IL PAESE DEI BALOCCHI

Archiviato il 29/01/2008 in: fuoridalquartiere

Fonte BankItalia

ALLARME BANKITALIA: STIPENDI TROPPO BASSI - Anche troppi giovani in affitto e famiglie troppo indebitate

 Il reddito delle famiglie con capofamiglia lavoratore dipendente «è rimasto sostanzialmente stabile» (+0,3%) dal 2000 al 2006, considerando l'aumento del costo della vita. Lo sottolinea la Banca d'Italia nell'indagine campionaria sui bilanci delle famiglie italiane nel 2006. Ciò significa che gli eventuali aumenti di stipendio sono stati di fatto «divorati» dall'aumento dell'inflazione.

Nello studio si evidenzia che invece il reddito delle famiglie con capofamiglia lavoratore autonomo, nello stesso periodo, sempre in termini reali, è cresciuto del 13,1%.

Le famiglie che devono contare su un capofamiglia a libro paga, invece, da ben sei anni (l’indagine è stata effettuata su dati che vanno dal 2000 al 2006) debbono contare dunque più o meno sempre sullo stesso budget. Nell'ultimo biennio (2004-2006) si è registrata, per la precisione, una crescita dei redditi del 4,3% in termini reali. Ma questo incremento, osserva lo studio di Bankitalia, «compensa soltanto in parte la riduzione osservata fra il 2000 e il 2004».

Nella eterogenea categoria dei lavoratori non dipendenti va meglio alle famiglie di artigiani e titolari di imprese familiari e imprenditori che hanno visto il loro reddito crescere dell'11,2% dal 2004 al 2006. Addirittura «negativo» invece l'andamento del bilancio familiare per le altre tipologie, come i liberi professionisti o i lavoratori atipici.

Per una volta il più virtuoso è il Sud, in termini di bilancio familiare: dallo studio di Palazzo Koch emerge infatti che il reddito familiare medio mostra una crescita in termini reali maggiore al Sud e alle Isole (5,6%) rispetto al Centro (3,5%) e al Nord (0,7%). L'istituto spiega che il migliore risultato, relativo sempre al biennio 2004-2006, registrato dai nuclei del Sud «è in misura significativa legato alla maggiore crescita del numero medio di percettori per famiglia». Insomma, non è merito degli stipendi aumentati: al Sud sono entrati nel mondo del lavoro più figli e mogli rispetto al recente passato.

Si lavora di più, quindi. Ma nel 2006 l’esercito dei «bamboccioni» resta immenso: il 73% dei giovani in età compresa tra i 20 e i 30 anni viveva ancora con i genitori. Il trend tuttavia è in calo e segna una diminuzione del 2,6% a partire dal 2002, invertendo così «la generale tendenza alla crescita rilevata nel trentennio»: nel 1977 infatti tale quota era addirittura del 54%.

Cresce intanto il numero delle famiglie indebitate in Italia: nel 2006 il 26,1% dei nuclei (rispetto al 24,6% del 2004) ha qualche rata da pagare a fine mese. I mutui costituiscono il 60% del totale dell'indebitamento mentre quelli per acquisto di beni di consumo solamente il 10% del totale. Dallo studio della Banca d'Italia sui bilanci familiari nel 2006 si mette in evidenza che più cresce il numero dei componenti della famiglia (da uno a quattro) più sale il monte debiti. Anche le famiglie in cui il capofamiglia è pensionato sono particolarmente esposte ai debiti. Più alto il numero delle famiglie indebitate per acquisto di beni di consumo (12,8%), dall'auto al divano nuovo, che invece per il classico mutuo acceso per comprare la casa (11,6%). Il rapporto medio del debito delle famiglie sul reddito è del 33% mentre il valore medio è di 10.486 euro. Più indebitati i nuclei dove ci sono lavoratori indipendenti (44,4%) rispetto a quelli dei lavoratori dipendenti (33,6%).

Per la metà delle famiglie italiane il reddito annuo non supera i 26mila euro all’anno. «Il 20% delle famiglie - sottolinea Palazzo Koch - ha un reddito annuale inferiore ai 15.334 euro (circa 1.278 euro al mese), mentre metà delle famiglie ha percepito un reddito non superiore ai 26.062 euro. Il 10% delle famiglie più agiate - invece - ha un reddito superiore ai 55.712 euro». In altre parole il 10% delle famiglie con il reddito più basso - spiega Bankitalia - percepisce il 2,6% del totale dei redditi prodotti; il 10% delle famiglie con redditi più elevati percepisce invece la stessa quota del reddito totale posseduta della metà delle famiglie meno abbienti (circa il 26,4%): entrambi i valori non si discostano da quelli riscontrati nelle analisi precedenti, nel 2004 e nel 2002.

Nel 2006 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi previdenziali e assistenziali, è risultato di 31.792 euro, pari a 2.649 euro al mese. Rispetto alla precedente rilevazione, fatta nel 2004, il reddito familiare medio aumenta - rileva la Banca d'Italia - del 7,8% in termini nominali, pari al 2,6% in termini reali. Scendendo dal reddito delle famiglie nel complesso a quello dei singoli percettori, il reddito da lavoro dipendente è risultato pari a 16.045 euro, con una crescita dell'1,2% in termini reali. Per contro - si legge sempre nell'indagine di Palazzo Koch - quello da lavoro indipendente è stato pari a 22.057 euro (in lieve diminuzione, -0,1%, rispetto al 2004).

Guadagnano più gli uomini che le donne, siano essi dipendenti o autonomi, più al Nord che al Sud, più i laureati che coloro che non hanno titolo di studio, più gli anziani che i giovani. Il divario uomini-donne è mediamente di oltre 5.000 euro l'anno. Un laureato invece guadagna mediamente più del doppio (25.090 euro annui) rispetto al lavoratore senza titolo di studio (10.436).

Il 6,3% dei lavoratori dipendenti italiani risulta «povero» e nel Mezzogiorno la quota sale al 27,3% (contro il 7% al Centro e il 4,8% nel Nord). Secondo la Banca d’Italia, «tra il 2000 e il 2004 la quota di lavoratori dipendenti in condizione di povertà è salita dal 5,9% al 7%, per poi attestarsi nel 2006 al 6,3%; per i lavoratori autonomi la stessa incidenza è scesa dall’8,1% del 2000 al 7,2% nel 2004, per risalire al 7,5% nel 2006». La maggior parte delle famiglie (57%) rimane nella stessa classe di reddito del 2004: «Questa percentuale è la stessa osservata nel periodo 2002-2004, mentre è più elevata rispetto a quella misurata fra il 2000 e il 2002 (53%)».

Il 68,7% delle famiglie italiane vive in abitazioni di proprietà, il 20,9% in affitto, il 7% in case occupate a uso gratuito, il 3,1% in usufrutto ed il restante 0,4% in abitazioni a riscatto. Per Bankitalia, «rispetto alla precedente rilevazione, aumenta di un punto percentuale la quota di famiglie proprietarie» e si riduce quella delle famiglie in affitto. Al contrario, cresce negli ultimi due anni (dal 35,4 al 37,7%) il numero delle famiglie con capofamiglia di età inferiore ai 31 anni che vive in affitto.

Ilmioquartiere @ 20:52 | commenti: commenti (popup)

Rimozioni forzate - 2^ puntata

Archiviato il 25/01/2008 in: fuoridalquartiere

Lo scandalo nello scandalo. Dopo l’inchiesta del Messaggero sul perverso sistema delle rimozioni delle auto in divieto di sosta, di cui al nostro precedente post, se ne apriranno altri filoni probabilmente su vari intrallazzi gestiti dal consorzio Clt uno sulle modalità di calcolo della tariffa da pagare per ottenere la restituzione dell’auto. Il tutto nasce da un episodio, accaduto proprio nel deposito Farnesina in viale Antonino di S.Giuliano nei pressi di Ponte Milvio, denunciato prima ai Carabinieri e poi a il Messaggero dal malcapitato automobilista.

Il quale al  momento di ritirare l’auto infatti, nel controllare il verbale di restituzione si è accorto che sullo stesso negli appositi spazi sono state riportate numerose abrasioni e scalfiture del tutto inesistenti, perché fisicamente sulla sua automobile non ce n’è neanche una. Il proprietario si è domandato  che pro questo verbale del tutto falso, forse a fini assicurativi ? Poi ad una lettura più attenta del verbale sono saltate poi fuori altre stranezze quali la distanza percorsa dall’auto-gru calcolata in 6 km anziché 3,7 (attenzione, la tariffa da pagare si base anche su questo parametro) ed il peso dell’auto rimossa, una Panda, calcolato in 2500 Kg (come se fosse a pieno carico, cioè con 4 persone a bordo) anziché 1060 Kg (ed immaginate un po’ ? la tariffa tiene conto anche di questo secondo parametro).

Sommando le due cose l’attento automobilista si è accorto di aver pagato 8 euro in più del dovuto, certo poca cosa pur di rientrare in possesso velocemente della propria auto ma ha comunque ritenuto giusto denunciare la vessazione, non foss’altro per il fatto che 8 euro moltiplicati per 70.000 auto rimosse ogni anno dal CLT fanno una bella sommetta sottratta dalle tasche dei cittadini. L'altro intrallazzo riguarda la dotazioni agli operatori della Clt di un palmare dove inserire i dati delle autovetture rimosse,  il deposito e sapere in tempo reale la posizione del carro attrezzi più vicino, di questa meraviglia tecnologica non si è vista l'utilità in quanto a tutt'oggi dopo tre anni il servizio non è disponibile, intanto il Comune di Roma ha pagato la bella somma di circa 250.000 euro mentre la società informatica S3S srl che si doveva occupare del progetto è fallita , il costo dell'intero software ero solo di 500.000 euro più iva. Inoltre la Clt voleva anche l'appalto del parcheggio interno al Policlinico, con una gara bandita appositamente sotto il periodo di ferragosto un geometra del Comune di Roma sodale nel consorzio, è stato fermato dagli inquirenti mentre consegnava n°3 buste per la gara ad un responsabile dei servizi tecnici dell'Umberto I, indovinate un pò di chi era la migliore offerta, in questa gara tipo "ti piace vincere facile" il nostro Consorzio Clt. Meditate gente, meditate noi viviamo nella Capitale del "modello Roma".

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Revisione estimi catastali - arretrati

Archiviato il 25/01/2008 in: rendite-catastali

L’obbligo di regolare il pregresso di cinque anni scatterà soltanto in alcuni casi e per omessa denuncia

Ancora novità per quanto riguarda la revisione degli estimi catastali capitolini. Il pagamento degli arretrati ICI, dovuti per gli anni 2002-2007, non spetta a tutti. A rivelarlo, l’amministratore unico di RomaEntrate S.p.A., Andrea Ferri: «Colgo l’occasione offerta dall’approfondimento che Il Tempo ha dedicato alla campagna di autoregolarizzazione del classamento catastale in atto a Roma per aggiungere informazioni relative al pagamento di eventuali arretrati ICI.

La revisione del classamento catastale non comporta per i proprietari un automatico obbligo a pagare gli arretrati. Infatti lo scostamento tra la classe catastale originaria e le caratteristiche effettive di un immobile, che deve essere certificato nel DocFa a firma cli un tecnico abilitato e presentato agli uffici dell'Agenzia del Territorio, comporta per tutti la rettifica dell’assegnazione della classe catastale, con effetti sull'ICI dovuta a partire dal 2008 in poi. Ma ciò non significa che venga evidenziata per ciascuno la corrispondente responsabilità individuale di omissione tributaria, che è ciò che fa scattare l’obbligo del pagamento degli arretrati.

Ecco alcuni esempi.

Gli arretrati non sono dovuti:

1) se l’adeguamento della categoria catastale è dovuto a un incremento qualitativo dell'immobile riconducibile a fattori esterni (migliorie che riguardano l’intero edificio, come l’installazione dell’ascensore o dell'impianto cli riscaldamento);

2) se una serie di interventi minori, eseguiti in tempi diversi nell’immobile, e che risultano in una nuova planimetria, hanno portato all'attuale necessità di riclassificazione;

3) se l'adeguamento di categoria risulta da interventi eseguiti nell’appartamento, oggetto di regolare denuncia in catasto, a seguito della quale era stata riconfermata la vecchia categoria.

Gli arretrati sono dovuti:

1) accatastamento di immobiii che in precedenza non risultavano censiti in catasto e che, pur realizzati in anni passati, acquisiscono solo oggi categoria, classe, consistenza e rendita (ad esempio gli immobili che sono stati oggetto di condono/sanatoria e per i quali non è ancora stata presentata denuncia in catasto);

2) accatastamento di immobili per i quali è stata presentata regolare denuncia in catasto che ancora non sono stati oggetto di censimento (dichiarate “in costruzione” o “in ristrutturazione”);

3) fabbricati “ex rurali” accatastati come abitazioni;

4) immobili che hanno subito un mutamento di destinazione d'uso senza che si sia provveduto a denunciarne l’effettiva categoria in catasto (magazzini trasformati in negozio, abitazioni in ufficio, ecc).

Sottolineo che si tratta di interventi che avrebbero dovuto essere sempre dichiarati in catasto a cura del cittadino: la definizione agevolata riguarda la riduzione degli effetti fiscali di questi adempimenti. Come l'Amministrazione ha più volte sottolineato, con questa iniziativa non si intende “far cassa”, ma procedere a una efficace e puntuale bonifica delle banche dati catastali e a un’operazione di equità fiscale, allineando i valori catastali di immobili per i quali esistono fondati elementi di incongruità»

 

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TITANIC ITALIA IL COSTO DELLA POLITICA

Archiviato il 23/01/2008 in: fuoridalquartiere

Dal Corriere della sera del 20 gennaio


C'è chi è stato assunto dal fratello. Chi da un amico. Chi ha fatto un balzo di stipendio. Per molti la politica è un affare vero. Quattro parole per uno stipendio da ricchi. Le quattro parole sono “rimborso permessi incarico pubblico”: soldi – ovviamente pubblici – che la Provincia paga all’azienda nella quale risulta assunto il consigliere e che in definitiva arrivano sul conto corrente del politico.

Per spiegare il meccanismo: la ditta che ha assunto un consigliere provinciale quasi certamente lo vedrà poco al lavoro, ma neanche pagherà interamente il suo stipendio. O meglio: anticipa il pagamento, ma un mese dopo quello stesso importo sarà rimborsato dall’ente locale. Per l’azienda che assume, dunque, i costi non sembrano alti.
E così l’ex sindaco di Valmontone – Angelo Miele, Sdi – riceve per anni seimilacinquecento euro al mese dal negozio di Miele Martina e Sale Maria Laura, rispettivamente sua figlia e sua moglie. Non si tratta della “busta paga” più alta: alcuni, grazie a queste quattro parole, incassano diciannovemila euro al mese. Il vero costo della politica dunque, non è nei gettoni di presenza o negli stipendi istituzionali: ma qui, nei rimborsi.

Altro esempio: Ruggero Ruggeri (Pd) è al servizio della “Fratelli Ruggeri”; si tratta di fratelli suoi. Per spiegare il quadro complessivo: prima di diventare consigliere Alessandro Coloni (Pd) aveva (Unico 2003) un reddito annuo di 2.404 euro; nel 2006 dopo quattro anni di rimborsi, di euro ne ha dichiarati 124 mila; e così pure Massimo D’Avenia (La Destra) che in questi quattro anni – cioè dalle provinciali del 2003 al 2006 – ha visto aumentare i propri rimborsi fino a quasi diciannovemila euro incassati nel febbraio 2006: lui ha quasi quadruplicato il suo reddito annuo, passando dai 49 mila del 2002 ai 181 mila del 2007 per il suo 2006; per la precisione, il suo stipendio (o meglio, il rimborso) è passato dai seimila euro e cinquantaquattro centesimi (ottobre 2004) ai tredicimila del novembre 2005, fino ai 18.775,96 incassati nel febbraio 2006 (naturalmente cresce anche il numero delle ore per le quali richiede il rimborso, da 147 a 173).

E così – escludendo ovviamente i casi come quello di Stefano Di Magno, consigliere provinciale di An arrestato a maggio 2006 perché, diceva l’accusa, nella sua attività politica favoriva l’azienda di Trasporti Atan dalla quale percepiva uno stipendio, rimborsato da Palazzo Valentini, di 7824 euro al mese – ecco, escludendo casi simili, si può forse sostenere che fare il consigliere provinciale conviene: garantisce spesso facilità di trovare lavoro, stipendi di sovente molto alti (che in ogni caso vanno aggiunti ai duemila euro di gettoni mensili pagati dalla Provincia per l’attività politica), senza contare che – in caso di perdita del posto – i consiglieri non solo ne trovano in poco tempo un altro, ma quasi sempre col nuovo incarico il loro stipendio risulta più alto. Per esempio: Francesco Paolo Posa (Margherita) ha cambiato tre lavori in quattro anni, incassando rimborsi oltre i diecimila euro al mese. Sia chiaro: le carte delle quali il Corriere è entrato in possesso riguardano alcuni consiglieri provinciali. Di certo c’è chi, con condotta eticamente impeccabile, ha conservato il lavoro (e lo stipendio) che aveva prima di essere eletto. Ma altri hanno sfruttato queste quattro parole, “rimborso permessi pubblico impiego”.

Potrebbero spiegarsi così – ma certo anche con altri introiti – queste dichiarazioni dei redditi che, dal 2002 (cioè prima delle elezioni) al 2006 (cioè dopo quattro anni di incarico politico) crescono in modo apparentemente inequivocabile.

Bruno Putrella (An) raddoppia: dai 59.693 del 2002 ai 121mila del 2006; lui, Putrella, per le ore dedicate alla politica e sottratte al lavoro nel periodo gennaio-febbraio 2006, ha incassato 14.445,39; Leonardo Catarci, Forza Italia, da agosto a ottobre 2005, tre mesi, ha portato a casa, quale dipendente della “A-Due costruzioni”, più di quindicimila euro; anche Francesco Paolo Posa raddoppia la dichiarazione dei redditi, o quasi: dai 52 mila ai 93 mila; Miele passa dai 47 mila del 2002 agli attuali 99mila. A guardare l’entità dei rimborsi, il vicecapogruppo del Pd Coloni si è mantenuto stabile: 23 mila euro per i due mesi Ottobre-Novembre 2003, 30mila per dicembre 2003 e gennaio-febbraio 2004, 34 mila per marzo-aprile-maggio 2004.

La pratica, in ogni caso, appare diffusa: per fare l’ennesimo esempio, Guido Milana, tra ottobre e dicembre 2003, ha incassato 35 mila euro.

E, mese dopo mese, rimborso dopo rimborso, tutto va avanti così: il consigliere assunto in una qualche ditta, spesso non va a lavorare perché impegnato nella battaglia politica e intanto percepisce il rimborso dello stipendio. Pagato, ovviamente, con denaro pubblico.

Di questo, però, nessuno parla. Forse perché il segreto del continuo lievitare dei costi della politica potrebbe non essere nello stipendio “ufficiale” del politico locale, ma in queste quattro parole: rimborso permessi incarico pubblico.

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MODELLO ROMA - RIMOZIONE AUTO

Archiviato il 22/01/2008 in: fuoridalquartiere

Da un inchiesta della Procura di Roma , partita per una rapina in banca usando un carro attrezzi come ariete, si è scoperchiato l'ennessimo malaffare a danno del cittadino romano. L'ordine da parte del Crt , il Consorzio Laziale Traffico che dal 2005 gestisce per conto del Comune di Roma tutto il sistema rimozioni, era " Rimuovete solo le macchine costose o nuove. Lasciate stare i cassoni vecchi e arruginiti" questa disposizione era stata fatta arrivare alla Polizia Municipale , anzi l'ex Comandante del Corpo Aldo Zanetti, aveva inserito le rimozioni tra gli obbiettivi dei singoli gruppi dei VV.UU. per ottenere a fine anno il premio di produzione , il Comandante del XVII gruppo in modo zelante per non essere da meno aveva fissato l'obbiettivo per i propri uomini in almeno 4 autovetture al giorno per turno di servizio.Così le rimozioni effettuate nel 2004 che erano state 50.500 diventano nel 2005 60.932 e nel 2006 sfondano la cifra di 70.000, pensando che ogni rimozione costa al proprietario una multa di €. 75 più 8 euro al giorno per il numero di giorni di permanenza al deposito, si arriva a capire che giro d'affari era dietro il racket delle rimozioni.Gli indagati sono quattro: Luca Pucci, Stefano De Angelis altri 2 dipendenti del Consorzio. Il De Angelis è un geometra dell'assessorato ai lavori pubblici del Comune di Roma, il geometra si ritiene collegato ad una delle imprese che fanno parte Clt.L'ipotesi di reato avanzata dal Pm Carlo Lasperanza è abuso in atti d'ufficio in concorso tra loro, con la complicità di alcuni agenti della Polizia Urbana ancora da identificare. Sempre per la serie del "Modello Roma" e della regione Lazio Luca Pucci è il fratello di Maurizio Pucci che troviamo nella Lista Civica per Marazzo governatore attualmente è il direttore della Protezione Civile del Lazio, prima è stato anche direttore operativo dell'AMA  Spa ,  amministratore delegato di Musica per Roma e Direttore Ufficio Coordinamento Cantieri della Agenzia del Giubileo. Chissà se un giorno il Dott. Piero Marrazzo quando non sarà più governatore del Lazio, ci farà una bella puntata di "Mi manda RAI 3" , e ci parlerà del racket delle rimozioni.

Ilmioquartiere @ 21:01 | commenti: commenti (popup)

IL DEGRADO DI ROMA

Archiviato il 20/01/2008 in: fuoridalquartiere

dal settimanale Panorama - Quanto sei brutta Roma

Il dito contro il «gravissimo degrado di Roma» lo ha puntato il Pontefice, Benedetto XVI, lo scorso giovedì 10 gennaio, durante l’udienza agli amministratori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. Ma la capitale è davvero una città degradata? Panorama l’ha voluto verificare con un viaggio fotografico.

Iniziamo sabato 12 gennaio dal centralissimo Esquilino, rione multietnico per eccellenza. Piove, e dopo appena 3 ore di pioggia attraversare a piedi le strade che circondano piazza Vittorio è un’impresa: sono allagate. Facciamo lo slalom tra file di bancarelle stile suq e pozzanghere.

«Non c’è più un fornaio» lamenta Luciana Gasperini, presidente dell’associazione di cittadini Via Merulana per l’Esquilino. «Di pomeriggio, in pieno giorno, le prostitute lavorano fra le siepi dei giardini della piazza».

Proseguiamo verso Colle Oppio passando per via Merulana. Costeggiando la strada che collega due grandi basiliche romane, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, un edificio fatiscente: l’ex ufficio d’igiene, mai ristrutturato. I giardini di Colle Oppio sono deserti. In fondo al vialone, che le macchine possono attraversare anche quando giocano i bambini, si staglia il Colosseo. Il panorama è mozzafiato, ma intorno ai monumenti, con le pareti annerite dai falò di chi li ha usati per improvvisati ripari, crescono erbacce e anche il prato, attraversato da viali di sampietrini sconnessi, non sembra proprio all’inglese.

Viene in mente l’impari confronto con un qualsiasi giardino newyorkese, curato, attrezzato con tavoli e sedie pieghevoli. Più avanti un’area monumentale è in ristrutturazione. Il cartello dice: inizio lavori aprile 2003, fine entro 883 giorni. Fanno poco più di 2 anni, ma ne sono passati già 4.

Arriviamo a piazza di Spagna, il salotto buono della capitale. «Peccato che, sebbene si siano spesi 2 milioni di euro per renderla isola pedonale, tuttora è attraversata a velocità eccessiva dalle macchine e usata come parcheggio, sotto gli occhi dei vigili» racconta Nikos Sikloglou, presidente dell’associazione cittadini piazza di Spagna. «Ci piacerebbe abbellirla di decorazioni floreali, ma a queste condizioni è improponibile».

Aggiunge Adriano Angelini, presidente dell’associazione Tridente centro storico: «Gli ascensori per Trinità dei Monti sono rimasti rotti durante le feste natalizie, una delle panchine all’uscita della metro è inutilizzabile da mesi, bottiglie e motorini sono abbandonati nel verde verso il Pincio, un segno d’incuria».

Attraversiamo la centralissima via della Croce, che i residenti hanno ribattezzato «piscina» perché quando piove ne ha le sembianze, per raggiungere piazza Augusto Imperatore. Vi si affaccia via Soderini: qui, sul retro di un supermercato, staziona un gruppo di barboni dall’accento straniero. C’è puzza di alcol e pipì.

Ultima tappa in centro storico, via Veneto. A ridosso delle Mura aureliane un sottopasso è ormai adibito a dormitorio. Forse per una sorta di solidarietà alla romana, gli spazzini ne puliscono solo un tratto, dicono dallo staff di Samuele Piccolo, consigliere comunale di An che ha segnalato il caso in comune come uno dei tanti segni di fallimento della politica dell’accoglienza.

Domenica mattina le vie del quartiere popolarchic di San Lorenzo, teatro di una recente sparatoria in pieno giorno, sono spazzate di fresco dai resti dell’invasione giovanile del sabato sera. Ma muri e portoni restano imbrattati da scritte. Quattrocento famiglie d’immigrati e di italiani senza casa hanno occupato la sede dell’ex ospedale Regina Elena: gli stendini sono piazzati a ridosso di sale dove giacciono abbandonati macchinari medici e cartelle cliniche, in barba allo spreco e alla privacy, l’insegna di pericolo radioattività in bella vista. Una recente indagine del Cnr afferma che nel Lazio una persona su cinque è povera, cioè il 21,8 per cento. Una cifra eclatante: l’Istat nel 2006 indicava l’incidenza della povertà nella regione pari al 7 per cento. Si stima la presenza di 7.900 nomadi.

A largo Preneste, non lontano dal centro storico, anche dopo gli sgomberi alla sede dell’ex Snia Viscosa restano insediamenti abusivi e il locale comitato di cittadini Area verde denuncia il problema della sicurezza e della riqualificazione dei pochi spazi verdi, preda della spazzatura. La stessa che ricopre gli argini del Tevere all’Ostiense, altezza del Gazometro, dove c’è pure una centrale elettrica a gasolio oggetto delle proteste dei residenti.

In zona l’ex Mira Lanza, diventata baraccopoli, è stata sgomberata solo ora, dopo un incendio. L’Infernetto, contrariamente al nome, è un quartiere di ville della periferia sud di Roma, verso il mare. Ma molte sono le strade non ancora asfaltate con grandi buche. «Vogliamo segnalare che qui 2 anni fa è stato costruito un moderno asilo pubblico ancora, inspiegabilmente, mai aperto. E anche questo è degrado» puntualizza Corrado Stillo dell’Associazione Dossetti. L’associazione di tutela dei diritti punta l’indice anche contro la stazione di Tor di Valle, che serve il Torrino, quartiere da 50 mila abitanti sempre a Roma sud. Una fermata nel nulla. Potrebbe essere la prossima Tor di Quinto, avvertono, la stazione dove è stata uccisa Giovanna Reggiani.

degradodiromasun's photo from 10/2/07

Ilmioquartiere @ 20:17 | commenti: commenti (1)(popup)

Modello Roma - Le buche di Roma

Archiviato il 20/01/2008 in: 2°-municipio

Le foto scattate da un nostro residente riguardano, delle voragini  (buche non sarebbe corretto) presenti sul manto stradale nei pressi della ex porta Salaria e nei pressi della stessa via Salaria, inoltre passeggiando per via del Corso abbiamo documentato e ci siamo chiesti come possono smaltire l'acqua piovana i chiusini che si trovano ad una quota di 7-8 cm al di sopra del livello del piano stradale? Poi abbiamo ricordato il clamore per la sistemazione dei marciapiedi di via del Corso da parte del mitico Walter Veltroni ed abbiamo realizzato che vivevamo nella capitale del "modello Roma" dove tutto è cinema ed effimero.Vuoi mettere essere governati da Walter ed avere il doppione povero del Festival del Cinema di Venezia......, però con strade dalle buche D.O.C. "style Rome".

buca romana

buca romana

                        Buche a Piazza Fiume

 

Porta Salariatombino stradale

                                                                                                  Tombino rialzato a via del Corso

aqua stagnante

Pozzanghera a via del Corso

buca romana                                                                                                  Buche a Via Salaria

Ilmioquartiere @ 19:26 | commenti: commenti (popup)

Maleducazione civica

Archiviato il 15/01/2008 in: 2°-municipio

In un dossier raccolto dal Difensore civico i comportamenti "incivili" dei cittadini.
Preso a caso il mese di ottobre, Ottavio Marotta ha inserito in una cartella speciale le segnalazioni dei cittadini, gli articoli di giornale, le lettere e ciò che ha visto con i propri occhi in tema di "maleducazione civica" e lo ha catalogato per grandi temi. Una scelta di chiarezza, quella voluta dal Difensore civico che, sempre perché dalla parte dei diritti dei cittadini, fa una metaforica tirata d'orecchi a chi mal si comporta. I costi economici e sociali della maleducazione civica sono ingenti: per le casse del Comune che spende imponenti risorse per garantire un ambiente urbano vivibile e per la collettività che è costretta a subire le scorrettezze di alcuni.
Scorrendo il dossier si incontra un intero campionario di comportamenti fuori dalle regole con inevitabili sconfinamenti in violazioni vere e proprie se non addirittura in reati. Si passa dalla cartaccia buttata per terra al non pagamento del bollettino per la mensa scolastica del figlio, dal parcheggio in doppia fila a quello sullo spazio riservato agli invalidi, dalle deiezioni canine non raccolte alle moto che camminano sui marciapiedi.

Ecco di cosa si lamentano i romani

Cittadini al volante
Sosta selvaggia in seconda o terza fila con relativo blocco del traffico (bus bloccati, ritardo sul posto di lavoro, stress)
Auto parcheggiate sui marciapiedi che impediscono il passaggio dei pedoni
Auto parcheggiate sui marciapiedi che bloccano l'uscita dai portoni
Auto parcheggiate sui passi carrabili
Auto parcheggiate sulle strisce pedonali
Auto parcheggiate sulle aree pedonali
Auto parcheggiate abusivamente nei posti riservati ai disabili
Auto parcheggiate sui parcheggi riservati ai motorini
Cassonetti spostati per parcheggiare (che a loro volta finiscono sulle fermate dei bus, nelle aree carico e scarico merci, sulle strisce blu)

Centauri contromano
Centauri sui marciapiedi per scavalcare il traffico
Moto parcheggiate sui marciapiedi
Moto parcheggiate sulle strisce blu
Moto parcheggiate "a incastro" fra le auto che impediscono alle stesse di uscire dal parcheggio

Cittadini che sporcano
Buttare fuori dai cestini cartacce, giornali, bottigliette, rifiuti di ogni genere,mozziconi di sigarette abbandonati invece nei giardini, sui marciapiedi, lungo i bordi delle strade, sui mezzi pubblici, nei cinema, nei locali pubblici
Escrementi dei cani sui marciapiedi, nei parchi
Discariche abusive nei parchi
Immondizia lasciata fuori dai cassonetti
Materassi, divani, water, elettrodomestici, calcinacci ecc. lasciati intorno ai cassonetti

Vandalismo
Panchine divelte, spostate, rotte, rubate
Fontanelle otturate, verniciate
Monumenti imbrattati
Scritte sui muri

Comportamenti maleducati
Cedere il posto a sedere ad anziani, donne incinta, disabili
Parlare a voce alta nei luoghi pubblici
Doppie, triple, quadruple file agli sportelli degli uffici, dei supermercati, degli imbarchi, dei cinema
Suonerie dei cellulari a volume alto

Relativamente a quanto sopra sarebbe bello sapere cosa ne pensano i cittadini.


Ilmioquartiere @ 18:58 | commenti: commenti (2)(popup)

Notte a piazza Alessandria

Archiviato il 13/01/2008 in:

Lenta scivola la notte.....

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Ilmioquartiere @ 18:29 | commenti: commenti (popup)

Degrado in piazza Alessandria.

Archiviato il 13/01/2008 in: 2°-municipio

 

La buca attende un'altro anno che passa, il contenitore del contatore idrico del mercato  che non c'è piu.Prendiamo atto  che ormai il mercato Nomentano è avviato a un lento declino  tra ponteggi abbandonati , prezzi delle merci più cari degli altri mercati annonari, carenti condizioni igieniche e banchi desolatamente abbandonati.

C'era una volta il cassonetto.                                                      Le striscie e la buca             

CC

Ilmioquartiere @ 18:11 | commenti: commenti (popup)

Giornata normale di traffico a Piazza Alessandria

Archiviato il 13/01/2008 in: 2°-municipio

 

A vedere queste foto, c'è solo un aggettivo...........INCREDIBILE!!!!!

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Ilmioquartiere @ 17:56 | commenti: commenti (popup)

I Nuovi Cassonetti e il servizio A.M.A.

Archiviato il 13/01/2008 in: 2°-municipio

 In questi giorni si parla tanto del problema dell'immondizia della citta di Napoli, il Presidente della Regione Lazio seguendo l'ordine dell'onorevole Prodi  ha dato la disponibilità per accogliere la monnezza de "O Governatore" nella nostra regione , ci permettiamo di prenderci la spazzatura degli altri mentre l'’inefficienza dell’Ama-Roma è sotto gli occhi di tutti ?. Ne vogliamo parlare dei nuovi cassonetti  impraticabili e già rotti, della mancata igienizzazione e lavaggio dei contenitori, dello spazzamento delle strade occasionale e non puntuale, dei ritardi nella raccolta differenziata, del posizionamento errato dei contenitori, perfino a ridosso di posti auto per disabili, delle derattizzazioni e disinfestazioni carenti se non mai attuate. I Residenti dovrebbero sapere che la bolletta TA.RI è composta di una parte fissa, uguale per tutti i cittadini, ed una variabile. La parte fissa riguarda i servizi di raccolta a seguito di conferimento, la variabile, invece, è relativa agli interventi di spazzamento strade, igienizzazione e lavaggio cassonetti, nonché dipende dal numero di componenti il nucleo familiare ed i metri quadri dell’abitazione. Ma su tale bolletta non è indicata la frequenza e la determinazione degli interventi, tanto da non rendere noti i servizi effettivamente resi ai cittadini. Inoltre, inoltre è stato segnalato che i camion della raccolta rimuovono il contenuto differenziato ed organico nella stessa vasca. Sarebbe opportuno che la bolletta sia completa con la specifica degli interventi, tanto da ridurre la quota variabile per i cittadini che non ricevono il servizio, ma lo pagano. Il cittadino romano è a conoscenza  che la discarica di Malagrotta è la più grande discarica a cielo aperto d'Europa e che secondo l'ordinanza commissariale 15/2007 dovrà essere chiusa entro il 31 maggio 2008 ?. Il cittadino romano è a conoscenza che i nuovi cassonetti che il Comune di Roma ha distribuito nella bella cifra di 30.000 pezzi sono costati alle  sue tasche , modica cifra di 24.000.000 milioni di euro ?.

Foto cassonetti tra Via Alessandria e Via Nizza

Cassonetto A.M.A.Cassonetto per carta e cartone

 

 

 

 

 

 

Cassonetto nuovo tipo                                         Come introdurre scatole e scatoloni in 30 cm..

Cassonetto vetro e plastica                                                                               Esempio pratico 

Cassonetto per platica e vetroSpazzatura

Ilmioquartiere @ 17:44 | commenti: commenti (popup)

Quando non c'erano commissari per la monnezza.

Archiviato il 13/01/2008 in: fuoridalquartiere

 

Vecchi metodi

Grandi uomini politici

Il  ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio frena sugli inceneritori. Ha infatti dichiarato ieri: «Continuo a ritenere che i termovalorizzatori facciano parte dell’archeologia. Mi batterò affinché con i soldi dei contribuenti si finanzi l’energia solare». Il ministro ribadisce cioè la posizione espressa a Trento nell’aprile del 2005: «Non fatelo. Utilizzate i tanti soldi pubblici che costerebbe per qualcosa di meglio. L’indicazione è quella di non prevederne più nel giro di pochi anni».......Nessun commento.

23 maggio 2006

 

Ilmioquartiere @ 16:56 | commenti: commenti (popup)

LA MONNEZZA.

Archiviato il 10/01/2008 in: articoli-stampa

E a pensare che una volta in Sardegna ci mandavano i funzionari pubblici puniti o i confinati , ora democraticamente ci mandiamo la monnezza de "O Governatore".

Clicca per ingrandire

Cagliari - Il secco "no ai rifiuti "esce dai confini campani e sbarca in Sardegna. Il vice sindaco di Cagliari, Maurizio Onorato ha notificato ai dirigenti del servizio di ordine pubblico nel porto canale di Cagliari l’ordinanza, emessa nel 2006 e mai revocata, del sindaco del capoluogo sardo, Emilio Floris, che vieta la movimentazione di rifiuti extraregionali nel territorio comunale. Sulla banchina, i manifestanti circondano le bitte d’attracco e la nave "Italroro Three" che trasporta oltre 500 tonnellate di rifiuti proveniente da Napoli. L’ordinanza del sindaco di Cagliari ha validità sul territorio comunale che comincia fuori dal cancello nella parte del porto canale occupata dalla Grendi che ha i suoi impianti nel territorio del Comune di Assemini.

L'attracco Ha attraccato, dopo una lunga attensa in rada, intorno alle 18,30 nel porto Canale di Cagliari la nave della Di Majo Lines proveniente da Napoli con un primo carico di circa 500 tonnellate di rifiuti campani destinati a essere smaltiti nel termovalorizzatore dell’area industriale del capoluogo sardo. Ad attenderla al molo ci sono decine di manifestanti, contrari allo sbarco, controllati a vista dalle forze dell’ordine.

La protesta Gli indipendentisti del movimento Irs-indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, hanno dato vita a una "resistenza pacifica" e hanno deciso di sdraiarsi davanti al boccaporto per bloccare lo sbarco dei camion di rifiuti. Carabinieri e poliziotti sono sul molo in tenuta anti-sommossa guidati dal questore di Cagliari. Sulla banchina c’è molto movimento e sono scoppiati anche alcuni tafferugli: i leader dei gruppi indipendentisti sono stati bloccati dalla polizia e successivamente rilasciati dopo la protesta dei militanti. Attualmente sono in corso trattative mentre l’odore dei rifiuti arriva fino alla banchina. Intanto si allarga la mobilitazione contro l’arrivo dei rifiuti campani in Sardegna: al gruppo dei militanti di Irs si sono aggiunti quelli di Sardigna Natzione e fuori dai cancelli del molo si sono riuniti degli attivisti di Forza Italia. Per Mauro Pili, parlamentare di Fi ed ex presidente della Regione "è significativa la mobilitazione che tutta la Sardegna sta mettendo in atto contro i rifiuti della Campania".

tratto da "IL GIORNALE"

Ilmioquartiere @ 21:19 | commenti: commenti (popup)

EDIFICIO INPDAP CORSO D'ITALIA.

Archiviato il 10/01/2008 in: 2°-municipio

Corso d

 

INCREDIBILE !!!!..

Alla luce della sentenza dei  giudici della settima sezione penale del tribunale, che dopo una breve camera di consiglio, hanno assolto i dodici imputati dall’accusa di associazione per delinquere perche’ il “fatto non sussiste” e da quella di aver occupato ventisei immobili, a partire dall’ottobre del 2002, per “non aver commesso il fatto” tutti possono occupare tutto. Per cinque imputati, poi, accusati dalla procura di aver occupato uno stabile di proprietà della Banca d’Italia il collegio giudicante ha optato per un proscioglimento perché già giudicati per la stessa vicenda (e assolti) davanti al tribunale monocratico della capitale.Quindi cari residenti, gli occupanti dello stabile di Corso d'Italia sono come noi, formeranno un condominio, pagheranno finalmente l'acqua e la luce che consumano quasi da un anno, e il postino si recherà da loro per recapitare pacchi e lettere, tutto normale in un Paese normale e in una città normale.

Nunzio D'Erme rinviato a giudizio per la spesa proletaria

 

 

Nunzio d' Erme assolto.

  

Ilmioquartiere @ 20:55 | commenti: commenti (popup)

ANCHE IL PASTORE TEDESCO HA CAPITO TUTTO

Archiviato il 10/01/2008 in: fuoridalquartiere

Tempi duri per Super Walter , anche il Pastore Tedesco ha capito che a Roma regna il degrado, certo per battere Napoli ci vuole molta buona volontà a noi manca l'accoppiata Bassolino-Jervolino però non ci possiamo lamentare.

Roma - Duro affondo oggi di Papa Benedetto XVI sui mali di Roma: Ratzinger ha denunciato il "gravissimo degrado" di alcune zone della capitale, le crescenti emergenze sui fronti della povertà, della sicurezza, dell’educazione giovanile, della sanità, ed ha ammonito gli enti locali a non assecondare gli "attacchi insistenti e minacciosi" contro la famiglia tradizionale. La pioggia di critiche, moniti, avvertimenti pontifici si è abbattuta sul sindaco di Roma e neoleader del Pd, Walter Veltroni, ricevuto oggi in Vaticano per il tradizionale scambio di auguri di inizio anno. Insieme a lui, ad ascoltare le severe parole del Papa, c’erano il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia Enrico Gasbarra, tutti accompagnati dalle rispettive giunte.

"Gravissimo degrado, specialmente qui" Quando il microfono è passato a Ratzinger il gelo è calato in sala. "Un evento tragico come l’uccisione, a Tor di Quinto, di Giovanna Reggiani, ha posto bruscamente la nostra cittadinanza di fronte al problema non solo della sicurezza, ma anche del gravissimo degrado di alcune aree di Roma", ha scandito il Papa. "Specialmente qui - ha spiegato - è necessaria, al di là dell’emozione del momento, un’opera costante e concreta, che abbia la duplice finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa".

I problemi della capitale La Chiesa, ha aggiunto, fa la sua parte attraverso la Caritas e molte altre organizzazioni di volontariato. Ma è una "frontiera - ha ammonito - sulla quale rimangono evidentemente insostituibili le responsabilità e possibilità di intervento dei pubblici poteri". Al degrado e alla crisi sicurezza, molte altre emergenze si aggiungono, nel quadro a tinte fosche tracciato da Benedetto XVI su Roma. Quella della povertà, che dalle periferie più marginali della capitale si sta allargando a "situazioni che sembravano esserne al riparo. I prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie", ha detto Benedetto XVI.

tratto dal "IL GIORNALE "

Ilmioquartiere @ 20:34 | commenti: commenti (popup)

CHIUSURA VIA NIZZA

Archiviato il 05/01/2008 in: 2°-municipio

Comunicato A.T.A.C. Spa

Sono in deviazione le linee 38, 80 Express e 88

 

4 gen - Per i lavori di costruzione di una nuova ala del Macro, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma, via Nizza è chiusa al traffico: deviate le linee 38, 80 Express e 88.

I bus, diretti, verso il Centro, da via Dalmazia percorrono viale Regina Margherita, piazza Buenos Aires, via Po, via Salaria e piazza Fiume, da dove tornano sul loro normale itinerario.

Al ritorno, da piazza Fiume le vetture percorrono corso Italia, via Po, via Gregorio Allegri, via Ruggero Giovannelli, via Giovanni Pacini, via Salaria, viale Regina Margherita e via Dalmazia, da dove tornano sul loro consueto percorso.

Temporaneamente soppresse le fermate in via Viterbo e in via Nizza.

Ilmioquartiere @ 12:56 | commenti: commenti (popup)

Il Comune di Roma via augura Buon Anno 2008

Archiviato il 02/01/2008 in:

Dopo i miglioramenti della qualità dell'aria registrati per il benzene e il monossido di carbonio, ormai stabilmente sotto i livelli consentiti dalla norma, tornano nuovi provvedimenti di limitazione del traffico studiati ad hoc per la stagione dell'anno più critica sul fronte della qualità dell’aria.

La Giunta Comunale ha infatti predisposto, da gennaio a marzo, quando si verifica il fenomeno della inversione termica, che impedisce il normale rimescolamento delle masse d'aria in superficie, un pacchetto di misure emergenziali composto da 12 giovedì a targhe alterne, 3 domeniche di divieto totale della circolazione e divieti di circolazione più restrittivi per i veicoli diesel euro 1 ed euro 2 durante i giorni di forte inquinamento.

Targhe alterne
Le targhe alterne scatteranno all’interno della
Fascia Verde, dalle ore 15 alle 21.
Si partirà giovedì 10 gennaio 2008, con i veicoli di targa pari (fa fede l'ultimo numero incluso lo zero). Seguirà lo stop, dopo 7 giorni, per i veicoli con l’ultimo numero della targa dispari, e così via fino al 27 marzo.
Circolazione vietata, a prescindere dalla targa, anche per le auto a benzina e i diesel “euro 0”; per le moto e i motorini a due tempi “euro 0”; per auto, minicar e mezzi commerciali diesel “euro 1” ed “euro 2”.
Le auto diesel “euro 4” potranno invece circolare sempre purché dotate di filtro antiparticolato montato di serie.

Domeniche di blocco totale della circolazione.
Saranno tre giornate di blocco, tra gennaio e marzo (le date non sono state ancora fissate), in cui, dalle ore 9 alle 17, vigerà il divieto di circolazione per auto, moto e motorini all’interno della
Fascia Verde.

Deroghe
Le uniche deroghe previste, sia per le targhe alterne sia per i blocchi totali del traffico, riguarderanno i mezzi non inquinanti e quelli a basso impatto ambientale: veicoli alimentati a gpl, metano, ibridi, elettrici e le auto a benzina “euro 4”. Durante i blocchi totali domenicali potranno inoltre circolare le moto “euro 3”.
Durante l’applicazione dei provvedimenti programmati, il trasporto pubblico sarà potenziato del 20% e, allo stesso tempo, aumenteranno i controlli da parte dei Vigili Urbani potenzierà. Per i trasgressori sono previste multe di 71 euro.

Blocchi del traffico nei giorni di superamento
La novità riguarda il blocco dei veicoli diesel “euro 2” che, da gennaio 2008, non potranno più circolare nei giorni in cui si verificano i picchi di inquinamento e durante l’applicazione delle targhe alterne.
Ricordiamo che i blocchi nei giorni di superamento scattano in base al “
Piano di Intervento Operativo”, dopo 3 giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili in almento 2 centraline di monitoraggio della qualità dell'aria, in condizioni favorevoli al ristagno dello smog.
Il divieto di circolazione si applica dalle ore 7.30 alle 20.30 nell’area
Fascia Verde e riguarda le seguenti categorie di veicoli: auto a benzina e disel “euro 0”; moto e motorini a due tempi “euro 0”; auto, minicar e mezzi commerciali privati diesel “euro 1” ed “euro 2”.  

Calendario

Blocco Targhe Pari
10 e 24 gennaio
7 e 21 febbraio
6 e 20 marzo

Blocco Targhe Dispari
17 e 31 gennaio
14 e 28 febbraio
13 e 27 marzo

Ilmioquartiere @ 17:10 | commenti: commenti (popup)



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