libera dalle strisce blu (ma anche quelle, provare per credere) era diventata terreno di lavoro degli abusivi, dallo Stadio Olimpico ai tanti ospedali cittadini, al Verano come in altre zone di Roma».
Anche il Codacons accoglie con soddisfazione l’ordinanza: «Siamo particolarmente favorevoli alla parte del provvedimento che riguarda i parcheggiatori abusivi, spesso protagonisti di estorsioni a danno degli automobilisti costretti a pagare per evitare danni alle autovetture - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Tuttavia è necessario che l’amministrazione comunale, prima dell’entrata in vigore del provvedimento, provveda a fornire una qualche occupazione a coloro che non potranno più svolgere l’attività abusiva di lavavetri e lavafari. Il rischio concreto, infatti, è che tali soggetti, non potendo più occupare le strade lavando vetri e fari, si dedichino ad attività delinquenziali pur di sopravvivere, con un conseguente aumento della delinquenza nella capitale».
Ilmioquartiere @ 23:23 | commenti: commenti (2)(popup)

Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa

Archiviato il 10/10/2009 in: la mia città
 
Dall’8 ottobre al 10 gennaio 2010, Palazzo Venezia dispiega il racconto dell’affascinante e complesso intreccio tra la storia dell’Europa e dei suoi popoli e duemila anni di storia della santità cristiana in una rassegna a cura di Don Alessio Geretti del Comitato di San Floriano.
Cento opere di artisti come van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo, provenienti dai maggiori musei europei, daranno la percezione di sfogliare un antico codice istoriato da miniature d’eccezione, compiendo di stagione in stagione un vero e proprio viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia sociale e politica d’Occidente.
 
Tra tavole medioevali e dipinti imponenti, preziosi diademi e codici miniati, i capolavori dell’arte da un lato presentano conversioni e persecuzioni, battesimi e battaglie che hanno congiunto la vicenda dei popoli europei al cristianesimo, e dall’altro dischiudono le porte regali di una ideale iconostasi, confine dove si congiungono fede e bellezza, visibile e invisibile, temporale e spirituale.
Promossa dal Governo italiano, tramite l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, e dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, la mostra, curata da Don Alessio Geretti, nasce dalla collaborazione tra il Comitato di San Floriano – istituzione culturale e religiosa del Friuli Venezia Giulia, che propone annuali mostre d’arte sacra di rilievo nazionale ad Illegio, in Carnia – ed il Polo Museale della città di Roma, ed è organizzata da MondoMostre, protagonista della riuscitissima monografica su Sebastiano del Piombo e delle dieci grandi mostre della Galleria Borghese.
L’Europa è posta sotto la protezione di sei santi patroni, scelti tra i principali protagonisti della sua evangelizzazione, tra primo e secondo millennio dell’era cristiana, emblematici per l’impronta che lasciarono nella storia dei popoli latini, nordici e slavi e per la sintesi di valori culturali e religiosi che lasciarono in eredità.
Ogni singolo Stato europeo, peraltro, ha i suoi santi patroni, talora acclamati dalla devozione popolare ed immortalati per le opere di carità di intramontabile valore compiute, talvolta eletti dal potere politico o celebrati da élites di intellettuali ed artisti, o ancora impugnati come vessilli e catalizzatori dell’identità nazionale nell’epoca del sorgere degli Stati nazionali o dei movimenti per l’indipendenza ottocenteschi.
Testimoni del fatto che l’Europa è molteplice, nel segno delle identità e delle autonomie che la compongono da sempre, ma anche una, quanto ai fondamenti culturali della sua civiltà, i settanta santi patroni dei diversi popoli europei hanno ispirato nei secoli le migliori espressioni delle arti, della liturgia, della mistica e della religiosità popolare: è a tutto ciò che la mostra di Palazzo Venezia vuole rendere omaggio, invitando a scoprire con eleganti accenni – opere scelte per indicare percorsi di agiografia, storia sociale e politica, evoluzione della vita religiosa – un patrimonio ricchissimo.
Questa novella Legenda Aurea, sontuosamente illustrata nella mostra romana, consentirà di cogliere in controluce sulla mappa dell’Occidente la filigrana del rapporto tra Chiesa e comunità politica: un rapporto decisivo e complesso per spiegare da dove provengano all’Europa molte delle sue conquiste e delle sue grandezze.
In ultima analisi, questa esposizione si propone di affrontare e dare un contributo per sciogliere i più delicati nodi del dibattito culturale contemporaneo – le questioni delle identità, della laicità, delle civiltà e delle religioni – non con la fatica di ragionamenti serrati ma con il fascino del bello, attraverso cui intuire le soluzioni incarnate nella vita dei più santi degli europei e dei più europei dei santi.
Originata dalla chiara ispirazione religiosa del suo curatore, la mostra può essere fruita anche con un’ottica laica, come esercizio per l’approfondimento e lo studio delle radici storiche e culturali dell’Europa e delle società di molti Paesi europei.
La rassegna a Palazzo Venezia comprende capolavori dei massimi geni dell’arte di tutti i tempi: dalle Stigmate di San Francesco del van Eyck della Galleria Sabauda di Torino, al Martirio di San Pietro di Guercino dalla Galleria Estense, dal San Giovanni Battista di Caravaggio dalla Galleria Corsini, al San Luigi IX di El Greco dal Louvre, da L'Imperatore Teodosio e Sant'Ambrogio alla Cattedrale di Milano di van Dyck dalla National Gallery di Londra al San Giorgio del Mantegna o al San Giovanni Battista di Tiziano, entrambi in prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dal San Giacomo vittorioso di Tiepolo da Budapest all’Immacolata Concezione del Murillo dal Prado di Madrid.
Una collezione di tesori assoluti, raccolti dal filo conduttore dell’intreccio fra potere, religione e arte.

potereelagrazia


Ilmioquartiere @ 20:22 | commenti: commenti (popup)

Multe pazze

Archiviato il 08/10/2009 in: la mia città

In questo mese arriverà a casa a circa mezzo milione di romani un modulo di una pagina, formato A4, per chiudere il contenzioso sulle multe accumulate fino al 31 dicembre 2004. Il modello della mini-sanatoria sulle “cartelle pazze”, che sarà spedito dalla Gerit, avrà le cifre divise su due colonne. Nella prima saranno indicati gli importi originari previsti, con sanzione amministrativa, diritti di mora, aggio di riscossione, rimborso spese e diritti di notificazione: insomma, la tanto temuta stangata per infrazioni commesse diversi anni fa. Sull’altra, l’importo agevolato, per effetto del concordato tra cittadini e amministrazione.

Il provvedimento, agganciandosi alla legge recentemente approvata dal Parlamento, consente «ai debitori di estinguere il debito provvedendo al pagamento: di una somma pari al minimo della sanzione pecuniaria edittale prevista per ogni singola norma violata; delle spese di procedimento e notifica del verbale; di un aggio per l’agente della riscossione pari al quattro per cento del riscosso e delle somme dovute allo stesso agente».

Una volta ricevuto il modulo a casa, chi vuole aderire al concordato dovrà provvedere, entro il 15 maggio 2010, a pagare la somma indicata, in un’unica soluzione, presso una banca o un ufficio postale (con il bollettino allegato) o in una serie di sportelli abilitati, il cui elenco sarà allegato alla comunicazione. «In caso di mancato pagamento entro il termine indicato di tutti gli importi dovuti per ciascuna infrazione, le agevolazioni di pagamento non saranno più applicabili», si legge nel prospetto che, in questo caso, minaccia «il recupero dell’intero debito nella misura originaria». Chi volesse contestare il debito - perché ha già pagato il verbale, ha vinto un ricorso o possiede un contrassegno per disabili - dovrà inviare una comunicazione al Comune di Roma (ufficio contravvenzioni), allegando la relativa documentazione.

Ilmioquartiere @ 20:11 | commenti: commenti (popup)

Ancora sull'immigrazione

Archiviato il 05/10/2009 in: la mia città
L’immigrazione, clandestina e non, rischia di preparare tempi drammatici. Non è un problema di razzismo, ma può svilupparsi come xenofobia. Immigrati di provenienza assai lontana, come i filippini o gli equadoregni non costituiscono un problema. I guai vengono soprattutto da due distinti gruppi: i Romeni e gli Africani, con caratteristiche molto diverse.

I Romeni non sono extra-comunitari e, per il trattato di Schengen, hanno diritto di venire in Italia, senza restrizioni; essi sono facilmente integrabili, per l’aspetto fisico, per la tradizione cristiana, per la lingua di radice latina e per la cultura europea. Specialmente in alcuni settori, l’edilizia ad esempio, sono diventati pressoché indispensabili. Sull’esempio dell’idraulico polacco che ha tanto allarmato i francesi, vengono visti talvolta come concorrenti dei lavoratori italiani, ma accettare una simile obiezione significa minare alla base l’edificio europeo.

Tuttavia la criminalità, con il loro arrivo, è aumentata in misura imprevista. Si tratta di criminalità reale e non solo “percepita” come insinuano alcuni commentatori ideologicamente orientati. Questo ha portato persino ad un attrito fra i governi d’Italia e di Romania, due stati dell’Unione Europea. In un incontro fra autorevoli rappresentanti dei due Paesi, il ministro degli interni romeno, spiegò con parole semplici il fenomeno, che non intendeva negare. Disse pressappoco così: “Da noi un rapinatore quando viene arrestato e viene condannato a vent’anni rimane in carcere per vent’anni. Si è diffusa nella popolazione romena la voce che in Italia succeda qualcosa di diverso: se una rapina va a male e si è arrestati la condanna può essere a quindici anni, ma tra sconti di pena, indulti, amnistie, legislazione premiale, legge Gozzini, ansia di immediato “recupero” del reo, scarcerazioni irresponsabili, ecc., i quindici anni si riducono a poco o niente”. Questa sensazione di impunità, purtroppo confermata dai fatti, ha calamitato la delinquenza romena in Italia; controprova ne sia il fatto che il livello di criminalità in Romania è calato oltre le più rosee speranza (del Governo romeno, peraltro assolutamente innocente). Chiudere le frontiere non è possibile e sarebbe dannosissimo. L’unica soluzione è alzare senza mezzi termini (e senza distinzione di nazionalità) la deterrenza per tutti quei reati che comportano allarme sociale e violenza alle persone (aggressioni, rapine, stupri ecc.) reati che provocano danni psicologi ed esistenziali non indifferenti e colpiscono in prevalenza le persone più fragili ed indifese. Ciò richiede aumento delle pene, certezza della pena ed impegno costante a non lasciare impuniti questi reati. I lavoratori romeni onesti, che sono la grande maggioranza, sono i primi ad augurarsi che questo avvenga.

Altro discorso va fatto per l’immigrazione africana: essa è extra-comunitaria e quindi non protetta dagli accordi di Schengen né dallo spirito dell’Europa Unita. L’integrazione è certamente più difficile per la tradizione culturale, la lingua, l’ aspetto fisico. Vi è inoltre una preoccupazione che non va taciuta: a prescindere dalla buona volontà degli individui, molti di loro, specie se di religione musulmana, non sono esenti da condizionamenti e pressioni che possono venire dal fondamentalismo islamico e divenire, loro malgrado, fiancheggiatori di manovre pericolose. In Inghilterra si sono avuti addirittura attentati terroristici ad opera di giovani islamici di terza generazione, ovviamente con passaporto britannico. Inoltre il bacino potenziale dell’immigrazione africana non è limitato come quello di Romania, che conta una popolazione di 23 milioni di abitanti, ma bensì assomma a svariate centinaia di milioni di persone : qual’ è il limite sopportabile ?

D’altra parte la situazione degli Africani è spesso tale che non possiamo disinteressarcene. Una richiamo irresistibile sembra spingerli verso l’Europa e l’Italia in particolare, ma la giusta soluzione sarebbe di aiutarli nei loro Paesi.

Una interessante occasione si presenta  con il contenzioso italo-libico sulle riparazioni relative al periodo coloniale. A prescindere da ogni valutazione sui pro e contro della occupazione italiana e dal confronto con altre occupazioni coloniali, sembra che il Governo Italiano abbia accettato il principio di fornire compensi per quanto è avvenuto. In particolare ci si chiede la costruzione di un’autostrada lungo la costa libica.
Può essere una occasione con risvolti positivi.

L’accordo potrebbe articolarsi nei seguenti punti:

  1. Impegno libico al controllo dei porti di imbarco allo scopo di impedire la partenza di immigrati non autorizzati dal Governo italiano.
  2. Controllo navale congiunto libico-italiano lungo le coste libiche e rientro delle imbarcazioni irregolari nei porti libici.
  3. Costituzione lungo la costa libica di campi di provvisoria ospitalità ed individuazione degli immigrati clandestini che nonostante la sorveglianza giungessero in Italia anche da provenienze non libiche.  Il trasferimento in questi campi dovrebbe avvenire senza indugio.
  4. Offerta agli immigrati clandestini di lavorare come manodopera, manovalanza o altro nelle imprese italiane impegnate nella costruzione dell’ autostrada libica, a condizioni più civili di quanto troverebbero in Italia dove, da clandestini, sarebbero vittime di sfruttamento.
    L’onere di tale manodopera per l’economia italiana non sarebbe molto diverso da quello che oggi si sopporta per la sorveglianza, la sopravvivenza e la cura degli immigrati, che non vengono certo lasciati senza cibo o cure mediche.
  5. Dovrebbe essere garantito un  atteggiamento libico di tolleranza verso i trascorsi degli immigrati, sul modello di quello in vigore in Francia verso gli arruolati nella Legione Straniera.
  6. L’investimento italiano andrebbe in buona parte a imprese italiane, di cui i quadri dirigenti ed intermedi nonché i tecnici sarebbero necessariamente italiani. L’ulteriore esborso (materiali, macchinari ecc.) potrebbe essere alleviato dal Governo libico con la fornitura per due o tre anni (anni prevedibilmente di crisi) di gas a condizioni di favore.

Lo sviluppo di una costa mediterranea meridionale economicamente più avanzata sarebbe inoltre, nei tempi lunghi, un vantaggio per l’economia italiana.

Per quanto riguarda gli immigrati, essi risparmierebbero i rischi di una traversata che spesso è risultata tragica e troverebbero condizioni ambientali a cui sono maggiormente abituati. Ciò non toglie che, essendo venuti a contatto con imprese italiane e avendo probabilmente imparato la nostra lingua, potrebbero in un secondo tempo proseguire per l’ Italia in misura accettabile ed alla luce del sole.

Ilmioquartiere @ 23:38 | commenti: commenti (popup)

Roma pittura di un Impero

Archiviato il 03/10/2009 in: la mia città

E' stata da poco inaugurata alle Scuderie del Quirinale una delle più belle mostre di quest'anno intitolata "Roma la pittura di un Impero" aperta dal 27 settemre 2009 al 17 gennaio 2010.
La "Roma. La Pittura di un Impero" vuole presentare al pubblico un quadro complessivo del livello artistico raggiunto dalla pittura romana in un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., dalla formazione dell'Impero con le conquiste dei regni greco-ellenistici d'Oriente, dominati dai successori di Alessandro Magno, fino al suo tramonto. Sono esibiti in mostra affreschi, a volte intere pareti per offrire un'idea dei sistemi compositivi, dipinti a tempera e ad encausto (cera fusa), su tavola, su lino o su vetro.

 
La perdita della grande pittura greca nel suo complesso non deve essere d'impedimento per conoscere ed apprezzare quanto di meglio è stato prodotto in età romana; è anzi l'occasione per esaminare più compiutamente le opere pittoriche superstiti cercando di riflettere sulle continuità formali. Era la pittura la forma artistica prediletta dai greci, ancora più della scultura: eppure, di essa si è preservato pochissimo. Del tutto perdute sono le opere della grande pittura dei maestri greci (Polignoto, Parrasio, Zeusi, Apelle), di un livello così alto da essere apprezzate anche a Roma e pagate autentiche fortune. Anche dei più famosi pittori romani si sono salvate solo labili tracce. Di pochi di essi conosciamo i nomi: Studius (o Ludius) esperto nella pittura di paesaggi, e Fabullus (o Famulus), autore della decorazione pittorica della Domus Aurea di Nerone.
 
Malgrado ciò, la ricca documentazione romana superstite, per lo più a carattere decorativo, ma non priva di altissimi picchi, ci permette di avere un quadro abbastanza preciso sull'evoluzione dell'arte pittorica dalla Grecia a Roma. Colori in tutte le loro sfumature, ombre e luci, rapporto tra figura umana e paesaggio, tecniche pittoriche che passano da una resa grafica e precisa di tutti i dettagli ad una tecnica più veloce, a "macchia"  (detta anche "compendiaria"), capace di raggiungere con poche e rapide pennellate un effetto quasi "impressionistico" : sono i risultati finali - i soli meglio conosciuti grazie alle scoperte di Pompei, di Ercolano, di Stabia, di Roma stessa, e dell'Egitto con i magnifici ritratti detti del Fayyum - di una cultura artistica che si evolve nel tempo senza soluzione di continuità, e senza perdere il contatto con i grandi maestri del passato.
 
Gli sfondi delle pareti delle lussuose case romane erano spesso monocromatici, con una predilezione per il bianco, il giallo, l'azzurro, il nero ed il rosso. Il mondo antico era un mondo a colori. Colori brillanti e accesi, che risplendevano sulle pareti delle case, sulle facciate delle tombe, all'interno dei templi e degli edifici pubblici, persino sulle statue in marmo o bronzo. Il mondo in calcare e marmi bianchi e lucenti che noi immaginiamo pensando all'antichità non è mai esistito realmente.
Prevale nella decorazione delle case romane la rappresentazione di un mondo di sogno. E' come se ogni romano, a seconda delle sue ricchezze, tentasse di riprodurre entro le sue residenze il lusso dei palazzi dei principi d'Oriente, o meglio, delle dimore degli dei. Paesaggi fantastici, costruiti utilizzando "schemi tipo", cioè temi di repertorio mutuati dalla tradizione greca e inseriti di volta in volta entro nuovi contesti con un felice senso per originali contaminazioni; nature morte che riproducono le vivande preferite durante i banchetti dell'aristocrazia; scene mitologiche tra le quali prevalgono figure aeree e prive di peso, librate nell'aria e realizzate quasi nella stessa serena essenza dell'aria: è questo ambiente fantastico e irreale che finisce con il creare uno stile autenticamente "romano", in quanto romane sono la committenza e l'ideologia di fondo.
 
Le opere esposte, provenienti da musei e collezioni italiani ed europei, sono state suddivise in sezioni in base a criteri tematici e cronologici.
Al primo piano, è prevalente un'ottica che privilegia i contesti decorativi: si vedranno così intere grandi pareti, con le loro decorazioni scandite da colonne, pilastri, cariatidi. I singoli "quadri" tematici sono qui visibili nel più ampio campo delle pareti entro le quali erano inserite. Per la prima volta, sarà possibile ammirare, fianco a fianco, le decorazioni di due grandi ville databili alla prima età imperiale: la Villa della Farnesina a Roma e la Villa di Boscotrecase, presso Pompei, per la cui decorazione, non ingiustamente, è stato avanzato il nome di Studius (o Ludius), il grande pittore di paesaggi fantastici noto attraverso il trattato di storia naturale di Plinio il Vecchio.
Al secondo piano, prevale invece una ottica strettamente tematica, in cui i soggetti sono del tutto estrapolati dai loro sistemi decorativi. Sarà possibile esaminare con maggiore precisione scene mitologiche, paesaggi, nature morte, scene di vita quotidiana, senza che l'occhio sia condizionato dal sistema parietale entro cui in origine tali frammenti erano inseriti. Chiude l'esposizione la sezione interamente dedicata al repertorio ritrattistico: sarà qui possibile ammirare l'altissimo livello raggiunto in pittura dal ritratto romano, e in alcuni casi, forse, ancora più che in scultura: dai magnifici esemplari pompeiani, ai malinconici ed espressivi volti su legno o lino del Fayyum, fino ai superbi ritratti dorati su vetro di età tardo antica, tra i più alti raggiungimenti dell'arte di età romana.
 

Circa 100 opere di eccezionale eleganza e raffinatezza organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire, dunque, la complessità di una scuola figurativa da cui deriva lo sviluppo dei generi pittorici moderni a partire da Raffaello, solo per citare un esempio. Tutti prestiti provenienti dai più importanti siti archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma, musei famosi e molto frequentati in cui a volte, però, le singole opere possono perdersi. Il valore della mostra è infatti anche nel 'rivelare' pezzi magnifici e famosi, mettendoli  sotto una luce di interpretazione del tutto nuova e allestite in una scenografia ideata dal grande regista Luca Ronconi che torna, ancora una volta, a curare l'allestimento di una grande mostra.
Romapitturadiunimpero
Ilmioquartiere @ 19:38 | commenti: commenti (popup)

Agevolazioni multe infrazioni stradali fino 31.12.2004

Archiviato il 01/10/2009 in: la mia città

Roma, 1 ottobre – La Giunta del Comune di Roma, su proposta dell'assessore al Bilancio del Comune di Roma, Maurizio Leo, ha approvato la delibera per la definizione agevolata delle sanzioni per infrazioni al codice della strada elevate fino al 31 dicembre 2004, che andrà all'esame del Consiglio comunale. Uguale delibera è stata firmata dal Commissario Straordinario per la Gestione Commissariale.

I cittadini avranno tempo fino al 15 maggio 2010 per mettersi in regola con le vecchie multe, attraverso il solo pagamento:

a. del minimo della sanzione amministrativa prevista per la violazione a suo tempo commessa;
b. delle spese di procedimento e notificazione del verbale;
c. di un aggio ridotto al 4% per l'agente della riscossione nonché delle somme per il rimborso delle spese sostenute.

Non saranno più dovute, quindi:

• il raddoppio della sanzione originaria;
• le maggiorazioni semestrali;
• la misura intera dell'aggio di riscossione.

I cittadini interessati alla definizione agevolata, cioè coloro che hanno ricevuto cartelle di pagamento ancora esigibili (non prescritte) per infrazioni commesse fino al 2004, riceveranno una comunicazione da Equitalia-Gerit, con tutte le indicazioni sull'entità del pagamento agevolato e sulle modalità per eseguirlo.

"Non si tratta di un condono – sottolinea l'assessore al Bilancio del Comune di Roma, Maurizio Leo, - perché la sanzione originaria comunque va pagata, bensì di un'agevolazione sui maggiori oneri connessi, maturati in conseguenza del tempo trascorso"


Benefici per i cittadini

Ai cittadini sono state notificate fino all'estate scorsa cartelle di pagamento per infrazioni al codice della strada commesse molti anni addietro, cioè assai prima dei due-tre anni nei quali, ragionevolmente, deve concludersi il procedimento sanzionatorio.

Il lungo tempo trascorso, dal mancato pagamento della multa originaria al momento in cui gli uffici pubblici hanno notificato la cartella di pagamento, ha fatto moltiplicare per tre o anche quattro volte il debito iniziale. Spesso le multe sono state notificate "a blocchi" e il cittadino si è trovato, improvvisamente, a dovere fronteggiare un debito di centinaia o di migliaia di euro.

Il tempo trascorso, poi, ha reso difficoltosa la verifica del debito da parte del cittadino.

La definizione agevolata consente ai cittadini di mettersi in regola e azzerare il passato. Senza pagare le le più elevate sanzioni e le ulteriori maggiorazioni che scattano con il passare del tempo. La responsabilità per il tempo trascorso, infatti, è da attribuire soprattutto a inefficienze e lentezze non imputabili ai cittadini.


Benefici per i bilanci comunali

Dell'operazione di pulizia delle vecchie multe beneficeranno anche i bilanci del Comune di Roma. Le passate amministrazioni hanno iscritto di anno in anno tra le entrate i crediti relativi alle vecchie multe, anche se il loro incasso appariva aleatorio: molti crediti sono stati iscritti ma ora sono prescritti; altri si riferiscono a cittadini ormai deceduti. I rilevanti importi delle multe e delle relative sanzioni e maggiorazioni hanno consentito di tenere in equilibrio formale conti che, in realtà, erano squilibrati, poiché a fronte di entrate tutt'altro che certe si collocavano spese certissime.

Tant'è che nel "Piano di rientro" riguardante i debiti fino al 28 aprile 2008 della Gestione Commissariale, come approvato dalla Ragioneria Generale dello Stato, i possibili recuperi per incassi da multe sono stati quantificati nel 17% dell'ammontare delle entrate iscritte nei bilanci.

Sulla base di questa stima, a fronte di ipotetiche entrate per oltre 500 milioni di euro, sono stati previsti più ragionevoli incassi per 98 milioni. Nel frattempo ne sono stati incassati 46 nel 2008 e ancora altri nel 2009, stimabili in circa 20 milioni (dati in corso di rendicontazione). Per colmare la previsione di entrata contenuta nel Piano di rientro della Gestione Commissariale, quindi, mancano ancora circa 32 milioni di euro. La definizione agevolata potrà favorire e accelerare il loro incasso.


Stime degli effetti della definizione agevolata

Gli uffici comunali e la società della riscossione hanno eseguito un'attenta opera di pulizia negli archivi delle vecchie multe, con l'eliminazione dei crediti ormai prescritti e di quelli non più esigibili (decessi, duplicazioni, errori ecc.). Ne sono risultati oltre 1,1 milioni di multe, elevate fino al 31 dicembre 2004 e relative a cittadini romani, che potranno costituire oggetto di definizione agevolata.

Ai cittadini che risultano debitori di queste multe sarà inviata una comunicazione, con il calcolo di quanto dovuto per la definizione agevolata e con tutte le informazioni accessorie per il pagamento.

Naturalmente, non è possibile valutare la percentuale di adesioni alla definizione agevolata. Per quanto riguarda le multe a carico dei cittadini romani, si possono stimare incassi compresi da un minimo di 23 milioni di euro fino a un massimo di 77, secondo il grado di adesione che incontrerà l'iniziativa. Sono ancora in corso le stime, più complesse, relative alle multe elevate nei confronti di cittadini non residenti del Comune di Roma, che generalmente costituiscono almeno il 10% del totale delle multe per infrazioni commesse nel territorio comunale. Agli incassi delle definizioni agevolate, infine, andranno aggiunti quelli nella misura ordinaria, conseguenti alla riscossione coattiva nei confronti di coloro che sceglieranno di non aderire ai pagamenti agevolati.  

Le Multe i dati statistici

Ecco, secondo i dati forniti dall’Unione consumatori, come sono aumentate le multe stradali tra il 1959 e il 2008. L’importo è calcolato in lire.

Nell’ordine: infrazione, multa vecchio codice, multa nuovo codice, aumento

Gare di velocità, da 3.000 a 69.705, +2.223%.
Superamento limiti velocità, da 1.000 a 69.705, +6.870%.
Sorpasso in curva, da 20.000 a 286.567, +1.332%.
Sorpasso a destra, da 20.000 a 143.283, +616%.
Divieto di fermata, da 1.000 a 69.705, +6.870%.
Divieto di sosta semplice, da 1.000 a 69.705, +6.870%.
Sosta in fermata autobus, da 5.000 a 69.705, +1.294%.
Guida senza occhiali, da 5.000 a 143.283, +2.765%.
Pedone che non attraversa su strisce, da 1000 a 42.597, +4.159%.


Ilmioquartiere @ 15:15 | commenti: commenti (popup)

Ultima notizia

Archiviato il 23/09/2009 in: la mia città

I ragazzi di Action e dei Comitati per la Casa , non sanno dove attaccarsi , veniamo a saper da loro che Bonifaci e Caltagirone hanno una loro Procura personale, ci viene facile facile un'idea , Silvio perché non ti fai la Procura personale , così fai chiudere tutte le inchieste e la notte non ti sogni più toghe rosse che ti inseguono, ma.....

dal sito di Action

"Se la Procura della Repubblica è in mano a “Il Tempo” e a “Il Messaggero la città è governata da Bonifaci e Caltagirone "
Ci risiamo: “associazione a delinquere” per chi occupa casa. Stavolta a deciderlo non è un oscuro magistrato della Procura romana in cerca di notorietà ma direttamente gli editori dei maggiori quotidiani romani Il Tempo e Il Messaggero che – solo per un caso – sono anche due dei più grossi squali dell’edilizia cittadina e nazionale.
Il sospetto che si nascondessero grossi interessi dietro la campagna stampa contro le occupazioni abitative già era nato all’indomani dello sgombero dell’ex Regina Elena, quando invece di raccontare perché in quei padiglioni l’Università non avesse realizzato una struttura sanitaria e che fine avessero fatto i soldi stanziati dalla Regione, i quotidiani romani puntano il dito sugli “occupanti-delinquenti”, dediti al furto di risorse e di diritti altrui. Una campagna stampa criminale che “Il Tempo e “Il Messaggero” avevano solertemente iniziato un anno prima e di cui adesso raccolgono felicemente i frutti.

Ilmioquartiere @ 19:56 | commenti: commenti (1)(popup)

Residenze ed occupazioni

Archiviato il 23/09/2009 in: la mia città

Piano piano , passo dopo passo , dopo anni dove le sigle  dei comitati per la casa ,l’hanno fatta da padroni  con l’aiuto delle giunte di centro-sinistra e in sede di quartiere la stessa cosa insieme con i Municipi di  centro-sinistra , solo ora veniamo a conoscenza dello scandalo delle residenze. La modalità degli occupanti per ottenere la residenza era la seguente, ad occupazione  avvenuta  comunicavano il cambio di residenza al Municipio d’appartenenza , il quale specialmente per le richieste di iscrizione agli asili nido e alle scuole  dell’obbligo ,  concedeva la residenza , tutto ciò anche se durante l’accertamento da parte della polizia municipale , l’agente di servizio sull’apposito modulo di ciascuna richiesta esprimeva il parere contrario alla concessione della residenza concludendo il rapporto con la denuncia per invasione di edificio pubblico. , la nota negativa è stato cancellata e l'Ufficio anagrafico ha dato l'ok. Tanto che il presidente dell'XI Municipio, Andrea Catarci, della Sinistra Arcobaleno , candidamente spiega “La residenza si assegna per rintracciare queste persone. Le occupazioni sono legate a inadempienze storiche delle istituzioni. Ecco perché io sono convinto che l'accusa contro gli indagati dell'"8 Marzo" si concluderà con un nulla di fatto. Per quanto riguarda le indicazioni che un dipendente dell'XI avrebbe dato a una sfrattata, di rivolgersi agli occupanti alla Magliana per avere una casa, non mi risulta. Sarebbe un cosa grave. Inoltre al Municipio non c'è un Ufficio Casa. Esiste un'Agenzia dei diritti costituita da una serie di associazioni. Chi l'ha promossa? Action». La sigla principale per le occupazioni  a Roma , la sigla di riferimento dell’ex consigliere comunale Nunzio d’Erme della giunta di Walter Veltroni. Intanto in questi giorni proprio Action si è inventato le “occupazioni simboliche “ occupando uno stabile in Via Emanuele Filiberto 98 e un ex-Asl  vicino a Via del Vigneto L'occupazione è stata per così dire forzosa. Gli occupanti infatti sono entrati in massa e la vigilanza privata non è riuscita a fermarli. Gli occupanti sono italiani, eritrei e bengalesi , in allegato il comunicato di Action.

Oggi con questa occupazione abbiamo voluto denunciare la precarietà di quanti vivono in condizioni di estremo disagio abitativo e occupazionale.
Oggi noi, giovani precari e precarie, madri e padri single con figli a carico, aspiranti genitori senza un euro in tasca, diplomati e laureati senza lavoro, co.co.co senza collaborazione, co.co.co. senza progetto, abbiamo simbolicamente occupato uno dei tanti stabili inutilizzato al centro della nostra città per affermare i nostri sogni, per riconquistare i nostri diritti.
Chiediamo un incontro con il Presidente della Provincia Zingaretti, con l’assessore alle politiche sociali Cecchini e l’assessore alle politiche del lavoro e della formazione Smeriglio per discutere della destinazione d’uso di questo stabile e per individuare un percorso che affronti, e trovi soluzioni, di quanto emerso anche dalla recente pubblicazione dei dati Ocse riguardo soprattutto le criticità sociali date dalla precarietà lavorativa e dalla crisi economica. Donne e precari in Action “

 

Ilmioquartiere @ 19:31 | commenti: commenti (1)(popup)

Sosteniamo i nostri ragazzi

Archiviato il 20/09/2009 in: la mia città

 

 

NON DIMENTICHIAMO I NOSTRI SOLDATI

KABUL SETTEMBRE 2009

Ilmioquartiere @ 23:45 | commenti: commenti (popup)

20 Settembre 1870

Archiviato il 20/09/2009 in: la mia città

UNIFICAZIONE D’ITALIA: FU VERA GLORIA?

La questione dell’unità d’Italia e di come il processo di unificazione nazionale venne condotto non può astrarre da due preliminari precisazioni. Primo: nella storia non c’è nulla di “necessario”, nulla di “determinato” , nulla che accade perché “era scritto”; e non esiste alcuna relazione tra ciò che si verifica e ciò che sarebbe giusto o ingiusto si verificasse. Secondo: una volta che qualcosa è divenuto realtà, è del tutto ozioso – storicamente parlando – discettare se sarebbe stato o no meglio che le cose fossero andate altrimenti. L’Italia unita è una realtà obiettiva da un secolo e mezzo.
Avrebbe potuto non unirsi o unirsi secondo altri parametri e attraverso vicende diverse: le possibilità alternative erano molte, e a seconda delle proprie convinzioni politiche o religiose è del tutto legittimo ipotizzare che sarebbe stato meglio. Ma ciò resta un’ipotesi obiettivamente inverificabile. La storia si fa anche al condizionale, con i “se” e con i “ma”: perchè solo ponendosi correttamente le domande relative a quel che avrebbe potuto accedere se le cose fossero andate diversamente dalla realtà si comprende a fondo il valore di quel che davvero è accaduto. Ma il discorso storico deve attenersi rigorosamente all’accaduto autentico e sforzarsi di recuperarlo in tutti i suoi aspetti pur sapendo che ciò è impossibile. Per questo la storia perfetta sta soltanto nel futuro, ma il costruirla sul serio è pura utopia: del passato sapremo sempre di più (ma potremo anche dimenticarlo…): eppure, quel “di piu” non basterà mai.

Ecco perché il racconto storico muta di continuo, anche se e quando i suoi ingredienti restano in apparenza gli stessi. Un secolo e mezzo fa, alla vigilia dell’unità d’Italia, si scrivevano opere sulla Lega lombarda del XII secolo nelle quali i fatti narrati erano ricostruiti quasi esattamente come ancor oggi vengono proposti, e i documenti relativi erano per la stragrande maggioranza già conosciuti e perfino editi: eppure, per lo studioso odierno un saggio di centocinquant’anni fa su questo o su qualunque altro argomento resta quasi illeggibile, e pressoché inutile almeno che non si stia lavorabndo sul piano della storia della storiografia. La storia è un continuo work in progress: non perché cambi quel che è accaduto nel passato, ma perchè mutano le nostre conoscenze e mutiamo noi. Per tale ragione le polemiche contro il cosiddetto “revisionismo”, prima che errate e inutili e ridicole, sono sbagliate: la storia è per sua natura revisione dei giudizi storici precedenti, altrimenti non è nulla. La storia non assolve, non glorifica, non condanna: queste porcheriole sono solo frutto dell’ “uso (politico, o meglio demagogico) della storia”, non della storia. Essa non è un tribunale: suo ufficio è solo il comprendere, non nel senso del giustificare, ma in quello del capire “dal di dentro” e in profondo.

Le polemiche sull’unificazione dell’Italia sono inutili, in quanto l’Italia è stata di fatto unificata. Avrebbe ben potuto non esserlo: e, quando lo è stato, ciò è avvenuto grazie al concorso di precisi presupposti e di non meno precise volontà individuali e comunitarie. Quando il principe di Metternich, al concilio di Vienna, proclamava che “l’Italia è un’espressione geografica”, aveva pienamente ragione: la “provincia” augustea d’Italia aveva un puro valore amministrativo-circoscrizionale e tanto il “regno d’Italia” d’origine carolingia annesso fin dal X secolo all’impero romano-germanico quanto quello fondato nel 1805 per volontà di Napoleone non corrispondevano né all’interezza della penisola italica, né ad alcuna “nazione italiana” fin lì esistente. La stessa lingua italiana non era ancora del tutto codificata e in realtà nessuno la parlava né la scriveva. La sostanza storica dell’Italia è profondamente policentrica, cioè regionale e municipale. Se la penisola avesse dovuto venir unificata coerentemente con la sua storia, ciò avrebbe dovuto avvenire rispettando la storia e i confini degli stati preesistenti: come accadde per la Germania nel 1870. Una soluzione federalista, con una presidenza papale oppure concordata tra Piemonte, Toscana e regno delle Due Sicilie.

Questa era, fra l’altro, la proposta vincente del 1848: sia Gioberti, sia Cattaneo auspicavano in modi e forme differenti una soluzione del genere. Tra ’48 e ’59, tale soluzione sarebbe stata possibile: Austria e Inghilterra – interessate l’una al nord-est italico e all’Adriatico, l’altra alla Sicilia e ai suoi porti - erano pronte ad appoggiarla, con proposte che sarebbero state tra l’altro molto moderne ed avrebbero consentito di far giganteschi passi in avanti anche alla futura unione europea. E, chissà, perfino evitare l’insorgere del duello franco-tedesco nel continente e di quello anglo-tedesco sul mare, le due fondamentali ragioni (insieme con l’aspirazione russa a egemonizzare i Balcani e a raggiungere il Mediterraneo) della prima guerra mondiale.

Ebbe la meglio invece una formula unitaria e centralistica, d’origine giacobina (ripresa da mazziniani e garibaldini) e cara solo a pochi dottrinari utopisti, qualcuno fanatico terrorista: ma tale formula consentiva a una potenza militare egemone, il regno di Sardegna-Piemonte, di annettersi la penisola. Ciò avvenne grazie all’assurda, quasi surreale convergenza tra la reazionaria e militarista monarchia piemontese - che si era arricchita e consolidata adottando una spregiudicata forma di liberal-liberismo e soprattutto espropriando negli Anni Cinquanta dell’Ottocento la Chiesa delle sue prerogative e dei suoi beni – e le forze “democratiche” e “rivoluzionarie” neogiacobine che accettarono di anteporre la causa dell’unità a quella del regime istituzionale del nuovo stato. A livello internazionale, il processo unitario venne promosso e tutelato fino al 1860 dalla Francia di Napoleone III, che aspirava all’egemonia mediterranea per svilupparvi i suoi sogni colonialistici (il progetto del Canale di Suez avrebbe portato la penisola italica a divenire il “molo mediterraneo” del traffico navale internazionale tra Atlantico e Oceano Indiano); ma la sconfitta dell’imperatore dei francesi a Sedan spinse il giovane regno ad appoggiarsi immediatamente al nuovo vincitore, l’impero germanico egemonizzato dalla luterana Prussia, il che tra l’altro rese più facile il completamente dell’unità con la presa di Roma, da mazziniani e garibaldini giudicata indispensabile (dopo la balla risorgimentale delle “libertà” italiane figlie del medioevo comunale, ecco la ballissima dell’Italia “figlia di Roma” e cinta dall’elmo di Scipio).

Napoleone III, condizionato dall’opinione pubblica cattolica del suo paese, non avrebbe mai consentito alla cancellazione dello Stato della Chiesa. Le date sono eloquenti: il 1° settembre l’esercito francese fu battuto a Sedan; il 20 successivo le truppe italiane entravano a Roma.Questo si chiama sul serio – come direbbero gli inglesi – essere dei perfetti bandwagoners.

Anche il resto è storia nota. Dopo la lunga serie di atti di terrorismo, di colpi di mano e di raids banditeschi che avevano caratterizzato la “liberazione” degli stati preunitari dai “tiranni” e la loro spontanea e plebiscitaria adesione al regno di Piemonte divenuto regno d’Italia, ecco la normalizzazione repressiva e spietata: la lotta al “brigantaggio”, gli efferati assassinii come quello di Bronte, l’espropriazione delle ricchezze dell’Italia meridionale per trarne capitali e forza-lavoro indispensabili al progresso industriale del nord, la nascita di una “questione meridionale” la responsabilità della quale si è poi cercato di addossare ai Borboni o ancora prima agli spagnoli, agli angioni, agli stessi Svevi (fino ad oggi non si è ancora trovato il coraggio di incolparne i normanni, i greci o gli arabi: ma non si sa mai…). Ci sarebbe voluta una seria riforma agraria: si preferì tollerare e perfino incoraggiare il doloroso fenomeno dell’emigrazione, pur di favorire i padroni vecchi e nuovi; gli stessi per tutelare i quali si permetteva al tristo Bava Beccaris di sparare con i cannoni ad alzo zero sugli operai.

Sappiamo dove ci ha condotto tutto cio: alla prima guerra mondiale, al fascismo, all’irrisolta “questione meridionale”, alla corruzione che ha distrutto la Prima Repubblica. Non c’è da vantarsene. Ma è la nostra storia, quella dell’Italia divenuta nazione, quella di due guerre mondiali, del fallito tentativo di assurgere a potenza europea ma anche dell’affermazione di gloriose realizzazioni civili, sociali, giuridiche, scientifiche, tecnologiche, artistiche, culturali. L’Italia del Bel Canto, della “rivoluzione culturale” futurista, delle lettere e delle arti, dell’invenzione dell’industria turistica, del progresso segnato da nomi come quelli di Marconi e di Fermi, della moda, di una delle più prestigiose espressioni cinematografiche del mondo, degli “italiani fuori d’Italia” che hanno saputo diventar pilastro portante di grandi paesi come gli Stati Uniti, l’Argentina, l’Australia. Possiamo buttar a mare questa preziosa, altissima eredità?

Certamente no. Ma convincerci che essa è il risultato della nostra storia millenaria ch’è storia di regioni e di città, non già di un’antica “nazione” unitaria esistita solo in un triste mito politico, questo possiamo farlo. E alla luce di tale convinzione è legittimo, anzi sacrosanto, “rivedere” il Risorgimento. E magari perfino smetterla di chiamare il processo d’unità nazionale, con le sue luci e le sue molte ombre, con quel ridicolo, pomposo nome. Tra 1815 e 1918 non “risorse” proprio un bel niente. Si affermò, tra molte ambiguità e con parecchie brutte pagine, una nuova realtà istituzionale alla quale da più parti e con vari esiti si cercò di attribuire una storia unitaria, proponendo “radici” e “identità” tutte parziali, tutte discutibili.
Aveva ragione il vecchio Gramsci: la sostanza dell’Italia è locale e dialettale; se c’è una forza unificante delle sue tradizioni profonde essa è da ricercarsi nella Chiesa cattolica, nella sua disciplina territoriale e nei suoi riti. Non a caso, la scristianizzazione del paese ha ucciso irreparabilmente anche la sua cultura folklorica (anzi, le sue culture folkloriche).

E allora, ha ragione la Lega? Senza aver “ragione”, essa avrebbe certamente molte “ragioni”. Ma, per approfondirle e fortificarle, dovrebbe liberarsi dal suo demagogismo bécero: dovrebbe piantarla con campanilismo e xenofobia e affrontare sul serio una rilettura storica della penisola italica come terra di successive stratificazioni etnoculturali, di centinaia di regioni storiche e di migliaia di città.
Una penisola nella quale l’esser lombardo, o toscano, o siciliano (e magari milanese, o fiorentino, o palermitano) e sul serio più importante di essere “italiano”; e nella quale d’altronde, in tempi di più ampie aggregazioni, esser tale ha un senso soltanto nella misura in cui si riesce a comporre l’italianità con l’europeicità e la mediterraneità.  Franco Cardini - tratto da www.francocardini.net

Ilmioquartiere @ 13:54 | commenti: commenti (popup)

Un uomo un soldato

Archiviato il 19/09/2009 in: la mia città

In questi giorni volutamente non abbiamo postato nessun articolo , questo dopo che abbiamo visto nella puntata di Ballarò la M.O.V.M. Gianfranco Paglia, ex ufficiale dei parà, ora parlamentare pdl in carica. Costretto su una sedia a rotelle per i famosi scontri del check point Pasta a Mogadiscio durante la missione Ibis in Somalia, intervistato dal conduttore ha dichiarato che i nostri soldati rischiano la vita non per soldi o per mancanza di lavoro, non sono dei stupidi. Sono la meglio gioventù , che in silenzio si sacrifica e che in silenzio serve la Patria e lo Stato. "Stanno lì perchè ci credono" ha ripetuto più volte Paglia. Credo che non ci sia migliore risposta a chi cerca di villipendere la nostra Patria. Parlare di pedane , buche e di bidonville sotterranee ci sembrava di violare un momento particolare, per rendere omaggio ai ragazzi caduti a Kabul in un vile attentato , ci piace riportare questa breve riflessione su cosa vuol dire essere               

Un Soldato 

"Sono stato quello che gli altri non volevano essere, sono andato dove gli altri non volevano andare, ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare. Non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla. Con rabbia ho accettato di essere emarginato come se avessi commesso uno sbaglio. Ho visto il volto del terrore, ho sentito il freddo morso della paura, ho gioito per il dolce gusto di un momento d’amore. Ho pianto, ho sofferto, ed ho sperato... Ma più di tutto, ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare. Quando giungerà la mia ora, agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato.

Un soldato..."

George L. Skipech

Morire per Kabul .......

Ilmioquartiere @ 23:05 | commenti: commenti (popup)

Non troviamo casa ? Occupiamola.

Archiviato il 13/09/2009 in: la mia città

Pubblichiamo con piacere , il manifesto ideologico di uno dei blocchi antagonisti che gestiscono le okkupazioni nella nostra città , la soluzione per trovare una casa è semplice ,facciamo un comitato di occupazione e occupiamo le case , leggere per capire.

" Quanti/e di noi possono permettersi una casa in affitto? Nessuno/a (e se tra chi legge questo volantino c’è qualcuno/a che può farlo, beato lui/lei). Ecco descritta in due righe la situazione di Roma, per quanto riguarda la casa. Negli ultimi anni gli affitti non hanno fatto che salire, le case degli enti pubblici sono in via di cartolarizzazione e non c’è alcun motivo per pensare che la situazione migliori. Se pensiamo che ormai una casa in affitto costa uno stipendio intero ma che lo stipendio spesso non c’è, visto che sempre più spesso la nostra fonte di reddito è costituita da lavori precari, contratti atipici e simili, il quadro è completo. Certo le soluzioni individuali ci sono, e sono quelle che tutti/e noi applichiamo: prendere una camera in affitto (anche se anche qui i prezzi sono ormai insostenibili), coabitare, rimanere in casa dei propri genitori anche in tarda età... Eppure ci piace pensare che esista un’altra strada, che offra al contempo una soluzione collettiva e politica al nostro bisogno di casa e una manifestazione esplicita della nostra volontà di non sottostare al ricatto che ci vuole schiavi/e sul lavoro per poi arricchire i nostri padroni di casa.Dunque un momento di lotta e di liberazione! Avete capito, stiamo parlando di mettere in piedi un comitato di occupazione. Non siamo certo i primi né i soli ad averci pensato. In tutta la città le occupazioni di case sono numerosissime. Noi vogliamo creare una realtà in grado non solo di prendere, gestire e difendere il proprio spazio abitativo, ma anche di condurre una vera e propria battaglia politica.
Per questo abbiamo in mente uno spazio veramente autorganizzato, aperto al territorio, in cui si realizzi una socialità estranea alle logiche del mercato e della sopraffazione. Se sei interessato/a a costruire una cosa del genere, contattaci. Abbiamo bisogno da subito della tua partecipazione attiva. "

La reazione degli occupanti all'arrivo dei carabinieri

okkupanti che democraticamente

si difendono

Ilmioquartiere @ 21:53 | commenti: commenti (popup)

Alemanno ha detto una cosa di destra

Archiviato il 12/09/2009 in: la mia città

Buone notizie , finalmente un politico etichettato come di destra , ha detto una cosa di destra , era molto tempo che il popolo di centrodestra , era abituato solo al verbo dell'On. Gianfranco Fini e dei suoi Fare Futuro boys , ora senza tanto clamore vi diciamo : "Alemanno anche ribadito di essere “contrario al riconoscimento delle coppie di fatto. Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. Sono contrario ai Dico ed ai Pacs". Lo ha ribadito il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante la sua visita al Gay Village, rispondendo ad una domanda in merito al suo pensiero sulle coppie di fatto. Per Alemanno, comunque, "bisogna fare tutto il possibile perchè i diritti individuali vengano garantiti per tutte le coppie, omosessuali od eterosessuali, che non sono sposate".

Ilmioquartiere @ 21:36 | commenti: commenti (popup)

Ancora okkupazioni - 4

Archiviato il 30/08/2009 in: la mia città

La dura vita dei vicini degli «okkupanti» dal il Giornale Marcello Viaggio

Dal centro alla periferia, quasi nessun quartiere a Roma si salva dalle okkupazioni. Basta un blitz. Con decine di transit, furgoni, auto. E in un attimo va in frantumi la vita quotidiana di un caseggiato, di una strada. Oggi vedremo come si vive vicino a uno stabile okkupato abusivamente. La testimonianza è di un abitante. Quinta puntata dell’inchiesta sulle okkupazioni.
Nel XII municipio una grossa palazzina di proprietà della Cotral Patrimonio, in via dei Radiotelegrafisti, quartiere Giuliano-Dalmata, è okkupata dal 27 novembre 2008 da circa 120 famiglie, in maggioranza immigrati. «L’occupazione è stata pianificata da persone evidentemente aduse a questa pratica, considerate la disinvoltura e la rapidità con cui hanno forzato gli ingressi - racconta un residente -. Gli stessi hanno organizzato un presidio all’ingresso dello stabile per controllarne l’accesso. La proprietà ha richiesto da tempo lo sgombero alla Prefettura e alla Questura, che cosa aspettano per intervenire? Siamo cittadini di serie B?» In questi nove mesi non si contano più i problemi che hanno sconvolto la via. Primo, la sicurezza. «In anni in cui l’allarme terrorismo è sempre alto, - prosegue il residente - non sapere chi sono gli occupanti crea una situazione di forte disagio. Fra loro potrebbero esserci persone con precedenti penali, persone ricercate e potenzialmente pericolose. Inoltre gli occupanti hanno creato delle cucine comuni, in cui vengono violate le più elementari misure di sicurezza. Su alcuni balconi ci sono bombole del gas, esposte al sole, e collegate chissà come alle cucine».
Secondo problema, il parcheggio. «Via dei Radiotelegrafisti è stretta e senza uscita. Gli occupanti, con scooter, auto e furgoncini hanno dato il colpo di grazia alla possibilità di parcheggio. Siamo spesso obbligati a sostare in divieto di sosta incorrendo nelle multe dei vigili».
Terzo problema, i rifiuti: «La via soffre da tempo di problemi cronici legati alla raccolta dell’immondizia. Non avendo spazio utile, l’Ama ha posizionato un solo cassonetto nell’adiacente Via de Suppé a cui ne sono affiancati altri due per la raccolta differenziata, che già normalmente tracimano rifiuti da ogni dove. La presenza di centinaia di persone non ha fatto che aggravare la situazione. I cassonetti sono perennemente stracolmi, creando possibili fonti di infezione, in particolar modo con le temperature alte di questi giorni».
Quarto problema, i rumori. «La presenza di centinaia di persone ha inevitabilmente alterato il clima di assoluta tranquillità che ha sempre contraddistinto Via Radiotelegrafisti. A tutte le ore del pomeriggio e soprattutto della sera, urla, grida, schiamazzi e l’abbaiare dei cani hanno reso difficile se non impossibile ogni forma di riposo».
La palazzina è di pertinenza della Regione Lazio, tramite la Cotral. «Ma finora la Regione è stata silente», testimonia anche Giorgio Marsan, presidente dell’Associazione Gentes, la più attiva nel quartiere Giuliano-Dalmata: «Il numero indicativo degli occupanti è di 4-5 volte superiore alla massima capienza dell’edificio in base alle normative sulla sicurezza. L’uso di bombole a gas per scaldarsi e cucinare, crea rischi anche per le palazzine circostanti». Unica notizia positiva: la Cotral ha assicurato di recente agli abitanti che «intende intraprendere tutte le legittime vie legali per recuperare l’edificio». Ma, come racconta Gentes, intanto la stessa Cotral ammette che «sta fornendo gratuitamente agli occupanti le utenze elettriche e idriche in quanto imposto dalla legge, quindi al danno si aggiunge la beffa per noi cittadini di dover persino pagare le utenze».

Ilmioquartiere @ 22:04 | commenti: commenti (popup)

Lavavetri a Roma

Archiviato il 28/08/2009 in: la mia città

Una bella ordinanza fatta dal democraticissimo e antifascista ex-sindaco Domenici di Firenze , garantiamo che non è parente di Umberto Bossi , ne zio del figlio di Bossi che a quell'età ancora gioca con video giochi per stupidi , non è parente del sindaco di Verona Flavio Tosi, non segue la squadra del Napoli insieme all'onorevole leghista Matteo Salvini , non va a caccia con Borghezio e Calderoli e non fà il batterista nel complesso di Bobo Maroni , è il perfetto democratico ed è buonista anche con il suo cane , perché non la copiamo di pari passo per Roma , ogni tanto quando la sinistra ci azzecca perché non dirlo?

COMUNE DI FIRENZE, ORDINANZA DEL SINDACO

 Numero: 2007/00774 Del: 25/08/2007 Esecutiva da: 25/08/2007

Proponente: Direzione Corpo Polizia municipale

OGGETTO: Divieto di esercizio del mestiere girovago di "lavavetri"

IL SINDACO CONSIDERATA la crescente situazione di degrado venutasi a creare nelle strade cittadine anche a causa della presenza sulla carreggiata di persone che esercitano il mestiere girovago di cosiddetto "lavavetri";

RITENUTO che i soggetti di cui sopra, nell'esercizio di tali attività, stanno causando gravi pericoli intralciando la circolazione veicolare e pedonale, bloccando le auto in carreggiata e costringendo i pedoni a scendere dal marciapiede a causa di occupazioni abusive di suolo pubblico composte da secchi, attrezzi, ombrelloni, generando disagi e ponendo a repentaglio l'incolumità personale propria e altrui;

DATO ATTO che nell'esercizio delle attività suddette ed in particolare in quella di "lavavetri" si sono verificati molteplici episodi di molestie soprattutto agli incroci semaforizzati e che ciò configura pericolo di conflitto sociale per i numerosi alterchi verificatisi, in particolare nei confronti delle donne sole;

DATO ATTO inoltre che in conseguenza all'esercizio delle attività suddette trova nocumento anche l'igiene delle strade a causa della presenza di secchi o altri contenitori e attrezzi usati per la lavatura dei parabrezza dei veicoli, nonché a causa dello sversamento dai medesimi di acqua sporca;

VISTO l'articolo 119 del Regolamento di Polizia Municipale Del.Pod.28/09/1932 e successive modifiche e integrazioni che assoggetta ad autorizzazione dell'Amministrazione comunale tutti i mestieri girovaghi;

CONSIDERATO che il mestiere di lavavetri, non essendo mai state rilasciate autorizzazioni, è quindi al momento svolto abusivamente ed esercitato con modalità tali da creare una situazione grave di pericolo per la cittadinanza e per la sicurezza, nonchè per l'ordinato svolgimento della circolazione stradale e l'igiene pubblica come sopra specificato;

RITENUTO che ricorrano pertanto le condizioni per l’assunzione di un provvedimento contingibile ed urgente che vieti il mestiere di lavavetri; Visto l’art. 54c.2 del D.Lgs.18/08/2000 n.267 e successive modifiche - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali; Visto l’art. 81 dello Statuto del Comune di Firenze;

ORDINA

1 - Fino al 30 ottobre 2007: a) è vietato su tutto il territorio comunale l'esercizio del mestiere girovago di "lavavetri" sia sulla carreggiata che fuori di essa;

2 - L'inosservanza delle disposizioni di cui al punto 1 è punita ai sensi dell'art. 650 c.p. e con il sequestro delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell'attività e della merce. Agli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria e a chi altro spetti è affidato il compito di far osservare la presente ordinanza.

Firenze, lì 25/08/2007.

Sottoscritta digitalmente

da Assessore  Graziano Cioni

11grunf.jpg image by XandarVeliki

Noi tireremo dritti , fino alla prima curva

Ilmioquartiere @ 18:29 | commenti: commenti (1)(popup)

Ancora okkupazioni - 3

Archiviato il 25/08/2009 in: la mia città

Pub, discoteche, teatri e cabaret: così si divertono gli «okkupanti»

di Marcello Viaggio il Giornale

Okkupazioni abusive, terza puntata. In città non si contano più. Tre-quattro in media per municipio. In tutto 60-70 situazioni di illegalità alla luce del sole. I conti li ha fatti la commissione sicurezza del Comune, che ha elaborato un dossier. Un lavoro certosino. Stabili, stazioni ferroviarie, locali privati, ex scuole. Le sigle okkupanti cambiano di volta in volta: comitati di lotta per la casa, Sans Papiers, Dac, Action. «Ma sono sempre le stesse persone che girano per Roma e okkupano - spiega il presidente della commissione, Fabrizio Santori -. Dietro c’è un disegno politico. Quello di impossessarsi di locali e metterci dentro della gente, per la maggior parte immigrati senza permesso di soggiorno. Sono persone molto esperte, che con la scusa dell’emergenza abitativa fanno politica e acquistano un potere di contrattazione verso il Comune. Questo gioco deve finire!».
Nel VI municipio spicca il caso dell’ex scuola superiore Giorgi (tecnico industriale), in via Sorel, 10, di proprietà della Provincia di Roma. Sulla carta è occupato (autunno 2001) dal centro sociale, - loro si chiamano associazione culturale, - Kollatino Underground e da famiglie di senzatetto. In realtà basta andare sul sito http://www.metropolino.com/kollatino-underground/ per scoprire delle cosette interessanti. Kollatino underground, via Sorel, 10, è stabilmente inserito fra le discoteche e i locali notturni di Roma. E figura sull’Agenda della Notte 2009. «Teatro, teatro, teatro... - si legge sul sito - il Kollatino si è ormai guadagnato la fama di valido approdo per compagnie di teatro, non solo nazionali ma sparse in tutto il mondo, e non solo nel bellissimo teatro all’interno della location, ma anche nell’organizzazione di manifestazioni esterne». E poi l’elenco delle attività: cinema, cabaret, musica, dj set, mostre, spazio bar. Non manca nulla. Il 3 aprile 2009 si è esibita la dj romana Hydra, volto emergente dello spettacolo underground. Ingresso 5-7 euro, a seconda dell’ora. Imposte pagate, bollo Siae? Autorizzazioni varie, bolli e timbri delle autorità? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si prende...
E il VI Municipio? Al solito, si barcamena. «I locali sono okkupati abusivamente, su questo non ci piove - spiega il consigliere Mauro Corsi, Fi-Pdl - il Municipio ha deciso con un odg di destinare l’edificio ad attività sociale istituzionale: asilo nido, centro anziani, scuola, biblioteca». Ma tutto resta come prima. Dentro via Sorel lo spazio è diviso in due. Al piano terra il Kollatino, il teatro, la musica. Al secondo piano i senzatetto. «Ma vivono in stato di assoluto degrado - replica Corsi - Per cucinare usano bombole a gas, fornelletti. Mancano le minime condizioni di sicurezza e anche igieniche. Non si può andare avanti così».
Nel VI municipio, si legge sul dossier Santori, insistono altre due okkupazioni. Quella in via Giovanni Battista Valente, con alcuni negozi di proprietà del Comune trasformati in alloggio di fortuna. E quella in via Argentina Altobelli, 32, stabile pure comunale, dove a gennaio 2009 sono arrivati i Blocchi precari metropolitani, ennesima sigla degli antagonisti di estrema sinistra. Qui i collettivi hanno scaricato, come pacchi postali, i senzatetto - una ventina di famiglie - reduci da una okkupazione a Vigne Nuove e temporaneamente sfollati all’Horus. In attesa del prossimo round.

Ilmioquartiere @ 17:57 | commenti: commenti (popup)

Domanda Reddito minimo

Archiviato il 21/08/2009 in: la mia città

Dalal 30 settembre, si potranno presentare le richieste per ottenere il reddito minimo garantito. I moduli da compilare si potranno trovare negli 800 uffici postali della regione, nei 60 comuni capofila di distretto socio-sanitario e nei Municipi del comune di Roma. Anche le province potranno distribuirli tramite i centri per l’impiego e le altre strutture accreditate.

Le domande potranno essere consegnate presso i comuni capofila e i municipi, oppure essere inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Una volta raccolte tutte le domande pervenute, le province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla regione. Si conta che i beneficiari del reddito minimo possano ricevere il primo assegno a novembre.

Gli uffici postali provvederanno anche ad erogare l’assegno del reddito minimo garantito.

Sono disponibili sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it il facsimile del modulo di presentazione delle domande e la guida alla compilazione che per comodità potete cliccare  qui di seguito e scaricare: redditominimogarantito

La legge sul reddito minimo garantito riguarda, nella sua prima fase sperimentale, donne e uomini di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell’anno precedente.

Ilmioquartiere @ 16:46 | commenti: commenti (popup)

Vacanze dolci vacanze

Archiviato il 01/08/2009 in: la mia città

Prima di partire per le vacanze è necessario tener presente che i ladri in genere agiscono ove ritengono vi siano meno rischi di essere scoperti: ad esempio, un alloggio momentaneamente disabitato.

Un ruolo fondamentale assume altresì la reciproca collaborazione tra i vicini di casa in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d'occhio le vostre abitazioni.

In qualunque caso ricordate che i numeri di pronto intervento sono: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato) e 117 (Guardia di Finanza).

  • Ricordate di chiudere il portone d'accesso al palazzo.
  • Non aprite il portone o il cancello automatico se non sapete chi ha suonato.
  • Installate dei dispositivi antifurto, collegati possibilmente con i numeri di emergenza. Nella sezione modulistica troverete le indicazioni per collegare il vostro antifurto al 112 . Non informate nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati né della disponibilità di eventuali casseforti.
  • Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro.
  • Fatevi installare, ad esempio, una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumentate, se possibile, le difese passive e di sicurezza. Anche l'installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso è un accorgimento utile. Accertatevi che la chiave non sia facilmente duplicabile.
  • Ogni volta che uscite di casa, ricordate di attivare l'allarme.
  • Se avete bisogno della duplicazione di una chiave, provvedete personalmente o incaricate una persona di fiducia.
  • Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo che possano, in caso di smarrimento, far individuare immediatamente l'appartamento.
  • Mettete solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini (il nome identifica l'individuo, il cognome la famiglia).
  • Se abitate in un piano basso o in una casa indipendente, mettete delle grate alle finestre oppure dei vetri antisfondamento.
  • Illuminate con particolare attenzione l'ingresso e le zone buie. Se all'esterno c'è un interruttore della luce, proteggetelo con una grata o con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente.
  • Se vivete in una casa isolata, adottate un cane.
  • Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro.
  • Cercate di conoscere i vostri vicini, scambiatevi i numeri di telefono per poterli contattare in caso di prima necessità.
  • Non mettete al corrente tutte le persone di vostra conoscenza dei vostri spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate).
  • Se abitate da soli, non fatelo sapere a chiunque.
  • In caso di assenza prolungata, avvisate solo le persone di fiducia e concordate con uno di loro che faccia dei controlli periodici.
  • Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o la radio in modo da mostrare all'esterno che la casa è abitata. In commercio esistono dei dispositivi a timer che possono essere programmati per l'accensione e lo spegnimento a tempi stabiliti.
  • Sulla segreteria telefonica, registrate il messaggio sempre al plurale. La forma più adeguata non è "siamo assenti", ma "in questo momento non possiamo rispondere". In caso di assenza, adottate il dispositivo per ascoltare la segreteria a distanza.
  • Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e vicini all'ingresso. Non fate lasciare biglietti di messaggio attaccati alla porta che stanno ad indicare che in casa non c'è nessuno.
  • Considerate che i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l'interno dei vasi, i quadri, i letti ed i tappeti.
  • Se avete degli oggetti di valore, fotografateli e riempite la scheda con i dati considerati utili in caso di furto (il documento dell'opera d'arte).
  • Conservate con cura le fotocopie dei documenti di identità e gli originali di tutti gli atti importanti (rogiti, contratti, ricevute fiscali, etc.).
  • Nel caso in cui vi accorgete che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate immediatamente il 112, il 113 o il 117. Comunque, se appena entrati vi rendete conto che la vostra casa è stata violata, non toccate nulla, per non inquinare le prove, e telefonate subito al Pronto Intervento.
Ilmioquartiere @ 20:03 | commenti: commenti (popup)

Non lo abbandonare

Archiviato il 11/07/2009 in: la mia città

Proprio con l’estate, l’avvicinarsi della partenza per vacanze porta ogni anno il solito problema. "Sono tragici i numeri recentemente diffusi che dimostrano come proprio in questo ultimo ponte di giugno sono stati abbandonati già 500 cani."Il dato più tragico presentato dalla Associazione italiana difesa animali ed ambiente è quello che indica che fra aprile e giugno 2009 gli abbandoni sono aumentati del 25% rispetto al 2008. Non nascondiamoci davanti ad un problema che è sempre più dilagante.

                             NON LO ABBANDONARE!

                “Guardami negli occhi (quando mi abbandoni)”

                                       

E' il tuo amico, compagno, difensore, è il tuo cane. Tu sei la sua vita, il suo amore, la sua guida. Egli sarà tuo, fedele e sincero fino all'ultimo battito del suo cuore. Ciò che tu gli devi è di meritare tanta devozione. (Anonimo) 
              

Ilmioquartiere @ 23:25 | commenti: commenti (popup)

Tutte le pedane portano a Roma

Archiviato il 27/06/2009 in: la mia città

Caccia all'intruso

Chi è di troppo nelle foto seguenti? Tavolini, ombrelloni e allestimenti vari, mezzi per il carico e scarico merci oppure l'automezzo dei vigili del fuoco?
All'eventuale pedone che volesse passare da quelle parti non è neanche il caso di pensarci.

Le implicazioni sulla sicurezza delle svariate occupazioni di suolo presenti nel nostro rione vengono sempre dimenticate. In realtà la situazione attuale configura dei veri e propri soccorsi con l'handicap (in senso golfistico). tratto dal sito http://residenticampomarzio.ilcannocchiale.it/




Ilmioquartiere @ 16:35 | commenti: commenti (popup)

Frecce Tricolori su Villa Borghese

Archiviato il 02/06/2009 in: la mia città

Oggi è la Festa della Repubblica......

frecce tricolori

                                   Frecce Tricolori su Villa Borghese

Carabinieri

Parata militare 2 Giugno

          

Ilmioquartiere @ 19:01 | commenti: commenti (popup)

Gli stranieri a Roma

Archiviato il 17/05/2009 in: la mia città
Il I municipio di Roma conferma il proprio primato in fatto di melting pot. Con 26.342 stranieri iscritti all'anagrafe, è il territorio con la più alta incidenza di residenti di cittadinanza non italiana. Sono il 27,4%, oltre tre volte la media cittadina, che si aggira intorno all'8,4%.

È quanto emerge dal primo Dossier 2008 sulla famiglia realizzato dall'assessorato comunale per le Politiche dell'infanzia. Nel municipio, raccolto principalmente tra il Centro Storico (8.444 residenti stranieri) e il quartiere Esquilino (7.212), risiede l'11,2% degli stranieri registrati negli elenchi anagrafici del Comune. Si tratta prevalentemente di europei e asiatici, che, nell'insieme, rappresentano il 66,7% del totale. Tra gli europei prevalgono i cittadini dell'Unione nel suo originario assetto a 15 Stati (18,4%), mentre tra gli asiatici pesano di più gli originari dell'area orientale, 15,3%.

E’ rilevante la presenza di filippini, 2.218 iscritti pari al 8,4% del totale e bengalesi, 2.182 ovvero circa l'8,2%, ma è alto anche il numero dei cinesi 1.259 (4,8%). Se si considera l'incidenza dei residenti nel I municipio sul totale dei connazionali iscritti nei registri anagrafici, si rileva la significativa concentrazione in quest'area tanto dei bengalesi 22%, quanto dei cinesi, 15% del totale, di cui il 12,5%, pari a 1.052 persone, risiede all’Esquilino.

La medaglia d'argento va al XX Municipio con un totale di 21.112 stranieri iscritti in anagrafe, che incidono per il 16,4% sul totale della popolazione locale. Anche qui a prevalere sono sempre gli europei, 35,4% ed asiatici 33% ma è rilevante anche l'incidenza degli americani, 18,3% e dei latino-americani, 14,7%. Tra gli asiatici prevalgono i filippini, 3.729 persone, pari al 17,7% del totale, seguiti dai cingalesi (1330 e 6,3%). Mentre fra gli europei il gruppo più consistente è quello dei romeni, 12,8% ovvero 2.708 persone.

Rilevante è la concertazione nel XX municipio dei cittadini dello Sri Lanka, che vi risiedono in oltre un quinto dei casi (21,4%). Significativa è anche la quota degli ecuadoregni che risulta residente in questa zona (17,5% del totale della collettività), nonché dei filippini (13,2%), dei peruviani (10%) e dei romeni (9,6%).

Altri municipi in cui si registra un'incidenza degli stranieri sul totale dei residenti più che doppia rispetto alla media nazionale sono il II (14.446 residenti stranieri, pari al 13,2% del totale), il XVII (14.161 - 11,6%) e il VI (12.000 - 10,4%).

Il II municipio di Roma si contraddistingue per il numero dei filippini (3.179, pari a un quinto di tutti i residenti stranieri) e per la più alta incidenza femminile: le donne rappresentano il 62,8% dei residenti stranieri, una quota nettamente superiore alla media cittadina che invece è pari al 52,8% e ai valori relativi ai municipi I, VI e VIII, dove a prevalere sono gli uomini.

Un dato interessante che emerge dal dossier riguarda le unioni multietniche del 2007. A Roma i matrimoni con almeno un coniuge straniero sono stati il 23% del totale. Capita più spesso che ad essere straniera sia la donna (quasi il 60% dei casi), che proviene prevalentemente dall’est Europa. Nell'ultimo triennio sono stati circa duemila i matrimoni con spose di altri paesi europei, tra le quali hanno giocato un ruolo importante romene, polacche e ucraine.

A differenza delle unioni tutte italiane in cui la differenza di età è mediamente di 2-3 anni, in quelle italo-straniere sale a circa 8. Se la sposa proviene da un paese europeo a sviluppo avanzato la differenza si riduce a poco più di 4 anni, per salire a 10 negli altri casi, con particolare riferimento a spose albanesi, romene o cubane. Nella combinazione inversa, invece, straniero-italiana, è la moglie a risultare in media più anziana, seppur di poco.

Gli sposi di origine afro-asiaticha sono in crescita, ma ancora relativamente poco numerosi anche quando appartengono alle etnie più presenti nella Capitale.

Ilmioquartiere @ 22:40 | commenti: commenti (popup)

Roma Capitale

Archiviato il 07/05/2009 in: la mia città

Roma Capitale. Sia a livello politico che, da ieri, anche per quel che riguarda il trattamento economico. E’ stato lo stesso presidente del Consiglio ad annunciare in Campidoglio il passo che dà il via libera ad un finanziamento straordinario per la città eterna: «Merito del federalismo fiscale - spiega il Premier nell’aula Giulio Cesare - Roma potrà contare a breve di contributi statali di grandissima importanza. Soldi che la miglioreranno e la renderanno più bella, pulita, funzionale e moderna». Il presidente ha poi spiegato che con Roma Capitale «si è realizzato un sogno che personalmente perseguo da cinque anni ed era un desiderio e un obiettivo che si era posto un mio amico che si chiamava Bettino Craxi». Andando nello specifico la riforma, già vagliata dal Parlamento, sarà attuata breve: per l’assessorato al Bilancio del Campidoglio conta di ricevere i primi finanziamenti per l’estate, da metà luglio per l’esattezza. Ma, come sottolinea Alemanno «i tempi dell’attuazione della riforma sono legati all’approvazione del decreto legislativo da parte del Governo». Il premier ha assicurato priorità massima.

Ma vediamo quali sono i punti cardine su cui sfruttare i soldi che arriveranno nelle casse comunali: «Cultura, cooperazione per lo sviluppo, turismo, sport e centralità nel Mediterraneo», spiega il Sindaco. «Abbiamo questi cinque primati su cui si deve puntare». Il sindaco nel suo intervento in aula Giulio Cesare ha ringraziato il Premier per i risultati ottenuti in un anno: «Tra il piano di rientro dal debito che abbiamo ereditato dalle precedenti amministrazioni e questa riforma, approvata così rapidamente, il governo ha fatto molto per Roma. Oggi ce la possiamo fare. Questo è il momento perché tutti gli italiani diventino orgogliosi della propria Capitale». Un elogio è stato concesso, sia da Berlusconi che da Alemanno, all’opposizione in Parlamento: «Anche grazie a loro - dice il Presidente - abbiamo potuto portare a termine l’iter di voto senza intoppi e nella massima serenità».

Con i fondi per Roma Capitale si andranno a risolvere numerosi problemi che, storicamente, hanno attanagliato la città. Il Premier, nel suo discorso, ha fatto chiaro riferimento al manto stradale decisamente non degno di una capitale moderna: «Roma non verrà più ricordata come la città delle buche e del traffico. Aveva bisogno di un salto di qualità e abbiamo fatto di tutto per dare gli strumenti adatti per crescere e svilupparsi nella modernità di un futuro ormai prossimo». Berlusconi si è poi rivolto al vicesindaco: «Cutrufo si deve aspettare un incremento delle presenze a Roma nei prossimi mesi: con l’alta velocità i milanesi piombano a Roma in due ore, c’è da aspettarsi un’invasione». Secondo il premier, quest’invasione di milanesi a Roma, «è una cosa buona perché fa diminuire le distanze e le incomprensioni».

Via libera per Roma Capitale

Ilmioquartiere @ 20:54 | commenti: commenti (popup)

I prezzi a Roma mese di aprile

Archiviato il 07/05/2009 in: la mia città

Roma, 2 maggio – +0,4% rispetto al mese precedente (marzo 2009), +1,2% rispetto ad aprile 2008: è il dato generale dell'andamento dei prezzi al consumo nella Capitale, come emerge dal report che l'Ufficio Statistica del Comune diffonde alla fine di ogni mese, nell'ambito delle ricerche Istat su scala nazionale.

Come sempre, la ricerca distingue i dati "congiunturali" (variazione mensile) da quelli "tendenziali" (variazione annua) e i "capitoli di spesa" (gruppi merceologici omogenei) dalle più circoscritte "voci di prodotto".

Le variazioni tra marzo e aprile: le più rilevanti riguardano i "capitoli di spesa" Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,5%), Trasporti (+0,8%), Ricreazione, spettacolo e cultura (-0,6%), abbigliamento e calzature (-0,2%).

Confrontando sempre marzo e aprile, e venendo alle "voci di prodotto", ecco quelle i cui prezzi sono aumentati di più: trasporti aerei (+ 9,4%), alberghi e altri servizi di alloggio (+7,8%), pacchetti vacanze tutto compreso (+4,3%), trasporti ferroviari (+3,6%), oreficeria e orologeria (+2,7%), servizi finanziari (+1,9%), carburanti e lubrificanti (+1,8%), trasporti marittimi e su acque interne (+1,8%). In calo, invece: fiori e piante (-4,1%) e giornali e periodici (-2,1%).

Passando al confronto aprile 2008 – aprile 2009, salgono soprattutto i prezzi di: oreficeria e orologeria (+11,8%), affitti reali (+10,1%), gas (+7,8%). Scendono invece: combustibili liquidi (-2,5%), carburanti e lubrificanti (-14,1%), apparecchi e materiale telefonico (-13,1%), apparecchi foto-video (-10,3%), trasporti aerei (-8,%), apparecchi radio-registratori-riproduttori (-7,5%), alberghi e altri servizi di alloggio (-7%).

Ilmioquartiere @ 20:51 | commenti: commenti (popup)

Basta lame

Archiviato il 25/04/2009 in: la mia città

In questi giorni, dalla cronaca nera della nostra città , abbiamo scoperto un nuovo segno del disaggio giovanile uno degli ultimi episodi riguardava una rissa a coltellate tra due gruppi di ragazzi, tra i quali due minorenni, che è stata sventata dal pronto intervento della polizia in via del Corso dove nel pomeriggio di sabato scorso, in pieno shopping i giovani (?) si erano affrontati novelli epigoni del "Er più" cercando di regolare i loro problemi a punta di lama in un duello rusticano. Due minorenni, di 16 e 17 anni, di famiglie bene, sono stati denunciati. All'arrivo di una squadra dei Falchi della Mobile i componenti dei due gruppi sono fuggiti nelle strade del centro. Gli agenti sono riusciti ad individuarne tre. Uno aveva un coltello con una lama lunga 21 centimetri. I due denunciati, incensurati, figli di stimati professionisti, come hanno sottolineato gli investigatori, sono stati segnalati alla magistratura. Proprio lo scorso fine settimana, su disposizione del questore di Roma, erano stati ulteriormente intensificati i servizi per contrastare, le risse e l'uso dei coltelli. Di recente due persone sono state uccise a coltellate a Roma, una nel quartiere Garbatella, per una lite per un parcheggio, l'altra per una rissa avvenuta tra due gruppi nel quartiere Ostiense, in una strada della movida notturna per frasi pesanti rivolte ad una cubista di una discoteca. Forse era da suonare l'allarme molto prima, la cultura della "lama" in tasca , nasce in quel modo distorto delle tifoserie organizzate , le quali per molti giovani  rappresentano centri di aggregazione riunendosi sotto le insegne della squadra del cuore e poi fracendo branco ogni domenica ingaggiano la loro guerra personale con le tifoserie avversarie , già in alcune relazioni degli organi di sicurezza, si sottolineava il pericolo del tifo violente all'interno delle curve, l'altro anno a Roma prendendo per pretesto, l'uccisione del tifoso biancazzurro Gabriele Sandri , le sigle violente del tifo organizzato, prendendo lo sunto dell'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri assaltarono il Reparto Volanti della Polizia in via Guido Reni e devastarano con tecniche di guerriglia urbana le vie intorno allo stadio Olimpico , impegnando con le Forze dell'Ordine dei duri scontri.Oggi è venuto il momento di dire basta alle farneticanti parole d'ordine di questi gruppi , punendo severamente ogni reato , cercando di rompere la catena d'odio che illude molti giovani.

Ci fà piacere pubblicare una foto , scattata in Piazza S. Cosimato , vicino al luogo dove venne ucciso Franco Giuseppucci detto "er negro , il "libanese" di Romanzo Criminale , quasi un modo simbolico di collegare due mondi violenti.

Immagine 002

 

Ilmioquartiere @ 19:22 | commenti: commenti (popup)



MusicPlaylist
Music Playlist at MixPod.com