Manutenzione illuminazione pubblica - Le strade interessate

Archiviato il 31/05/2008 in: 2°-municipio

L’ACEA effettua alcuni lavori di straordinaria manutenzione per mettere in sicurezza i pali dell’illuminazione pubblica nel Municipio II.
I parcheggi verranno prontamente liberati appena terminato il controllo sul singolo palo la cui durata prevista è in media di 30 minuti.

GIORNI E LUOGHI

- Lunedì 26 Maggio 2008 Viale Pinturicchio

- Martedì 27 Maggio 2008 Viale Pinturicchio

- Mercoledì 28 Maggio 2008 Viale Pinturicchio + Via G. Romano

- Giovedì 29 Maggio 2008 Via Dora + Via Savoia

- Venerdì 30 Maggio 2008 Via Savoia

- Martedì 03 Giugno 2008 Viale Gorizia

- Mercoledì 04 Giugno 2008 Viale Gorizia

- Giovedì 05 Giugno 2008 Viale Gorizia

- Venerdì 06 Giugno 2008 Via Parenzo, Via Tarvisio, Via Bolzano

Ilmioquartiere @ 19:52 | commenti: commenti (popup)

Effetto strisce blu

Archiviato il 31/05/2008 in: 2°-municipio

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e giustizia nei confronti di tanti automobilisti vessati da ingiuste multe. Il TAR del Lazio ha annullato la delibera con la quale il Comune di Roma - precedente amministrazione - aveva istituito nuove strisce blu nel quartiere Ostiense.“La delibera non chiarisce la specifica ragione per la quale a zona è stata definita “di particolare rilevanza urbanistica”; limitandosi, a tal riguardo, a richiamare uno “studio” che non risulta allegato al provvedimento (e che pertanto non può essere considerato idoneo ad integrare una valida motivazione, neanche “per relationem”); in ogni caso tale “studio” non appare affidabile essendo stato realizzato, per espressa ammissione della stessa Amministrazione, proprio dalla società S.T.A. S.P.A., la quale non è un soggetto terzo (ed imparziale), avendo un evidente interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento; in definitiva, non v’è traccia - agli atti di causa - di uno studio che dimostri, con dati obiettivi, come (ed in base a quale criterio) il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo; ed in che modo le esigenze dei residenti siano state considerate; pertanto, il provvedimento appare adottato in mancanza di una idonea istruttoria; conseguentemente, esso appare altresì sommariamente ed insufficientemente motivato”, questi i passi salienti della sentenza.

L'effetto striscie blu visto da un rappresentante del centro destra e da un rappresentante dell'ex maggioranza di centrosinistra :

STRISCE BLU: RECUPERARE 27 MILIONI DI EURO L’ANNO
«Recuperare mancati introiti dalla vendita dei titoli di viaggio e dai parcheggi di scambio. Non sarà facile recuperare un mancato introito di circa 27 milioni di € l’anno come proventi per la gestione dell’intera sosta tariffata cittadina ma possiamo farcela” lo dichiara Fabrizio Santori (PdL), consigliere comunale di Roma, in merito all’annullamento del Tar del Lazio della delibera con la quale il Comune di Roma aveva istituito nuove strisce blu nel quartiere Ostiense e aggiunge “questa sentenza e le successive decisioni della giunta Alemanno miglioreranno il trasporto pubblico riducendo il traffico cittadino
E’ evidente che la sentenza si estende a tutte le altre vie richiamate dalle delibere del 2004, annullate dal tribunale amministrativo, ed è proprio da questa considerazione che è importante ripensare una politica della sosta alternativa, integrata e complessiva dove potrebbe essere finalmente possibile eliminare tutte le strisce blu presenti a Roma e con queste cancellare le schiavitù di tanti cittadini e i lavoratori vessati dai provvedimenti delle giunte precedenti che andavano inoltre vergognosamente a colpire gli utenti di ospedali come il Bambin Gesù, – conclude la nota – possiamo essere in grado di recuperare i mancati introiti delle strisce blu agendo sui ricavi da vendita titoli di viaggio che si attestano intorno ai 199 milioni di euro, una cifra molto bassa se si considera il fatto che il personale Atac impiegato per i controlli della sosta potrebbe essere utilizzato per il controllo dei biglietti sulle autovetture, ormai divenuti mezzi gratuiti di spostamento per molti cittadini, ed inoltre altra leva su cui lavorare per recuperare gli introiti potrà essere il ricavo dai parcheggi di scambio che nel 2006 ha raggiunto, per una città grande come Roma, una cifra irrisoria di 1 milione 200 mila euro”»
Dichiarazione dell’ On. Fabrizio Santori, consigliere comunale di Roma

 

 

Notiamo come ogni volta che la magistratura ordinaria o amministrativa boccia un provvedimento o una legge, promulgato da governi o amministrazioni di centrosinistra, dietro la bocciatura del provvedimento c'è sempre il bieco l'interesse di un qualcuno o di una corporazione , mentre non si ammette come anche nel caso del PRG di Roma che la discussione in aula consigliare fu democraticamente negata  alle associazioni di quartiere anche se prevista dalla delibera n 57 del 02/03/2006 ( votata all’unanimità ) .

«La sentenza del TAR e la conseguente decisione del comune di Roma di non presentare ricorso al consiglio di stato in merito alla sosta tariffata (strisce blu) rischia di avere gravi ripercussioni sulla mobilità cittadina e in particolare di essere controproducente per la vivibilità nel centro storico.
Nelle stesse ore la richiesta di modificare l’orario della Ztl notturna nelle aree tutelate del centro storico, se accolta dalla nuova amministrazione comunale, portera’ altri fattori di criticita’ in un’area che ha bisogno di essere tutelata dal traffico privato.
Le politiche della mobilita’ cittadina non possono essere il frutto di scelte improvvisate o legate a interessi di parte ma deve far parte di una discussione in consiglio comunale espressione massima della volonta’ popolare.
Assecondare acriticamente i desideri di una categoria che da sempre vede con miopia i propri interessi legati allo sviluppo del traffico privato nel centro storico, rischia di riportare indietro la nostra citta’ e non essere all’altezza delle grandi capitali europee dove questo dibattito è ormai superato e risolto favorendo con coraggio e determinazione il sistema di mobilita’ pubblico.
Alla crisi economica in certi settori si risponde con risposte di qualita’ consapevoli che i problemi nel settore del commercio sono di altra natura e non si risolvono con delle scorciatoie che sarebbero deleterie per un tessuto fragile come il centro storico di Roma gia’ oggetto di interventi che lo hanno snaturato proprio inseguendo le richieste di parte di una categoria insofferente a qualsiasi innovazione.
Prima di prendere decisioni sul centro storico si apra un dibattito in citta’ sulla situazione del cuore di roma e sul suo stato di salute. »
Dichiarazione del consigliere provinciale di Roma Giuseppe Lobefaro

Vorremmo domandare al consigliere LOBEFARO se è a conoscenza di cosa pensano gli abitanti della Bufalotta-Porte di Roma sul sistema di mobilità urbana preparato dalla giunta Veltroni per il loro quartiere.

 

Ilmioquartiere @ 19:45 | commenti: commenti (popup)

Piano regolatore , il "Sacco di Roma"

Archiviato il 31/05/2008 in: la mia città

Non ci sono solo gli accordi di programma in variante al Prg, ma anche «le aree dei depositi Atac dismesse, le cento delibere approvate dal commissario Morcone, il regolamento della Partecipazione mai attuato, i cittadini lasciati fuori dall’aula Giulio Cesare», tra le ragioni che hanno spinto Italia Nostra e i Verdi ambiente e società (Vas) a rivolgersi al Tar del Lazio per fermare la ratifica del nuovo Piano regolatore cittadino.

Obiezioni a cui il sindaco Alemanno era già stato sensibile in campagna elettorale, raccogliendo proprio l’invito di Italia nostra a riaprire una serie di vertenze: dal parcheggio del Pincio, alle correzioni progettuali della metro C, fino alla riqualificazione del Foro Italico. Ecco perché non sorprende che, in contemporanea alla “linea dura” proclamata dalle due associazioni, anche una ventina di comitati di quartiere abbiano scritto una lettera aperta al primo cittadino, chiedendogli di fermare «il sacco urbanistico in atto a Roma». Quello denunciato anche da “Report”, che ha raccolto le tante denunce dei comitati contro le speculazioni edilizie, e che provocato la querela dell’ex assessore all’Urbanistica Roberto Morassut. «Sarei molto contenta se la querela andasse avanti, perché andremo a testimoniare in Procura, e porteremo le prove, che quello che abbiamo denunciato è solo la punta dell’iceberg», si infervora Mirella Belvisi, consigliera nazionale di Italia Nostra, «perché le storture al nuovo Prg non hanno riguardato solo le “centralità”, ma aree di massimo pregio come Villa Ada col Museo del Giocattolo, la speculazione commerciale sul nuovo mercato di Ponte Milvio, lo scempio del Pincio…». E sulla base delle denunce, la Procura della Repubblica ha già aperto un’ inchiesta sull’ipotesi di reato di violazione delle leggi urbanistiche.
Un prossimo fascicolo potrebbe invece riguardare, come annunciato ieri da Italia Nostra e Vas, anche il diniego, motivato con ragioni di “ordine pubblico”, che il 12 febbraio scorso ha impedito ai cittadini di partecipare all’ultima seduta del Consiglio comunale, impegnato a varare il Piano regolatore: «Noi siamo rimasti fuori, mentre da un ingresso laterale entravano ingegneri e piccoli costruttori», è il commento amaro della Belvisi. Il centro del ricorso al Tar, spiega il presidente di Vas Guido Pollice, «è che ogni decisione determinante per la vita amministrativa della città deve essere partecipata. Invece, con un colpo di mano perché Veltroni doveva dimettersi, sono saltate tutte le regole». Sotto accusa, per Italia Nostra e Vas, è l’accordo di Pianificazione, siglato il 6 febbraio scorso dal presidente della Regione Marrazzo e dal sindaco Veltroni. Un adempimento obbligatorio, che si sarebbe però trasformato in «un atto illegittimo», in quanto al Prg sarebbero state apportate modifiche sostanziali relative agli standard per i parcheggi, all’attuazione degli accordi di programma (in particolare riguardo alla loro “finalità pubblica”) e, in tutte le fasi, al mancato coinvolgimento dei cittadini alle scelte urbanistiche. E se Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, parla di «secondo sacco di Roma, dopo quello successivo ai fatti bellici», per l’urbanista Paolo Berdini «il sacco di Roma vero è questo, perché tra il 1950 e il 1970 Roma cresceva di 50mila persone ogni anno. Mentre negli ultimi anni, compresi gli immigrati, siamo fermi sui 2 milioni 700mila persone, che è quanto Roma era arrivata nel 1981, eppure si continua a costruire. Ma la città non ingoia più niente, finalmente è arrivato il conto del ristorante e qualcuno lo deve pagare».

redatto da Beatrice Nenca

Ilmioquartiere @ 19:20 | commenti: commenti (popup)

Black point a Roma

Archiviato il 31/05/2008 in: la mia città
In auto, in moto, a piedi, non cambia granché
Dai crateri di via della Pisana agli incroci al buio della Cristoforo Colombo: c’è tutto nella mappa delle 250 strade più pericolose di Roma, elencate dalla Fondazione Ania, che da oltre un anno raccoglie su internet le segnalazioni un po’ da tutta Italia.
Secchioni in curva, buche, assenza di marciapiedi, semafori coperti da rami. In questi giorni la Fondazione ha raccolto l’insieme dei punti critici sul territorio nazionale in un dossier. I dati del monitoraggio sono aggiornati al 29 febbraio 2008.A Roma sono 250 le strade ad alto rischio, di cui 38 extra-urbane. Fra queste ultime c’è la via del Mare fino al cilometro 25, la via Anagnina (chilometro 10), la via Cassia Veientana (chilometro 13), il Gra (chilometro 68,2), la Roma-Fiumicino (chilometro 18,5) e la via Prenestina Nuova dal chilometro 2 al 3. Sterminato l’elenco delle strade urbane: via dei Fori Imperiali, via di Salone, via del Ponte di Nona, via Cristoforo Colombo. Impossibile citarle tutte, ma le segnalazioni proseguono in questi giorni. E aggiornano di ora in ora l’elenco dei «black-point», come li chiama l’Ania. Ossia i punti dove si ripetono gli incidenti. Gli incroci, i dossi, le strettoie dove basta un attimo di disattenzione per giocarsi la pelle. Ovviamente prima di metterli in rete la Fondazione li verifica. Ecco i blackpoint dell’ultima settimana. 1) Incrocio fra via degli Scipioni e via Orsini (Prati): dal ponte sul Tevere le auto si immettono su viale degli Scipioni, che deve dare precedenza a via Orsini, anche se via degli Scipioni è molto più ampia. Lo stop all’incrocio è dietro un albero, e le auto arrivano sempre a gran velocità non frenando. Sono avvenuti centinaia di incidenti, anche gravi. 2) Incrocio fra via Torrevecchia e via Nicoletti (Primavalle): da quest’ultima è impossibile vedere se arrivano auto da via di Torrevecchia, a causa dei secchioni Ama e delle auto posteggiate in curva. 3) Viale Trastevere: il fondo stradale all’altezza del cinema Induno è in pessimo stato. 4) Via Nazionale: da piazza della Repubblica fondo sconnesso con dislivelli anche di 30 centimetri, il pavè è «smottato». 5) Via Cornelia (Aurelio): strada sconnessa con asfalto consumato e buche, mancano i marciapiedi, i pedoni camminano rasenti alle auto parcheggiate. 6) Via Collatina: i pedoni provenienti dalla Togliatti e diretti alla stazione della ferrovia Roma-Avezzano sono costretti ad attraversare la Collatina in assenza di segnaletica: niente strisce pedonali, niente semaforo pedonale. La situazione è di estremo pericolo in quanto le auto non hanno alcuna prescrizione di rallentamento, viaggiano spesso a oltre 50 Km/h e il traffico è sempre molto intenso. Situazione già segnalata in settembre 2007 al VII Municipio. 7) Via Mazzoni (Aurelio): c’è una buca molto profonda che non si vede se c’è traffico.Spesso, come nel caso della Collatina, le segnalazioni restano lettera morta. A Roma, letto il rapporto, c’è da aver paura. E’ pericoloso andare per strada. In auto, in moto, a piedi, non cambia granché. A confermare le preoccupazioni del resto bastano i dati statistici. La capitale, cifre Istat 2007, è la città dove avvengono in assoluto più incidenti in Italia, anche per l’assoluta mancanza di senso civico in strada: 21.452 incidenti nel 2006. Circa 70 al giorno. I morti 231, altro record nazionale. I feriti migliaia.
Ilmioquartiere @ 11:58 | commenti: commenti (popup)

Quando c'era il modello Roma......crolla il sistema....

Archiviato il 30/05/2008 in: la mia città

Il Tar del Lazio cancella le strisce blu in tutta la capitale: la sosta a pagamento dei 95.653 posti auto vale 29 milioni di euro l`anno. E ora? Il sindaco Gianni Alemanno, per colmare il vuoto legislativo, annuncia ``in tempi strettissimi nuove regole per ristabilire un equilibrio tra parcheggi a pagamento e quelli gratuiti``. Nel frattempo è stata disposta la disattivazione di tutti i 2.619 parcometri: ieri sera, però, in molte zone della città le macchinette erano perfettamente in funzione. Come sostituirà il Campidoglio gli inevitabili minori introiti? ``Ne discuterò con l`assessore al Bilancio, Ezio Castiglione``, ha risposto Sergio Marchi, assessore comunale alla Mobilità. Il terremoto dei parcheggi tariffati è stato innescato dalla II sezione del Tribunale amministrativo del Lazio, presieduta da Luigi Tosti: i giudici hanno accolto il ricorso presentato dal Codacons e da un Comitato di residenti nel quartiere Ostiense contro le aree a pedaggio e le relative delibere comunali. Alemanno ha subito detto che non farà ricorso al Consiglio di Stato perché, durante la giunta Veltroni, dai banchi dell`opposizione si era sempre espresso, insieme a tutto il centrodestra, contro le strisce blu e ne aveva denunciato ``il carattere vessatorio `` nei confronti dei cittadini. Il Tar ha bocciato in particolare la delibera 104 dell`aprile del 2004, una delibera quadro che regolamentava la sosta tariffata in tutto il territorio comunale ``in mancanza di una idonea istruttoria``. I giudici hanno respinto la richiesta di Carlo Rienzi, presidente del Codacons che voleva la restituzione delle multe inflitte a fronte ``dell`illegittimo aumento del numero delle aree riservate al parcheggio a pagamento``. L`associazione dei consumatori, senza perdersi d`animo, ha annunciato di avere avviato una ``class action`` contro l`Atac per chiedere la restituzione ai cittadini delle multe illegittime pagate. La decisione del Tar ha scatenato polemiche nel mondo politico: ``La sentenza conferma quello che, dall`opposizione, abbiamo sempre sostenuto: le strisce blu, così come Rutelli prima e Veltroni poi le hanno pensate, sono illegittime e vessatorie ``, commenta Fabio Rampelli, deputato Pdl. E Vincenzo Piso, anche lui deputato Pdl, rincara la dose: ``La politica della sosta deve avere come obbiettivo primario non più il semplice far cassa, come ha fatto il centrosinistra di Veltroni, bensì una reale fluidificazione del traffico``. Replica Roberto Giachetti, deputato Pd: ``Roma torna al far west del racket dei parcheggiatori abusivi``. 29 milioni L`introito annuale per il Comune proveniente dai 95.653 posti auto sulle strisce blu. Costo: da uno a tre euro l`ora Francesco Di Frischia.


Ilmioquartiere @ 21:00 | commenti: commenti (popup)

Il Pigneto storia di naziskin e papere

Archiviato il 30/05/2008 in: la mia città

L'uomo del raid del Pigneto, "l'italiano sulla cinquantina" cui la polizia cerca da cinque giorni di dare un volto, il più vecchio tra i mazzieri, il "Capo", arriva all'appuntamento ai tavolini di un bar che è notte.
"Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista...". La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L'avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara.
"Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera". L'uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole. Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina. Il giorno che mi presento al magistrato, perché quel giorno il mio nome non sarà più un segreto. Mi presento, parola mia. La faccio finita cò 'sta storia. Nun me vojo fà beve (arrestare ndr.) a casa. Quella scattata durante il raid con il telefono cellulare da uno dei testimoni dell'aggressione. "Ecco. Io sono questo qua. La maglietta è una Lacoste. Adesso ti racconto davvero come è andata. Ti racconto la verità prima che mi si bevono. La politica non c'entra un cazzo. Non c'entrano un cazzo le razze. C'entra il rispetto. Io sono un figlio del Pigneto. La "verità" di "Ernesto" ha un incipit. Giovedì 22 maggio. Quarantotto ore prima del raid. "A metà mattina, a una donna di cui non faccio il nome e a cui voglio bene come a me stesso, rubano il portafoglio in via Macerata. In via Macerata. Perché il ladro sta lì. E' un marocchino, un tunisino, mi dice l'amico mio. Venerdì, verso mezzoggiorno, ci vado. Trovo questa merda di marocchino, o da dove cazzo viene, questo Mustafà, seduto davanti al negozio con una birra in mano. Una faccia brutta, cattiva, con una cicatrice. Mi fa cenno di entrare e nel negozio mi trovo lui, l'indiano bugiardo e un vecchio, un italiano. Dico solo: "Dei soldi non me frega niente. Ma dei documenti sì". Ripasso il pomeriggio e quello mi dice: "Scusa. Torna domani". Io ripasso sabato mattina e quel Mustafà là, ridendo, sempre con quella cazzo di birra in mano, mi fa segno che i documenti l'ha buttati dentro una buca delle lettere. Ho cominciato a strillare, dentro e fuori del negozio. In mezzo alla strada. E ho detto: "Se vedemo alle cinque.
Alle 17 di sabato, dunque, arriva "Ernesto". Fermati. Il problema è che quando arrivo all'angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l'ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Non l'ho mica chiamati o invitati".
"Ernesto" fa un cenno al cameriere. Strizza l'occhio. "Lo vedi questo? E' cresciuto con me al Pigneto". "Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera.
Forse "Ernesto" vuole solo coprire quei ragazzi. "Aspetta. Allora li raggiungo a piedi e quando all'angolo tra via del Pigneto e via Ascoli Piceno vedo che stanno a fà un macello con i bengalesi, che si sono messi a sfasciare le macchine della gente del quartiere, cominciò a gridare. Grido: "A pezzi de merda che state a fa'? Annatevene da lì, a rincojoniti!". Avevo capito che casino stava montando".
Cosa aveva capito "Ernesto"? L'uomo butta giù il fondo di "Oban" rimasto nel bicchiere. Accende una Marlboro rossa. "Avevo capito che, senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti. Sai perché penso che i pischelli sono andati dai bengalesi in via Ascoli Piceno? Perché quell'alimentari là, quello dove è andato a chiedere scusa Alemanno, due anni fa l'avevano chiuso per spaccio. Stanno sempre aperti. Anche alle cinque de mattina.
"Ernesto" chiede un altro wiskey. "La storia potrebbe finire qua. E' il quarto di cinque figli, "Ernesto". Lo perde a 8 anni e finisce in collegio, perché a casa, al Pigneto, non si riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. "Per fame. Regina Coeli, Sollicciano, "dove a Pacciani, j'ho fatto 'na faccia tanto. Sto schifoso... ". Ride, per la prima volta.
"Il Pigneto era bellissimo. Da ragazzino giocavo a ruzzichella dove adesso ci stà quello schifo di isola pedonale. Dove adesso vomitano e pisciano fino alle cinque de mattina, ci stava il cocomeraro e quello che vendeva le cozze col limone. Posso sopportare che mentre vado al mercato a comprare il pesce per mia figlia che è una ragazzina, lei deve vedere uno che se tira fuori l'uccello e sui banchi del mercato ci piscia? Eh? Lo posso sopportare?". Il colore della pelle, dice, non c'entra. "Io ho litigato con tutti quelli che non portano rispetto alla gente del Pigneto. Bianchi e neri. Io ho fatto casino qualche settimana fa al pub di via Fanfulla, perché quattro stronzetti italiani non mi facevano rientrare a casa con le bambine e quando ho chiesto di spostare una macchina in doppia fila, mi hanno imbruttito dicendo: "Perché, se no che succede?". Ne ho appicciati al muro un paio e da allora sai come mi chiamano? "Grande mujaheddin. Beh, l'altra sera m'hanno riportato le chiavi della macchina che mi ero dimenticato sul cofano. Io voglio bene ai neri e ai bianchi che rispettano gli altri. Che rispettano il Pigneto, che insieme alla mia famiglia è l'unica cosa che ho. Io sono cresciuto al bar Necci, hai presente? Sai, no? Quello del film di Pasolini "Accattone". Vai a chiede di me allo stagnaro di via Ascoli, o al bar di fronte. I bugiardi, i laidi, gli ipocriti, le pecore.
"Ernesto" tira fuori l'ultima sigaretta del pacchetto di Marlboro, che poi accartoccia come carta velina. "Pifano. Daniele Pifano, hai presente? Collettivo di via dei Volsci. Viene a vivere al Pigneto e due anni fa becca un fascistello che gli rompe il cazzo. Tu starai pure a Cosenza, ma al Pigneto, che è dove vivi pure tu, chi ci pensa?". Chi ci pensa? "Ernesto" ride. La verità. Stavolta l'ho fatto per loro. E per il Pigneto.
Capisco che la sinistra sia ancora sotto la botta elettorale di aprile , ma scambiare una scazzottata alla matriciana per un raid di naziskin, vedere sciarpe con la svastica e tatuaggi con croci celtiche , non è da venticello e sole di aprile ma da caldo africano ad agosto, con relativa insolazione.

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Ilmioquartiere @ 15:51 | commenti: commenti (1)(popup)

Ancora il Piano Regolatore

Archiviato il 25/05/2008 in: la mia città
Non ci sono indagati e non ci sono ipotesi di reato, per il momento. Ma c’è un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Roma su presunti casi di abusi edilizi collegati al nuovo piano regolatore generale di Roma, approvato dal consiglio comunale di Roma il 12 febbraio scorso poco prima delle dimissioni del sindaco Walter Veltroni. L’indagine, a quanto si è appreso in ambienti della Procura, è nata da una segnalazione dei carabinieri. I pm che si occupano delle indagini, Delia Cardia e Sergio Colaiocco, hanno acquisito la puntata del programma televisivo di Rai Tre Report intitolata I Re di Roma, andata in onda il 4 maggio scorso e hanno intenzione di ascoltare le persone intervistate.
Una notizia che era nell’aria e sulla quale il sindaco Gianni Alemanno mostra prudenza: «Abbiamo, in passato, contestato da un punto di vista amministrativo e politico le scelte operate sul Prg e sugli Accordi di Programma. Senza alcun intento strumentale, attendiamo adesso l’esito del lavoro della magistratura per sapere se tali decisioni, oltre a essere contestabili politicamente, hanno avuto anche un profilo di illegalità». Decisamente più angustiato il tono di Giancarlo Cremonesi, presidente dell’Ace, l’associazione dei costruttori romani: «L’Acer - dice Cremonesi - segue con particolare preoccupazione le notizie circa le indagini avviate a Roma su presunte violazioni delle norme urbanistiche legate al Prg». Strumento, quest’ultimo, che «anche se suscettibile di interventi migliorativi, rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo e l’ammodernamento della Capitale, che deve presentare soluzioni idonee sul piano infrastrutturale, abitativo, urbanistico. Da questo punto di vista ci tranquillizza la scelta operata dalla nuova amministrazione capitolina di introdurre un elemento di garanzia affidando a una figura esterna ed estranea agli interessi cittadini, ma di alto profilo professionale, la responsabilità all’Urbanistica».
E proprio al nuovo sindaco si appella Italia Nostra, con una «lettera aperta» indirizzata anche alla giunta e a tutti i consiglieri comunali, i comitati e le associazioni che avevano denunciato da tempo il sacco urbanistico in atto a Roma chiedono che «in occasione dell’insediamento di lunedì 26 maggio (domani, ndr)» vengano «fermate subito il nuovo piano regolatore, l’attuazione dei bandi sulle aree dismesse e specialmente di tutti gli accordi di programma compresi quelli del commissario prefettizio». «Lo sviluppo della città - spiega la nota di Italia Nostra - è avvenuto senza alcuna seria programmazione con un consumo inaccettabile di territorio e di risorse pubbliche privilegiando quanto pretendeva la rendita immobiliare dei potenti costruttori romani a scapito dei bisogni e delle richieste dei cittadini».
E l’ex assessore all’Urbanistica Roberto Morassut, nel frattempo diventato deputato del Pd? Ostenta tranquillità olimpica: «Il Nuovo Piano Regolatore di Roma - garantisce - è stato un processo aperto e trasparente durato circa dieci anni, passato al vaglio severissimo sia dell’amministrazione comunale che di quella regionale e gestito in totale autonomia dal sistema degli interessi». E nei confronti della trasmissione Report, da cui tutto è nato, Morassut ricorda si aver sporto querela: «La quantità di notizie false in essa contenute che presenterò in una conferenza stampa la prossima settimana, ci lascia del tutto sereni».
Ilmioquartiere @ 19:35 | commenti: commenti (1)(popup)

Sempre sul piano regolatore.

Archiviato il 19/05/2008 in: la mia città

Lungo i fianchi della, mezza sterrata, mezza asfaltata, surreale via Carmelo Bene alcuni radi e sparuti giovani alberi . È tutto qui il Parco delle Sabine promesso agli acquirenti degli appartamenti alla Bufalotta certo pensare di abitare a  "Porta di Roma, abitazioni esclusive nel parco" come ancora possiamo leggere nel cartellone a due passi dall´omonimo mega-centro commerciale, inaugurato l´anno scorso a via delle Vigne Nuove era sembrato a molti acquirenti un buon affare e anche un modo di uscire dal caos urbano della città e riposare immersi nel verde.
«Il nostro gruppo è impegnato nel completamento del progetto Porta di Roma, quando sarà ultimato, insieme con tutti i servizi previsti dalla convenzione, i proprietari delle abitazioni si troveranno all´interno del Parco delle Sabine, tra archeologia e natura». Così assicura, dopo le critiche lanciate domenica scorsa dal servizio di Report su RaiTre, la società Porta di Roma, partecipata dalle spa Parsitalia e Lamaro Appalti dei fratelli Toti. Ma della partita fa parte anche una società del costruttore Caltagirone che ha acquistato aree per edificare suoi appartamenti. E questo all´interno di un progetto per complessivi 350 ettari: un milione e 345mila metri cubi di residenziale; servizi per 86mila; 150 ettari ritagliati per il Parco delle Sabine, vincolato dopo la battaglia dell´omonimo comitato di quartiere.
L´ufficio vendite della "Porta di Roma", un container stile baita montana, si trova su via Mario Soldati e s´affaccia sulla vallata del Parco delle Sabine che verrà. Le palazzine residenziali di Parsitalia e Lamaro, in fase di completamento sul lato del parco che confina con il Nuovo Salario, offrono vari tagli in complessi con piscine condominiali. Per un bilocale di 65 metri quadri e terrazzo ci vogliono 317mila euro.
Vetro e richiami al classicismo di Piero della Francesca invece nell´ufficio vendite che il costruttore Mezzaroma ha installato su via Dario Niccodemi, parallela della Bufalotta: "Nel cuore del Parco Talenti, edifici progettati da grandi architetti". In questa corsa alla casa (una crescita, anche demografica, che non è accompagnata però da un adeguato aumento delle corse Atac, né al momento, di una fermata metro a suo tempo prevista per il quartiere) di edilizia popolare non se ne parla pochi sono i casi di cooperative. Per il resto è edilizia residenziale a go-go con la gioia delle giovani coppie che acquistando un appartamento si legano il loro futuro a mutui trentennali.
«È in realtà una via che serve quasi solo alle palazzine da costruire, al posto di un´area verde» sottolinea Mauro Federici del comitato Parco del Turchino, il prato perduto a due passi dal Tufello. E il museo archeologico nel casale contadino sull´adiacente via del Passo del Turchino? «È previsto dal piano urbanistico e la Soprintendenza è pronta a dare il suo contributo. Ma i tre edifici, dopo essere stati liberati dagli abusivi che l´avevano occupati, ora hanno i tetti rotti. E lo "scalpo" gliel´hanno fatto le ruspe».

 

Ilmioquartiere @ 15:51 | commenti: commenti (popup)

Oggi a Piazza Fiume

Archiviato il 19/05/2008 in: 2°-municipio

Dopo circa 15 ore in bilico, un uomo di circa 40 anni con problemi psicologici è sceso dalla gru dove era salito ieri sera a Roma chiedendo di parlare prima con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni ,"Sono perseguitato dalla polizia" ha detto alla psicologa e ai medici del 118 che stanno tentando di farlo scendere poi con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. L'uomo, salito fino ad una ventina di metri di altezza, è stato convinto a scendere dalla psicologa dopo ore di colloqui. La difficoltà a raggiungere l'uomo era dovuta soprattutto al fatto che appena qualcuno tentava di avvicinarsi, lui minacciava di lanciarsi nel vuoto.

Ilmioquartiere @ 15:27 | commenti: commenti (1)(popup)

Il costo dei Rom

Archiviato il 19/05/2008 in: la mia città

A Milano, dove la Moratti spende per i rom circa un quarto, i nomadi per stare nei campi comunali pagano luce e acqua da loro consumata. In Veneto, senza mettere mano al portafogli, nei container non entra nessuno. A Roma quanto pare no . Quanto costa ogni nomade al mese ai cittadini romani? Ecco i dati. La gestione dei campi, che fa capo al Dipartimento V (Politiche sociali) del Comune, nel 2006 è costata 3.800.000 euro. Lo stesso Dipartimento ha speso per interventi di bonifica igienico-ambientale 1.750.000 euro. Poi ci sono le voci di spesa «minori»: consulenze esterne 138mila euro, attrezzature informatiche 40mila euro, personale del V Dipartimento 66.300 euro, wc chimici (acquisto, pulizia e manutenzione) 375mila euro, affitto del Camping Nomentano 22.500 euro. La scolarizzazione, che fa capo all’XI Dipartimento (scuola), è costata 2.333.333 euro. I servizi sociali per i rom, gravanti sui bilanci dei Municipi, sono costati in totale 1.440.000 euro. Fra luce e acqua gratis, interamente a carico dell’Acea, se ne sono andati nel 2006 altri 1.830.00 euro. Nel conto c’è da mettere anche la quota delle vetture di Trambus a disposizione della scolarizzazione (1.200.000 euro nel 2006), i buoni scuola per i libri (218.000 euro) e l’uso gratuito delle mense scolastiche (nel 2006 le famiglie romane hanno pagato 288.000 euro per le mense). La somma complessiva è di 19.380.000 euro. Si tratta degli interventi straordinari dei vigili e delle forze dell’ordine (72mila euro), delle spese di Pm e magistrati per indagini sui reati commessi da rom (stimate in 874mila euro), dell’utilizzo gratuito da parte dei rom delle strutture sanitarie pubbliche, costate alle Asl e al Ministero della Salute 360.663 euro. In totale, nel 2006 Veltroni e Prodi per mantenere i nomadi a Roma hanno pagato 26.646.253 euro. A questa cifra bisognerebbe aggiungere il costo dei rom dei campi abusivi, i quali  gravano in termini di trasporti, luce, spazzatura, sui cittadini romani.

 

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ELEZIONI 2° MUNICIPIO GLI ELETTI

Archiviato il 13/05/2008 in: 2°-municipio

COMUNE DI ROMA

ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO

DEL MUNICIPIO ROMA II

 IL PRESIDENTE 

Visto l’art. 61 del D.P.R. 16 maggio 1960, n.570;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267;

visto l’art. 27 dello Statuto del Comune di Roma; 

RENDE NOTO

 che, a seguito dell’ elezione diretta del Presidente e del Consiglio del Municipio Roma II svoltasi domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008, nonché, a seguito del turno di ballottaggio, domenica 27 e lunedì 28 aprile 2008, è stata proclamata eletta alla carica di Presidente la candidata: 

SARA DE ANGELIS 

che  sono  stati  proclamatati  eletti, altresì,  alla  carica  di  Consiglieri  del  Municipio  Roma  II i seguenti candidati: 

GUIDO BOTTINI – candidato alla Presidenza 

per la lista n. 10          POPOLO DELLA LIBERTA’ 

1.      PATRIZIO  DI TURSI 2.      MARIA  SPENA 3.      NICCOLO’  di RAIMONDO detto  RAIMONDO

4.      MASSIMO  CARTA  5.      MATTEO  BONETTI detto  BONELLI 6.      GLORIA  PASQUALI

7.      JACOPO  MARZETTI 8.      MARIO  MANCINI 9.      ALESSANDRO  COLORIO

10.       ANDREA  SIGNORINI 11.       DANIELA  CHIAPPETTI 12.       MASSIMO  INCHES

13.      ROBERTO  CAPPIELLO  14.     CHRISTIAN  MARTELLI

per la lista n. 5             PARTITO DEMOCRATICO 

1.     GIUSEPPE  GERACE  2.     ANNA  MARCON 3.     GUIDO  LAJ detto LAI  GUIDO

4.     ALEXANDRE  TESSIER 5.     VINCENZO  LORICCHIO 6.     DONATA  PACCES in TOMMASI

7.     ALESSANDRO  RICCI 

 per la lista n. 6            LISTA CIVICA PER RUTELLI  

1.     GIAMPAOLO  CELANI 

per  la lista n. 7            SINISTRA L’ARCOBALENO 

1.     LUCA  SAPPINO

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I furbetti del quartierino Parioli

Archiviato il 08/05/2008 in: 2°-municipio

  Nel 2005 l'immobiliarista Giuseppe Statuto acquista dalle suore dell'Assunzione l'intero, omonimo complesso di viale Romania 32, confinante con Villa Ada, fino a quel momento gestito dall'Arsap, Arciconfraternita di Sant'Antonio da Padova, con l'intenzione di trasformarlo in un complesso residenziale di lusso. Ma nel 2006 qualcosa o qualcuno fa cambiare idea a Statuto. Contro la lottizzazione scende in campo addirittura il sindaco Walter Veltroni che, attraverso la mediazione diplomatica di amici di vecchia data come l'ex direttore generale Rai Pier Luigi Celli (ora direttore generale della Luiss), avrebbe promosso l'acquisto, da parte del Comune, di Villa Blanc, il villino storico di proprieta' della stessa Luiss, convincendo nel contempo Statuto a vendere il complesso dell'Assunzione alla Lamaro Appalti, che a sua volta lo concede in locazione per vent'anni alla Libera Universita' Guido Carli. E cosi', ad ottobre 2007, nel complesso di viale Romania vengono spostate alcune facolta' e si espone per la prima volta la targa Luiss. L'universita' di Confindustria e' intenzionata a creare li', nella zona piu' esclusiva quanto vincolata di Roma, il nuovo Polo Universitario. Come biglietto da visita Lamaro e Luiss presentano subito un'istanza di ampliamento di circa 10.500 metri quadri (pari a 30.000 metri cubi), l'equivalente di un palazzo di cinque piani, poi ridimensionato a tre. In piu', una piscina, un borghetto, parcheggi sotterranei e altro ancora. Nonostante si stia trattando dell'area a tutela integrale con vincoli paesaggistici, architettonico monumentali e archeologici, fin dall'inizio il progetto sembra non riuscire a rispettare gli standard urbanistici previsti dal Piano Regolatore di Roma (rapporto tra l'aumento di volumetrie ed il rispetto del verde pubblico e dei parcheggi pubblici e privati): il green che si dovrebbe garantire all'interno del plesso verrebbe insomma assicurato dalla proprieta' attraverso un meccanismo compensativo sull'adiacente Parco Y. Rabin, appendice di Villa Ada. A fronte di questa operazione Lamaro Appalti offrirebbe al Comune un onere concessorio straordinario di 8 milioni di euro. Bene. Par di capire che a fronte di un permesso edificatorio da trentamila cubi - che a valore di mercato rendere circa 120 milioni di euro ai generosi costruttori - il Comune di Roma ne riceverebbe solo otto. Guardiamo piu' da vicino Lamaro Appalti: le quote della srl sono appannaggio per il 73% della Silvano Toti spa dei fratelli Toti, per il 25% della Fortuna Urbis srl, mentre il restante 1,5% e' della Gisa spa. Fortuna Urbis e' dal canto suo detenuta per il 99% dalla fiduciaria di casa Capitalia, Romafides Fiduciaria e servizi spa, balzata agli “onori” di calciopoli. Il rimanente 1% e' di Fedra, una spa che vede come socio unico la Finnat Investments, facente capo a Banca Finnat Euroamerica, al cui comando troviamo Giampiero Nattino, una delle figure piu' potenti della finanza vaticana. Ma anche l'uomo di cui Stefano Ricucci aveva tanta paura da temere per la sua vita. Rispondendo ai magistrati che lo interrogavano su Nattino e su Banca Finnat, il dentista immobiliarista finito a Rebibbia diceva: «…ma lei vuole che mi uccidono qui dentro?». E ancora: «banca Finnat l'ho conosciuta nel mondo Caltagirone (…) lo sa tutta l'Italia che De Bustis, Caltagirone, Nattino so tutti… la massoneria». Dal progetto Lamaro Appalti-Luiss emergono particolari curiosi. Si legge che «la nuova proprieta', in accordo con la Libera Universita' Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma, vuole fare un centro di forte valenza culturale in una zona di Roma oggetto nell'ultimo ventennio di un sensibile impoverimento di funzioni “nobili”». Un altro centro di cultura... Fra le tante attivita' progettate vi e' un nuovo plesso scolastico comprensivo di scuola materna, elementare, media e liceo. Si entra a tre anni se ne esce a ventidue. Ne' puo' sfuggire un altro particolare: la prestigiosa universita' fa parte del Consel, la societa' consortile che palesemente aderisce al manifesto Elis dell'Opus Dei. A rincarare la dose ci si mette anche il contenuto dell'interrogazione parlamentare di maggio 2007 rivolta da Severino Galante e Gerolamo Licandro al ministro dell'Interno Giuliano Amato, in cui tra l'altro viene ricordato come nella finanziaria 2007 «e' stato inserito un emendamento che equipara ai fini dell'ottenimento dei finanziamenti per l'edilizia universitaria, le residenze universitarie pubbliche a quelle private, molte delle quali sono gestite dall'Opus Dei e sono utilizzate come centri di reclutamento di nuovi adepti». Insomma, con il Museo del Giocattolo si vorrebbero scavare e costruire quindicimila metri cubi in ipogeo per ottenere un “centro di cultura ludica”, con lo zampino della massoneria. Mentre dall'altra parte di Villa Ada se ne prevedono altri trentamila in superficie per realizzare un vero e proprio Campus policentrico di “forte valenza culturale”, in odor di Opus Dei.

Tratto da La Voce delle Voci www.lavocedellevoci.it di Vanessa Ranieri

Ilmioquartiere @ 14:12 | commenti: commenti (popup)

A proposito del piano regolatore....

Archiviato il 05/05/2008 in: 2°-municipio

Dopo la trasmissione di ieri sera della Gabanelli su Report-RAI3 dove tra gli scandali del "sacco di Roma" si citavano  i lavori nell'ex-istituto Assunzione ci pare interessante quest'articolo sullo stesso argomento, ricordiamoci che in un verbale dei VV.UU. del 2° Gruppo sezione edilizia redatto durante un sopralluogo , si accerta  che nella nuova sede della Luiss in viale Romania sono in corso dei lavori abusivi eppure a tutt'oggi si continua con il proseguimento dei lavori di "ordinaria manutenzione" come da targa di cantiere.

Articolo e foto  tratte  dal sito www.lungotevereweb.net     www.lungotevere.org

Lavori in corso ed un parco “invisibile” in stato di abbandono a via Panama

 

Roma, 5 maggio 2008 - Quella di Villa Ada e di tutte le attività che le ruotano intorno è una questione di cui si è parlato a volte (forse poche), ma su cui mai si è riuscita a fare estrema chiarezza. Qualche tempo fa ci occupammo dell’acquisto, da parte di un grande costruttore, dell’istituto religioso “Assunzione”, sito in Viale Romania. Nel corso dell’ennesimo sopralluogo in zona, abbiamo raccolto nuove informazioni e nuove immagini che possono aiutare a rendere maggiormente chiaro il quadro della situazione attuale. Ci si potrebbe domandare quale sia la connessione tra questo complesso ed una delle più antiche ville di Roma. La risposta potrebbe prendere spunto dal fatto che non si è mai capito se il territorio su cui esso si estende, e quello limitrofo, costituiscano demanio pubblico (quindi appartenenti a Villa Ada) oppure siano di pertinenza del neo-proprietario che, avendone acquisito i diritti, può usufruirne a suo piacimento. Le notizie che abbiamo raccolto informandoci presso la chiesa di San Bellarmino ci spingono ad orientarci verso la seconda ipotesi. Un sacerdote della chiesa di piazza Ungheria ci ha spiegato che quei terreni, dove al momento si trovano recinzioni e lavori in corso, non appartengono a Via Panama - il cancello,bucato, chiude una zona tra parco rabin e complesso Assunzione dove bivaccano zingari ed extracomunitari - 2.jpgVilla Ada. Ma la notizia ci è stata fornita col beneficio del dubbio. In ogni caso quei lavori, il cui ingresso è collocato in via Panama, sembrerebbero non presentare alcuna forma di irregolarità. Restano in piedi, però, le ipotesi riguardo a cosa si stia costruendo, dal momento che l’unica cosa visibile è un’enorme fossa scavata nel terreno. Accontentandoci (per ora) di queste informazioni per quel che riguarda questo enigma, procediamo verso un nuovo mistero. Su via Panama, proprio accanto al cancello che conduce al luogo dove sono in corso i lavori dell’ex “Assunzione” (ora diventata sede di una prestigiosa università privata) si staglia, poco visibile, un cancello arrugginito e chiuso con un lucchetto. Avvicinandosi si può notare la presenza di un foro di notevoli dimensioni all’interno della recinzione. Foro che conduce dall’altra parte della rete e per la precisione nel cuore di un parco che si trova esattamente tra la zona dei lavori dell’Assunzione e Parco Rabin. Entrando attraverso la recinzione ci si rende immediatamente conto delle evidenti condizioni di abbandono in cui lo stesso parco – se così si può chiamare – versa, testimoniate dall’erba altissima e da rifiuti di piccola entità abbandonati a terra. Ma la sorpresa non si limita a questo: addentrandosi ulteriormente lungo un piccolo sentiero ci si accorge della presenza di alcuni senzatetto. Non si può parlare di vero e proprio accampamento, tantomeno di villaggio, ma diverse persone sembrano trovare rifugio in questa zona apparentemente dimenticata da tutti. Assunzione - i lavori in quella che sta per diventare la nuova sede LUISS - b2.jpgRiassumendo brevemente la situazione, si può dire che ci siamo trovati davanti ad un “parco” che sorge tra il complesso dell’ex “Assunzione” ed il Parco Rabin; che è provvisto di una propria recinzione, ormai arrugginita; e che non si sa chi ne sia proprietario. Viene spontaneo, a questo punto, chiedersi se l’area sia parte di Villa Ada piuttosto che di Parco Rabin, oppure se sia terreno di difficile attribuzione lasciato da anni in disuso. Sembra anche lecito chiedersi quale fosse il suo vecchio utilizzo prima di versare in uno stato simile di abbandono. Viene, infine, da chiedersi chi sono questi senzatetto che lo popolano nelle ore diurne (e forse anche in quelle notturne). Ad oggi, però, questi interrogativi sembrano non aver ancora trovato alcuna risposta. A quanto pare, dunque, ci troviamo di fronte ad un ulteriore elemento di difficile decifrazione, come d’altra parte tutti gli altri che ruotano intorno a Villa Ada e ai suoi confini geografici. Dal canto nostro, abbiamo semplicemente fornito una breve panoramica della situazione attuale. In attesa di nuovi sviluppi.

Ilmioquartiere @ 20:44 | commenti: commenti (popup)

Piano Regolatore di Roma

Archiviato il 03/05/2008 in: la mia città

Vi diamo un piccolo assaggio del modello Roma di Veltroni e Bettini , certo ora crollato il sistema-modello sarà bello vedere cosa scoprirà la nuova giunta di centro-destra , ricordiamo a Matrix Cicciobello Rutelli rinfacciare a Gianni Alemanno le malefatte di alcuni assessori della Giunta Storace , chissà che fra un po ti tempo non s'invertano le parti. Il P.R.G. di Roma è stato approvato: o meglio la parte non ancora attuata.Infatti, grazie all’uso disinvolto del cosiddetto “accordo di programma”, il piano è stato già attuato al 50% delle sue previsioni.Questo è il cosiddetto “modello romano” della gestione del territorio: tale modello, in urbanistica, si basa su un impianto inaccettabile.Con il Piano delle Certezze del 1997 si dichiarò che non si poteva tagliare nessuna previsione urbanistica; così  nacquero i “diritti edificatori” (leggasi- diritto a costruire comunque) che dovevano essere obbligatoriamente compensati” (leggasi-se non posso edificare qui mi fai comunque edificare 5 volte di là) : con questi due sciagurati istituti si è dato inizio ad devastante meccanismo incrementale della crescita urbana. E’ il caso, per esempio, del comprensorio di Tormarancia dove in origine, nel vecchio piano (già verso la fine degli anni ’70), erano previsti 1.800.000  metri cubi; alla fine delle compensazioni sono divenuti 5.200.000 metri cubi;e ancora: l’area dell’Ex Fiera di Roma lungo la Via C. Colombo: 300.000 metri cubi di cemento su un area di appena 70.000 metri quadrati con cui si raggiungerebbero densità inaccettabili degne delle peggiori speculazioni degli anni 60 come Marconi e Magliana; eppure questa speculazione è stata chiamata “La  città dei bambini”. Ma la realtà è un’altra: dal 1991 ad oggi circa 300.000 abitanti sono andati a vivere fuori della cintura metropolitana di Roma mentre i luoghi di lavoro si concentrano nel centro storico, nei quartieri della prima periferia e all’Eur. Ogni giorno 800.000 persone sono costrette ad un estenuante pendolarismo. Inoltre al posto di chi è andato via vivono a Roma oltre 400.000 stranieri, in balia del “mercato” e costretti a finanziare un imponente fenomeno di affitti sommersi; non si trova un posto letto a meno di 400 € al mese: una stanza vale oltre 600 € .E intanto le case popolari non si costruiscono più. Nel nuovo piano viene detto che “ tutela 88 mila ettari di territorio di Roma, 2/3 dei 129 mila ettari complessivi “. Non è vero!! Guarda caso è lo stesso Comune di Roma ad aver certificato che già nel 2004  il cemento e l’asfalto coprivano 46 mila ettari; quindi già prima che il  piano fosse approvato la tutela riguardava meno dei 2/3 del territorio. Il Piano inoltre prevede la costruzione di 70 milioni di metri cubi di cemento; una stima prudente dice che verranno consumati almeno 15 mila ettari di agro. La metà del territorio di Roma sarà coperta di cemento e si continua a dire che i 2/3 sono tutelati. E ancora; per giustificare il diluvio di cemento (70 mila metri cubi per una città che non cresce da vent’anni) si dice che il vecchio piano prevedeva ben 120 milioni di metri cubi e che pertanto ne sono stati tagliati 50. Anche questo non è vero!! Il calcolo è stato effettuato sommando tutte le cubature lì previste quelle private e quelle pubbliche. In un piano “pubblicistico” come quello del 1965 erano previsti ben 9000 ettari di servizi pubblici: 180 milioni di metri cubi. Ed ecco, per incanto, i 120 milioni di residuo: scuole ed ospedali sono stati considerati come abitazioni private! Altro aspetto del piano, ambiguo e per alcuni aspetti demagogico, è il concetto di “centralità” che doveva portare nelle periferie la qualità che manca. La prima vera occasione è di pochi anni fa: i proprietari delle aree di Bufalotta (attuale Porta di Roma) sottoscrivono un contratto con il Comune di Roma in cui si impegna a realizzare una delle “mitiche centralità”. Tre milioni di metri cubi equamente distribuiti in commerciale, residenziale e terziario. Nei 2 anni trascorsi sono stati realizzati i primi due segmenti del nuovo quartiere; era arrivata l’ora degli uffici e della qualità. Ma il mercato non tira e i proprietari chiedono al comune di trasformare le previsioni di uffici in abitazioni. Le regole non si cambiano in corsa. A novembre 2007 la giunta comunale di Roma ha deciso di accettare quella proposta indecente. Così facendo a gettato a mare l’intero impianto del piano regolatore!Altro esempio: il caso di Tor di Quinto dove il piano regolatore prevedeva attività produttive; con un accordo di programma si è realizzato uno scandaloso complesso di case a ridosso della Via Flaminia.Sempre con lo strumento dell’accordo di programma in soli 7 anni sono stati realizzati in periferia 28 grandi centri commerciali e ipermercati che hanno sconvolto e reso ancora più caotico il traffico con oltre 100.000 posti auto; tutto ciò causerà, e già sta avvenendo, la chiusura definitiva di centinaia di vecchie botteghe artigianali e negozi, perché non in grado di sostenere la concorrenza della grande distribuzione internazionale. Invece di migliorare la città esistente si è scelto deliberatamente di continuare una espansione senza fine; Roma è una città senza regole, dove ha trionfato la proprietà fondiaria e la peggiore speculazione immobiliare.Solo se si metterà fine alla strategie delle deroghe avremo, forse, la possibilità di recuperare una città che sta subendo il più violento sacco urbanistico della sua storia.

Al cittadino ignorante e mentecatto che ha votato centro-destra farà piacere sapere che uno dei mega progetti del Piano Regolatore di Roma è del coltissimo e sinistrissimo arch. Massimiliano Fuksas (ricordiamo una sua dotta apparizione ad Anno Zero) la sua Nuvola «galleggerà» in una teca di acciaio e vetro, alta 32 metri, larga 75 e lunga 198. Il nuovo centro congressi sarà in grado di ospitare eventi tra loro molto diversi con una capienza fino a 9.500 persone, suddivise tra un auditorium e due grandi sale congressuali.

Il modello Roma

Nuvola 

        

«La "nuvola" di Fuksas è un sogno della città che si avvera. Con questa opera Roma si arricchisce di un altro luogo di grande architettura che resterà nel tempo». Lo ha detto il sindaco Walter Veltroni, commentando il via libera del Consiglio comunale al progetto definitivo del nuovo Centro Congressi Italia dell'Eur. «Con questo centro si colmerà la lacuna sul turismo congressuale che consentirà, in tre anni, di poter attrarre nella nostra città quel segmento di mercato».

Ilmioquartiere @ 17:28 | commenti: commenti (1)(popup)

Da vedere assolutamente

Archiviato il 03/05/2008 in: la mia città

Sarà strano , ma forse potremo incominciare a capire alcune delle cause dei risultati elettorali di domenica 27 e 28 aprile u.s. e finalmente sarà reso pubblico lo scempio urbanistico in atto a Roma per colpa non solo del suo ex sindaco Veltroni, ma di tutta la classe dirigente della cosiddetta “sinistra” ( Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani ecc.) che in questi ultimi anni ha consegnato la città ai più potenti costruttori, immobiliaristi e finanzieri di Roma.

Ecco l’elenco dei più potenti a cominciare da: Francesco Caltagirone, padrone del Messaggero, del Mattino, del Gazzettino, di reti televisive locali, azionista di spicco nelle varie aziende dell’acqua del nostro paese ed in particolare dell’Acea . E’ presente nel vincere gli appalti più importanti con le sue ditte (Vianini, Acqua Marcia ecc. ). Perché nessuno fa un indagine approfondita sul suo immane potere economico ?

Rivali negli affari immobiliaristici di Caltagirone a Roma sono i Fratelli Toti che hanno cominciato a fare la scalata al Corriere della Sera. Le ultime tre invasive varianti della Giunta Veltroni sono state in loro favore, nonostante le proteste pubbliche di Caltagirone. Da quando sono entrati come azionisti al Corriere Paolo Berdini, noto urbanista, non ha potuto più scrivere i suoi articoli di denuncia.

Bonifaci, padrone del quotidiano Il Tempo, sponsorizzato da numerosi Accordi di Programma dal potente assessore ai “Progetti speciali” Claudio Minelli.

Ma a Roma si ottengono varianti urbanistiche ( spesso in agro romano ) anche da costruttori padroni di squadre di calcio o di altri gruppi sportivi: Lotito, padrone della Lazio, Sensi padrone della Roma, Mezzaroma invece su richiesta di Veltroni si sacrifica per la pallavolo. Ogni gruppo poltico poi ha il suo costruttore di riferimento. I più noti sono: Parnasi e Veroli - Va inoltre precisato che a tutti gli appalti e i progetti più importanti c’è sempre la presenza della Lega delle Cooperative.

Non sono certo sicura che il sindaco eletto Alemanno (che ancora non ha fatto alcuna dichiarazione di opporsi al nuovo sacco di Roma) non sarà anch’esso succube dei veri padroni della città, ma almeno coloro che hanno permesso, in questi anni, nonostante le proteste e le denunce di comitati di quartiere e associazioni ( per prima la Sezione di Roma di ITALIA NOSTRA ) che questi scempi avvenissero sono stati castigati dai cittadini romani non solo per le ragioni di mancate sicurezze come ci vogliono far credere televisioni e giornali.

La trasmissione di domenica prossima sarà la prima occasione di cominciare a capire cosa è successo a Roma per coloro che lo ignoravano e potrà servire a tutti noi per opporci con più forza a non lasciare la città nelle mani di tutti gli speculatori ( grandi e piccoli ) che stanno distruggendo le sue risorse ambientali e culturali oltre che a cercare di appropriarsi dei nostri beni pubblici.

Report, la trasmissione televisiva diretta da Milena Gabanelli, manderà in onda uno dei suoi eccezionali servizi. Questa volta è di scena la politica urbanistica della Capitale Report andrà in onda Domenica 4 Maggio alle 21.30 su RAI TRE.

Sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 120 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
lunedì 05/05 alle 10.00 e alle 21.00
mercoledì 07/05 alle 23.15
venerdì 09/05 alle 04.00

Sul sito www.report.rai.it potete trovare la trascrizione integrale dei testi ed i video di tutte le inchieste di Report.





Ilmioquartiere @ 17:14 | commenti: commenti (popup)

Suggerimenti per Via Nizza e via Alessandria

Archiviato il 01/05/2008 in: 2°-municipio

Incidente incrocioRitornando alla vita di quartiere , ci piacerebbe conoscere  le statistiche relative agli incidenti stradali  nell'incrocio tra Via Mantova e Via Nizza , sicuramente stareno sull'ordine delle decine , con feriti più o meno gravi. Durante la ristrutturazione della via è stato installato a circa 70 80 metri dall'incrocio in questione un semaforo che doveva servire a limitare la velocità non permettendo agli automobilisti indisciplinati di trasformare la via in un rettilineo tra piazza Fiume e Viale Regina Margherità.

Tale accorgimento non è servito, in quanto la maggioranza degli automobilisti lo ignora, e inoltre l'attraversamento di Via Nizza in corrispondenza di Via Mantova è reso pericoloso dalla sosta di autovetture in corrispondenza delle striscie pedonali nel tratto finale della stessa via , le autovetture in sosta vietata ostacolano la visuale a coloro che attraversano costringendoli ad invadere la carreggiata con la conseguenza di creare i presupposti per un incidente per le autovetture  che sopraggiungono dai due sensi di percorrenza. Sarebbe opportuno che un semaforo venisse attivato in corrispondenza dell'incrocio in modo di limitare o annullare la possibilità d'incidenti.

Per quanto riguarda Via Alessandria sarebbe opportuno creare dei posti per la sosta dei furgoni degli ambulanti dalle ore 07,00 alle ore 15,00 ( o nelle ore di mercato) sul lato sinistro della via nel tratto antistante l'ufficio postale di Roma 26, eliminando così la sosta selvaggia degli ambulanti la quale crea dei problemi di viabilità nella circolazione intorno al Mercato Nomentana che si ripercuote per tutta la via.

Incidente incrocio

Ilmioquartiere @ 18:40 | commenti: commenti (1)(popup)

Cuori Neri...Cuori Rossi

Archiviato il 01/05/2008 in: la mia città

Nei post precedenti avevamo parlato di Cuori Neri nelle candidature del Pd a Roma e nel 2° Municipio , oggi vogliamo ricordare quei ragazzi Cuori Neri che a ragione o a torto sono morti  durante gli anni di piombo , quei militanti di destra quando essere di destra era scomodo nelle scuole , nelle fabbriche e nei posti di lavoro, molti di quei ragazzi uccisi erano romani , in un post avevamo parlato di un sogno la conquista di Roma come la conquista del cielo, forse loro il cielo già lo avevano ora anche Roma.

Speriamo che quegli anni di piombo non tornino più visto che sia per i Cuori Neri che per i Cuori Rossi il colore del sangue è sempre lo stesso, e le lacrime delle madri è uguale.

Ilmioquartiere @ 18:01 | commenti: commenti (popup)

Fascisti su.......Roma

Archiviato il 01/05/2008 in: la mia città

Pochi anni fà è uscito un film satirico intitolato "Fascisti su Roma" era la versione cinematografica di uno spettacolo comico di Corrado Guzzanti che immaginava un futuristico fascismo sul pianeta rosso Marte , in questa settimana che si aspettava il ballottaggio tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli da parte dei media vicini al centro sinistra e da parte della propaganda di una certa sinistra antagonista si è cercato di demonizzare il candidato di centro destra rispolverando e lucidando tutta una serie di fatti e luoghi comuni che certamente visto il risultato il cittadino romano non ha preso in considerazione.

Si è messo Alemanno in posa vicino a una celtica, si è scavato nel suo intimo se portava o non portava al collo una croce celtica, si è parlato di all'armi son fascisti, di Roma non fa la stupida, della marea nera su Roma , il marcio su Roma e del il vento di destra su Roma da questo clima e da questi titoli ha origine il secondo suicidio della classe politica del Pd , dopo che poche settimane prima super Silvio li aveva abbondantemente messi in riga con un distacco percentuale pesante.

Ma l'italiano medio quello che non arriva alla quarta settimana , quello che ha un mutuo addosso da pagare per 30 anni , dopo circa due settimane ha detto no anche a Roma , non era più solo al nord dei rozzi leghisti o a sud dove votano le coppole, ma anche qui a Roma nel regno di super Vuolter con il cardinale Mazzarino Bottini che i romani si sono tolti il sassolino dalla scarpa come ha fatto il Nord leghista o il sud ricoperto di spazzatura che Bassolino e soci avevano accumolato.

Gli incubi che per qualche anno assillerano gli uomini del Pd e della sinistra arcobaleno sono reali sia nel Paese che a Roma: la sinistra non rappresenta la maggioranza nel paese, e non perché esistono poteri occulti, religiosi o quant'altro a fare da diga o da tappo : ma perché nel Paese è una rappresentanza sociale minoritaria, punto e basta nessun mistero e nessuna trama è la democrazia solo democrazia.

Fino che la sinistra non prenderà atto che è minoranza , fino che la sinistra si chiuderà sulle terrazze romane e nei salotti , fino che la sinistra riterrà che la cultura è sua egemonia visto che sul palco del comizio di Walter Veltroni c'erano la Ferilli , Pippo Baudo e i fiori di Carla Fracci starà all'opposizione 10 anni.

Forse solo così togliendo nani e ballerine , riscoprendo la maniera sana di fare politica , ricominciando a frequentare le sezioni e i quartieri , lasciando le tezzazze e i salotti ai radical-chic potrà aspirare a ritornare forza di lotta e di governo, una sana cura dimagrante e un sano digiuno di posti nelle municipalizzate, nel sottogoverno potranno consentire di ricostruire un consenso popolare  che oggi manca proprio dove la sinistra lo dovrebbe avere, senza lunghe ed argute analisi del voto romano basta vedere la mappa sottostante dove ha vinto il centro-destra e dove Cicciobello.

Roma Nuova

Ilmioquartiere @ 17:34 | commenti: commenti (popup)



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